Carlos Alcaraz non gioca una partita ufficiale da aprile e il rientro continua a slittare. Dopo aver saltato Madrid, Roma, Roland Garros, Queen’s e Wimbledon, il numero uno spagnolo ha rinunciato anche al Masters 1000 di Cincinnati, inizialmente individuato come possibile appuntamento per il ritorno in campo
Una scelta prudente, legata alla necessità di completare il recupero dal problema al polso destro accusato al torneo di Barcellona. Ma proprio l’assenza di Cincinnati apre ora un interrogativo importante: Alcaraz sarà davvero pronto per lo US Open?
Il torneo di New York, dove lo spagnolo dovrebbe tornare per difendere il titolo conquistato un anno fa, è ormai alle porte. E secondo José Luis “Batata” Clerc, ex numero 4 del mondo, la risposta dovrebbe essere negativa.
Clerc: “Meglio non giocare lo US Open”
Intervenuto a ESPN Tennis, l’ex tennista argentino ha lanciato un messaggio molto netto ad Alcaraz. Il problema, secondo Clerc, non sarebbe necessariamente lo stato del polso, ma soprattutto la totale mancanza di partite ufficiali nelle gambe.
“Non giocare lo US Open. Ti manca esperienza di partita e quelle sono partite al meglio dei cinque set. Inizia in Asia per essere al massimo: devi essere al massimo per vincere un torneo”, è il consiglio dell’argentino.
Una posizione drastica, ma che parte da una considerazione concreta. Alcaraz non disputa un incontro ufficiale dalla primavera e, anche qualora il polso fosse completamente recuperato, allenarsi non è la stessa cosa che affrontare la pressione e l’intensità di una partita vera.
Il rischio di tornare direttamente in uno Slam
Il problema sarebbe ancora più evidente in uno Slam. Per conquistare nuovamente il titolo a New York, Alcaraz dovrebbe affrontare sette incontri al meglio dei cinque set nell’arco di due settimane, con un dispendio fisico e mentale enorme.
Per un giocatore dal tennis particolarmente esplosivo e aggressivo come lo spagnolo, il ritorno direttamente in un appuntamento di questa portata potrebbe quindi rappresentare un’incognita.
Clerc suggerisce così una strada completamente diversa: rinunciare alla difesa del titolo e programmare il rientro nella tournée asiatica, concedendosi altro tempo per recuperare e soprattutto per ritrovare progressivamente il ritmo competitivo.




