Dopo la rimonta contro Khachanov, l’azzurro racconta la crescita vissuta nell’ultimo anno, il momento chiave del quarto set e la nuova consapevolezza raggiunta: “Ora è il momento di esprimere il mio tennis”
Flavio Cobolli si gode una delle vittorie più importanti della sua carriera. Il successo in rimonta contro Karen Khachanov, arrivato dopo essere stato sotto di due set a uno, vale gli ottavi di finale di Wimbledon, ma soprattutto certifica la crescita di un giocatore che oggi si sente diverso rispetto a dodici mesi fa.
Il romano, apparso in difficoltà soprattutto nel primo set anche dal punto di vista fisico, è riuscito a cambiare l’inerzia della partita trovando progressivamente le contromisure al tennis del russo. In conferenza stampa ha spiegato come il percorso di quest’anno gli abbia lasciato sensazioni molto diverse rispetto all’edizione precedente.
“L’anno scorso credo di aver giocato meno tempo e questo mi ha aiutato molto quando ho giocato la finale contro Cilic. Ora credo di aver giocato tre ottime partite contro giocatori validi. Soprattutto quella di oggi e quella di ieri mi hanno dato tanta luce, tanta consapevolezza, ma io in primis mi sento molto cambiato in campo, sono più lucido, faccio delle scelte che sicuramente l’anno scorso non avrei fatto. Questa partita qui l’anno scorso non l’avrei vinta. Anche giocando un gran tennis anche qui, però questa partita sono sicuro che non l’avrei vinta l’anno scorso”.
Il primo game del quarto set
Uno dei momenti decisivi dell’incontro è stato il primo game del quarto set, quando Cobolli è riuscito a spezzare l’inerzia favorevole a Khachanov.
“Sì, sicuramente mi ha aiutato, mi ha dato tanta energia e credo che l’abbia tolta a lui, che comunque era sull’onda di un’alta energia. Ha vinto un tie-break, secondo me, giocando molto bene e quindi era molto nel ritmo. Io ho cercato di resistere, come avevo detto i primi giorni, ho cercato di resistere anche quando la partita si è fatta dura, sono stato un po’ fortunato magari in quel game. Però credo che con l’aiuto del team oggi ho vinto una grande partita, mi sono stati accanto nei momenti difficili, mi hanno fatto capire che comunque io non stavo giocando male. Anche se la partita fosse finita in maniera diversa, io comunque ero contento della prestazione di oggi. È stata una partita positiva in tutti gli aspetti, secondo me, e questo mi ha aiutato poi nel riuscire a trovare energie nascoste e mi sentivo quasi invincibile a un certo punto, anche fisicamente, mi muovevo molto bene e questo, secondo me, a lui ha dato molto fastidio”.
Il “Cafuddare” e il servizio
Nelle prime giornate del torneo Cobolli aveva parlato di una fase di “sopravvivenza”, necessaria per prendere confidenza con l’erba. Ora, però, sente di aver cambiato marcia.
“Sì, già da oggi io mi trovo molto bene in campo. Quindi quella fase è finita, è iniziata quella dove bisogna adesso, come dico io, cafuddare. Devi esprimere quello che sai fare. Io mi sento benissimo sotto il punto di vista tennistico, fisicamente te lo dico domani, però anche lì sono tranquillo, quindi quella fase è finita. Adesso non voglio dire che inizia il vero torneo, perché non voglio sminuire gli altri giocatori, però per me inizia il torneo dove ho bisogno di altre risposte.”
Tra gli aspetti che più lo soddisfano c’è anche il rendimento al servizio, fondamentale sul quale il romano e il suo team stanno lavorando da tempo.
“Sì, sono sicuro di questa cosa, stiamo lavorando tanto tutti i giorni, ci prendiamo del tempo, quindi è una cosa che funziona. Ho visto che a lui dava molto fastidio il mio servizio perché non capiva dove poi la palla andava a finire. Questa credo che sia la mia qualità più grande sul servizio. Non ne ho tantissima, la percentuale è ancora bassa. Ho una buona seconda e questo mi aiuta perché, avendo la percentuale bassa, ne ho bisogno. Però questa cosa che non riescono a leggere il mio servizio è molto buona”.




