L’americana sa che contro la numero uno del mondo non può permettersi di giocare sulla difensiva: anticipo, posizione in campo e risposta saranno le chiavi della semifinale
Jessica Pegula ha battuto Emma Navarro in tre set e si è presa un posto in semifinale allo US Open. Adesso, dall’altra parte della rete, troverà Aryna Sabalenka, la campionessa delle ultime due edizioni. Una sfida che Pegula conosce bene e che, come ha spiegato dopo il successo nei quarti, richiederà soprattutto attenzione nei primi scambi.
Contro Navarro, la svolta è arrivata proprio dalla capacità di individuare il problema e correggerlo durante la partita: “Non mi sembrava di soffrire più di tanto negli scambi da fondo. Il vero problema erano la battuta e la risposta, oltre al colpo subito successivo. In quei fondamentali lei si stava dimostrando superiore, mentre di solito sono aspetti su cui riesco a fare la differenza. L’importante è stato accorgermene in tempo e trovare la contromossa giusta”.
Una rivalità che la spinge a migliorare
Quella con Sabalenka è ormai una sfida ricorrente ai vertici del circuito. Pegula non ha problemi a definirla una rivalità e, anzi, considera proprio questo confronto uno stimolo per continuare a crescere: “È stimolante sentir parlare di rivalità tra noi, per me è una grande carica di benzina. Proverò a ripartire dalle cose buone mostrate nei nostri precedenti, senza però mai dimenticare che dall’altra parte della rete c’è la giocatrice prima al mondo”.
Pegula riconosce anche il lavoro che Sabalenka e il suo team fanno per analizzare le avversarie e trovare continuamente nuove soluzioni: “Lei e il suo staff svolgono un lavoro straordinario nello studiare le aree di miglioramento e il modo in cui le avversarie provano ad affrontarla. Penso sia proprio questa capacità di analisi a renderla la numero uno del circuito”. (Ndr: da lunedì sarà Rybakina la nuova numero uno)”
Un confronto che, secondo l’americana, ha avuto un ruolo anche nella propria crescita: “È un’avversaria che mi ha sempre costretto ad alzare l’asticella e a migliorarmi come tennista. È l’aspetto che rispetto e apprezzo di più della nostra sfida continua”.
Pegula conosce il punto debole di Sabalenka
Il precedente più recente allo US Open può dare fiducia a Pegula. L’anno scorso le due si affrontarono in semifinale e Sabalenka vinse in tre set, ma l’americana riuscì a portarsi a casa il primo parziale. E Pegula sa bene che il momento della stagione conta fino a un certo punto quando dall’altra parte c’è una giocatrice come Sabalenka: “Dodici mesi fa venivo da un’estate complicatissima, eppure qui sono riuscita a ritrovare il mio miglior tennis e a strapparle un set in semifinale nel nostro ultimo incrocio. A questi livelli i risultati recenti passano in secondo piano: quando sei un’atleta di vertice, la vera forza sta nel far valere l’esperienza per riemergere e ritrovare il proprio gioco anche nei periodi più bui”.
Anche per questo Pegula guarda con attenzione alla partita giocata da Sabalenka nei quarti di finale e alla fiducia che può averle dato: “Penso che il successo di oggi le abbia regalato una grande carica d’energia, specialmente per come ha piegato un’avversaria di quel calibro. Spuntarla in un super tie-break a dieci punti richiede un coraggio enorme. È vero che la sua estate non è stata straordinaria sul piano dei risultati, ma conosco bene la sicurezza che sente su questi campi, dove punta senza mezzi termini al terzo sigillo consecutivo”.
Come può Pegula battere Sabalenka?
La domanda è inevitabile e l’americana ha già in mente la risposta. Non cercare di giocare alla pari sul piano della potenza, ma togliere a Sabalenka il tempo necessario per comandare: “Nelle occasioni in cui l’ho battuta, la chiave è stata esprimere il mio livello più alto: l’ho fatta correre, ho variato le traiettorie e ho imposto un ritmo soffocante impattando la palla sempre in anticipo”.
È questo il piano: prendere la palla in anticipo, cambiare direzione e non permettere alla bielorussa di sistemarsi nella posizione ideale per spingere: “Non voglio permetterle di dettare troppo il gioco. Cerco di sfruttare la sua velocità, ma mantenendomi aggressiva”.
Pegula sa anche che Sabalenka cercherà di impedirle esattamente questo: “Variare le traiettorie, togliere punti di riferimento e costringerla a correre per cercare soluzioni complesse in movimento sono le cose che mi sono riuscite meglio contro di lei. Ovviamente lei cercherà in tutti i modi di impedirmelo, ed è proprio questo a rendere ogni nostro scontro un continuo botta e risposta tattico”.
Ed è probabilmente questa la chiave della semifinale: chi riuscirà a dettare il ritmo senza concedere all’altra il tempo di prendere il controllo dello scambio. Sabalenka partirà dalla sua potenza, Pegula proverà a trasformarla in un’arma contro di lei.




