TennisTalker MagazineNewsNadal sarebbe il GOAT senza gli infortuni? I 18 Slam saltati lasciano la questione aperta
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Nadal sarebbe il GOAT senza gli infortuni? I 18 Slam saltati lasciano la questione aperta

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La grandezza di Rafael Nadal non ha bisogno di una storia diversa dalla leggenda che è stata, ma una recente dichiarazione di Toni Nadal, zio e storico allenatore dello spagnolo, ha fatto emergere una riflessione difficile da ignorare.

“Se mio nipote non avesse avuto così tanti infortuni non ci sarebbe alcun dibattito su chi sia il migliore”.

Quando si parla della carriera di Rafa, il tema degli infortuni è sempre stato una costante con cui uno dei più grandi campioni della storia ha dovuto convivere. Dal punto di vista numerico, il ragionamento di Toni ha una base solida. Nadal ha conquistato 22 titoli del Grande Slam, un bottino straordinario raggiunto nonostante abbia saltato 18 Major per diversi problemi fisici: dalla malformazione al piede al polso (i dubbi sulla tenuta erano simili a quelli che circondano adesso Carlos Alcaraz), dagli addominali fino all’anca, che ha segnato profondamente l’ultima fase della sua carriera.

È evidente come Nadal abbia costruito una carriera ricca di trionfi con un corpo che, in molti momenti, sembrava chiedergli il conto. E per un periodo, nonostante tutto, Rafa è stato anche il leader della corsa tra i Big Three. Dopo il trionfo agli Australian Open 2022, il suo 22° Slam – conquistato ribaltando un deficit di due set a zero contro Daniil Medvedev – lo aveva portato davanti a Roger Federer e Novak Djokovic nella classifica dei Major conquistati. Il confronto con gli altri due giganti della sua epoca rende ancora più evidente la particolarità del suo percorso.

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Gli Slam saltati: il confronto con Roger Federer e Novak Djokovic

Nole, oggi unico rappresentante ancora in attività dei Big Three, ha saltato soltanto tre tornei dello Slam nella sua carriera: lo US Open 2017, l’Australian Open 2022 (per motivi legati alla mancanza del vaccino contro il covid) e lo US Open 2022. Federer, invece, ha costruito una delle strisce di continuità più impressionanti della storia del tennis, disputando 65 Slam consecutivi dal 1999 al 2016, prima che gli infortuni al ginocchio iniziassero a condizionare la fase finale della sua carriera. Complessivamente lo svizzero ha saltato 11 Major.

Numeri diversi, percorsi diversi. E proprio per questo il confronto tra i Big Three è così affascinante: non esiste una sola strada per diventare leggende. Le parole di Toni Nadal, però, aprono inevitabilmente una domanda: quanto avrebbe potuto vincere Rafa senza tutti quei problemi fisici?

La storia non si scrive con i “se”

È una domanda naturale, ma anche un interrogativo che lo stesso Nadal forse, per la sua umiltà e la consapevolezza di non essersi mai risparmiato, avrebbe evitato. La sua filosofia è sempre stata chiara: la storia non si scrive con i “se”. Ne abbiamo anche un esempio. Nel 2019, durante Wimbledon, gli venne chiesto quale giocatore sarebbe diventato Nick Kyrgios se la sua etica del lavoro avesse pareggiato il suo talento. Rafa preferì non entrare in quel tipo di ragionamento, perché ogni sport – incluso il tennis – non premia il potenziale teorico, ma ciò che un atleta riesce realmente a trasformare in risultati.

Anche alla luce di questo aspetto, è forse questo il punto più interessante della riflessione di Toni. Gli infortuni di Nadal non rappresentano soltanto ciò che gli hanno tolto, ma anche la possibilità di emergere come campione contro le difficoltà che si sono presentate in ogni istante della sua carriera. Forse senza quei problemi fisici Rafael Nadal avrebbe vinto ancora di più. Forse avrebbe chiuso la carriera con un numero diverso di Slam. Ma la grandezza di Rafa non nasce dalla carriera che avrebbe potuto avere.

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