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Acapulco senza carne per evitare il doping: svolta “meat-free” al Mexican Open 2026

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L’ATP 500 elimina la carne dal ristorante dei giocatori per ridurre i rischi di contaminazione: proteine alternative e linea dura sulla prevenzione antidoping

Per l’edizione 2026 del Mexican Open Acapulco al via tra una settimana, gli organizzatori hanno deciso di non servire carne nel ristorante riservato ai giocatori, con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio di violazioni antidoping involontarie legate a possibili contaminazioni alimentari.

La misura nasce dalle preoccupazioni legate alla filiera locale delle carni in America Latina, dove in alcuni casi l’allevamento può prevedere l’uso di steroidi anabolizzanti o ormoni della crescita. Sostanze che, se ingerite accidentalmente, possono far scattare positività ai controlli.

Un documento interno diffuso ai giocatori chiarisce che verranno garantite opzioni proteiche di alta qualità senza carne, con indicazioni pratiche su come coprire il fabbisogno nutrizionale attraverso pesce, frutti di mare, uova, latticini e legumi. Per i vertici ATP, si tratta di una scelta “puramente preventiva”, pensata per tutelare sia l’idoneità degli atleti sia l’integrità della competizione.

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Gli organizzatori sottolineano che la decisione è temporanea, ma potrebbe diventare un modello per altri eventi in cui sicurezza alimentare e responsabilità antidoping si intrecciano. Non a caso, ATP e International Tennis Integrity Agency (ITIA) stanno lavorando a stretto contatto, sotto le linee guida della World Anti-Doping Agency (WADA), per garantire pasti conformi sia agli standard nutrizionali sia a quelli antidoping.

In passato, casi documentati hanno mostrato come la carne contaminata possa causare positività non intenzionali. Nell’aprile 2022, durante un torneo WTA a Bogotá, Tara Moore e Bárbara Gatica risultarono positive al boldenone (con tracce di nandrolone nel campione di Moore). Un tribunale indipendente stabilì poi l’assenza di colpa o negligenza, attribuendo l’origine delle sostanze a contaminazione alimentare.

Sebbene nell’ultima edizione del Mexican Open non si siano registrati casi di doping, il torneo del 2025 fu segnato da diversi ritiri per malattia tra le teste di serie, un ulteriore campanello d’allarme sulla gestione di alimentazione e salute.

Il messaggio di Acapulco è chiaro: “No meat, no risk”.

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