La bielorussa torna in Cina con tre obiettivi per il finale di 2026: vincere il WTA 1000, conquistare le Finals e provare a riprendersi il numero uno del mondo. Nel Media Day ha parlato anche del rapporto con il pubblico cinese e della rivalità con Elena Rybakina
Aryna Sabalenka arriva al Wuhan Open con ancora diversi traguardi da inseguire in un finale di stagione che, almeno sul fronte Slam, non le ha regalato le soddisfazioni sperate. La numero uno del seeding vuole chiudere il 2026 da protagonista e ha davanti a sé tre obiettivi: conquistare il titolo in Cina, affrontare al meglio le WTA Finals e provare a riprendersi la vetta del ranking mondiale. Un successo a Wuhan le permetterebbe inoltre di guadagnare terreno nella Race, avvicinandosi a Elena Rybakina in vista degli ultimi appuntamenti dell’anno.
Il sorteggio, però, non le ha riservato un percorso semplice. Al debutto Sabalenka affronterà la vincente della sfida tra Ann Li e Camila Osorio; in caso di passaggio del turno, agli ottavi potrebbe trovare Elise Mertens. Nella sua parte di tabellone figura anche Iga Swiatek, tra le principali candidate a raggiungere i quarti, mentre tra le altre giocatrici presenti nella metà alta ci sono Iva Jovic, Marta Kostyuk e Maja Chwalinska.
Il legame speciale con Wuhan e le WTA Finals
Il ritorno in Cina ha un significato particolare per Sabalenka, che proprio a Wuhan ha già sollevato il trofeo in tre occasioni, nel 2018, nel 2019 e nel 2024. La bielorussa ha ricordato con entusiasmo i successi ottenuti sul cemento cinese e il rapporto costruito negli anni con il torneo e con il pubblico.
“Sono felice di essere tornata. Ho tanto bei ricordi qui legati ai miei successi. Mi sento a casa e non vedo l’ora di giocare di fronte a questo pubblico. Da quando ho vinto il torneo per la prima volta in carriera, ho avuto in generale un discreto successo in Cina. C’è qualcosa di speciale in questo Paese. Non so, forse è il riso fritto che mi fa correre più veloce. Dovrò scoprire il segreto, ma adoro giocare qui”.
Nel suo programma per le ultime settimane della stagione c’è anche un appuntamento ormai abituale: le WTA Finals. Per Sabalenka sarà la sesta qualificazione consecutiva, un traguardo che assume un valore ancora maggiore se confrontato con le difficoltà incontrate agli inizi della sua carriera nel tentativo di raggiungere il torneo di fine anno.
“Finals? Essermi qualificata per sei anni di fila è incredibile. Ricordo che prima di qualificarmi per la prima volta, ho fatto di tutto per ottenere uno dei posti a dispozione a Singapore, ma non ci sono riuscita. All’epoca, mi sembrava difficile anche solo immaginare di qualificarmi. È un sogno e significa tantissimo per me. Sono emozionatissima e pronta a dare il massimo in quest’ultima parte di stagione”.
La rivalità con Rybakina: “Ci sproniamo a vicenda”
Tra le avversarie che Sabalenka guarda con maggiore attenzione c’è Elena Rybakina, da poco numero 1 al mondo e che in stagione ha vinto due Slam superandola in finale. La bielorussa considera il confronto con la kazaka uno stimolo per continuare a migliorare, anche attraverso le sconfitte e i risultati meno soddisfacenti.
“Mi piace molto. È una rivalità sana, sento che ci sproniamo a vicenda per migliorare, ma non solo noi due. A volte perdi una posizione in classifica o una finale, ma ogni partita ti permette di imparare una lezione. Questa stagione è stata incentrata proprio sull’imparare dalle sconfitte più dolorose, usandole come motivazione per migliorare, trovare nuovi modi per progredire e tornare al vertice. Mi piace davvero tanto questa rivalità”.
Le parole di Sabalenka raccontano quindi una giocatrice determinata a trasformare le delusioni accumulate durante l’anno in una spinta per il finale di stagione. Wuhan rappresenta il primo banco di prova: un titolo le darebbe fiducia, punti preziosi e un’occasione concreta per avvicinarsi nuovamente alla vetta. Poi arriveranno le Finals, ultimo grande obiettivo di un 2026 in cui la bielorussa vuole ancora dire la sua.




