TennisTalker MagazineNewsPerù, tre giocatori nei Top 200 dopo 32 anni: Horna incorona la nuova generazione
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Perù, tre giocatori nei Top 200 dopo 32 anni: Horna incorona la nuova generazione

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Ignacio Buse, Gonzalo Bueno e Juan Pablo Varillas hanno riportato contemporaneamente tre peruviani tra i primi 200 del ranking ATP, cosa che non accadeva dall’agosto 1994. Alla vigilia della sfida di Davis contro il Paraguay, Luis Horna non si nasconde: “Questa sarà la migliore generazione del tennis peruviano della storia, senza alcun dubbio”

Trentadue anni sono un tempo sufficientemente lungo per cambiare quasi tutto. L’ultima volta che il Perù aveva tre giocatori contemporaneamente tra i primi 200 del mondo era l’8 agosto 1994: Jaime Yzaga occupava il numero 24, Jaime Noriega il 162 e Alejo Aramburu il 190. Da allora il tennis peruviano ha avuto buoni giocatori, stagioni importanti e ha persino ottenuto l’accesso al World Group di Coppa Davis nel 2007, ma quel piccolo indice di profondità non si era più ripetuto. Adesso ci sono riusciti Ignacio Buse, Gonzalo Bueno e Juan Pablo Varillas a riportare di peso lo stato sudamericano sulle alte vette del tennis mondiale.

Il volto nuovo è soprattutto quello di Buse, 22 anni, protagonista di una stagione che ha cambiato dimensione alla sua carriera. A maggio il ragazzo di Lima è partito dalle qualificazioni ad Amburgo e ha finito la settimana sollevando il trofeo dell’ATP 500, primo peruviano a vincere un titolo nel circuito maggiore dopo Luis Horna nel 2007. Ad agosto Buse ha raddoppiato sul cemento di Winston-Salem, diventando il più giovane campione nella storia del torneo e raggiungendo il numero 30 ATP, suo massimo in carriera. Due titoli ATP in una stagione per un Paese che ne aveva aspettati diciannove anni per vincerne uno spiegano meglio di molte dichiarazioni perché in Perù sia cambiata l’aria.

Il numero 35 ATP però non è solo. Dietro di lui ci sono infatti Gonzalo Bueno, recentemente stabilitosi tra i primi 200 del mondo, e Juan Pablo Varillas il quale, dopo essere scivolato indietro in una stagione complicata, vi è rientrato grazie alla risalita delle ultime settimane nel circuito Challenger. È stato proprio il suo percorso a Genova a ricomporre il terzetto che mancava dal 1994. Il paragone con quell’anno è curioso anche nei ruoli: allora davanti a tutti c’era Yzaga, già uomo da Top 30, seguito a distanza da Noriega e Aramburu; oggi Buse occupa il posto del trascinatore, ma alle sue spalle il Perù ha nuovamente più di un nome da spendere.

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Luis Horna, che di una delle migliori stagioni del tennis peruviano è stato protagonista, ha deciso di non aspettare nemmeno i risultati del prossimo weekend che vedrà impegnata la nazionale biancorossa per esprimere tutto il suo entusiasmo. Presentando la squadra che venerdì e sabato affronterà il Paraguay a Lima nel Gruppo Mondiale I di Coppa Davis, il capitano ha pronunciato una frase che in altri Paesi avrebbe immediatamente acceso una discussione: “Questa sarà la migliore generazione del tennis peruviano della storia, senza alcun dubbio”. Poi ha precisato il confronto: “Questi ragazzi, per età e numeri, sono migliori di quelli che formavano il nostro gruppo. Noi abbiamo fatto bene in Coppa Davis, abbiamo fatto un exploit spettacolare nel 2007, ma sono sicuro che questa generazione ci darà soddisfazioni uguali o maggiori”.

Il riferimento al 2007 pesa. Horna faceva parte della squadra che portò il Perù per la prima volta nel World Group di Davis, e dunque non sta magnificando il presente da osservatore esterno: sta ridimensionando pubblicamente la propria impresa. È una previsione, naturalmente, e come tale dovrà essere confermata dai risultati. Ma arriva nel momento esatto in cui il ranking offre almeno un argomento concreto a sostegno dell’ottimismo: tre singolaristi nei Top 200, quando fino all’altro giorno per ritrovare la stessa fotografia bisognava tornare indietro fino all’estate del 1994.

La serie contro il Paraguay arriva così quasi come una verifica immediata. Il Perù giocherà il 18 e 19 settembre al Jockey Club di Lima con Buse, Bueno, Varillas, Alexander Merino e Arklon Huertas del Pino; in palio c’è l’accesso ai Qualifiers del 2027 e i biglietti risultano già esauriti. La Davis, però, questa volta è quasi una conseguenza della storia e non la storia stessa: il numero più interessante era comparso nel ranking ancora prima che venisse battuta una palla nel primo match del tie.

Nel 1994 Yzaga aveva 26 anni e il tennis peruviano non poteva sapere che avrebbe dovuto aspettarne altri trentadue per rivedere tre dei suoi uomini contemporaneamente tra i primi 200. Horna oggi gongola e dichiara che i suoi ragazzi sono i migliori della storia del suo Paese con una racchetta in mano. Può darsi che il tempo gli dia ragione oppure no. Intanto una piccola frontiera è già caduta: il Perù non ha più soltanto un giocatore da seguire, ma una generazione da misurare.

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Emmanuel Marian
Emmanuel Marian
Da molti anni lavora come redattore per testate giornalistiche e agenzie di stampa, occupandosi soprattutto di sport, arti e spettacolo. Nel suo percorso ha intrecciato cronaca e approfondimento, coltivando un particolare interesse per le forme e i linguaggi della cultura contemporanea.
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