La polacca domina Rybakina e conquista il primo titolo del 2026 dopo undici mesi di attesa: “Questa settimana tutto ha funzionato: tennis, fisico e duro lavoro mentale”
Undici mesi dopo, Iga Swiatek ha nuovamente una coppa tra le mani. La polacca ha battuto Elena Rybakina in due set nella finale del WTA 1000 di Toronto, impiegando appena un’ora e 15 minuti per conquistare il primo titolo del suo complicato 2026. È il ventiseiesimo trofeo della carriera e il dodicesimo nella categoria WTA 1000: dall’introduzione dell’attuale formato nel 2009, soltanto Serena Williams ne ha vinti di più, 13.
La partita è stata in equilibrio per poco tempo: Rybakina ha provato a partire con il piede sull’acceleratore, ma Swiatek ha immediatamente trasformato la finale nel genere di partita che preferisce, togliendo tempo alla kazaka in risposta e costringendola a giocare molti più colpi del previsto. Dal 2-2 del primo set Iga ha vinto quattro game consecutivi; nel secondo Rybakina ha provato a rimanere attaccata alla partita, ma la polacca ha trovato il break nel sesto gioco e da lì non ha più concesso appigli alla numero due del mondo in odore di numero uno. La kazaka, reduce da quattro partite vinte al terzo durante il torneo, ha pagato oltre all’inevitabile stanchezza anche una serata troppo fallosa.
Il titolo interrompe un digiuno che durava da undici mesi e arriva al termine di una stagione che Swiatek stessa non ha avuto difficoltà a definire complicata. “Significa molto. Sono quasi senza parole, perché quest’anno il percorso è stato difficile. Essere qui, alzare il trofeo e vincere contro le migliori giocatrici significa molto per me. Sono orgogliosa di me stessa e molto felice”, ha spiegato in conferenza stampa.
L’attesa, evidentemente, aveva cominciato a pesare. Swiatek ha ammesso di essere stata a tratti impaziente durante l’anno, cercando il risultato quando il suo tennis non era ancora pronto per produrlo. A Toronto, invece, i pezzi sono finalmente tornati al loro posto. “Questa settimana tutto ha funzionato insieme: il mio tennis, il mio fisico e anche il lavoro mentale. Senza dubbio è stata la migliore settimana della stagione finora”.
C’è anche un’altra partita che la polacca sente di aver giocato negli ultimi mesi, lontano dalle righe del campo. In conferenza Iga è tornata sulle critiche ricevute in patria e su quello che ha definito “rumore inutile”. “A volte dobbiamo combattere cose contro cui non dovremmo dover lottare. Sono ancora più orgogliosa di me stessa perché mi sono concentrata sul mio percorso e non ho permesso che questo mi condizionasse“. La risposta scelta, almeno a Toronto, è stata restringere il campo visivo: lavoro, allenamento e poco spazio concesso a ciò che arrivava dall’esterno.
Contro Rybakina serviva peraltro parecchia attenzione anche senza occuparsi del resto. Swiatek ha riservato alla rivale parole decisamente impegnative: “Se gioca il suo miglior tennis, probabilmente è più forte di chiunque altro. Devi sfruttare tutte le opportunità, non puoi permetterti errori o decisioni sbagliate”. Il piano della polacca era rendere la partita fisica, utilizzare maggiormente le rotazioni e impedire alla kazaka di vivere soltanto di servizio e primi colpi. Ha funzionato quasi senza sbavature.
Toronto aggiunge infine un altro numero notevole alla carriera di Iga: 26 vittorie in 31 finali disputate. Una percentuale che la stessa Swiatek riconduce soprattutto alla capacità di non trattare l’ultima partita come un oggetto diverso dalle precedenti. “Se sono in finale significa che il mio gioco sta funzionando. La chiave è rimanere concentrata e non permettere alla testa di andare in posti che possano distrarti”.
Per quasi un anno quella macchina aveva prodotto rumori ai quali Swiatek non era abituata. A Toronto, per una settimana intera, ha ricominciato semplicemente a funzionare.




