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Daniel Evans dice basta: si ritirerà dopo Wimbledon 2026

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A 36 anni, il Bad Boy del tennis annuncia il ritiro sul prato di casa. Una carriera fatta di alti e bassi, scandita dal trionfo in Coppa Davis, dalle imprese con Murray e dalla rinascita dopo la squalifica

Attraverso un post sul suo profilo Instagram, Dan Evans ha annunciato che appenderà la racchetta al chiodo subito dopo l’edizione di Wimbledon 2026. A 36 anni, “Evo” ha deciso che il palcoscenico di Church Road – per il quale avrà bisogno di una wild card – sarà il perfetto punto d’arrivo di un viaggio incredibile, fatto di picchi altissimi, cadute verticali e rinascite. Un percorso che lo ha visto confessare che questo sport gli ha dato tutto, definendo come il più grande onore della sua vita l’aver rappresentato la Gran Bretagna in Coppa Davis e ai Giochi Olimpici.

Dallo squash alle prime ribellioni nei nightclub

Nato a Birmingham, orgoglioso figlio della working class britannica con papà elettricista e mamma infermiera, Dan cresce con una viscerale passione calcistica per l’Aston Villa. In realtà, il suo primo amore con la racchetta non è stato il tennis, ma lo squash, sport scoperto a sette anni grazie al padre. Il passaggio al tennis svela subito un talento naturale, ma anche un carattere poco incline alle regole e alla disciplina.

Nel 2004 vince il World Junior Tennis con la nazionale e nel 2006 si ritrova in cima alle classifiche europee under 16. Ma la federtennis inglese (LTA) decide di punirlo non iscrivendolo al torneo under 18 di Wimbledon perché, per sua stessa ammissione, in campo si comportava in modo “really stupid“. La lezione non basta. Nel 2008, proprio durante le settimane di Wimbledon, un fotografo lo pizzica a fare le ore piccole in un nightclub insieme al compagno di doppio Daniel Smethurst. La Federazione perde la pazienza e lo mette in castigo, togliendogli wild card, finanziamenti, coach e campi di allenamento. È in questo periodo che il suo allora allenatore, Julien Hoferlin, pronuncia parole che sembrano una profezia sul suo status di eterno ribelle: “Ha le qualità per arrivare fra i primi 50 del mondo. Ma non fa nessun sacrificio per riuscirci. Non capisce che deve mettere il tennis al primo posto. Per lui è solo un passatempo.”

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Lo scandalo cocaina e l’esilio senza scuse

Nel 2017, durante il torneo di Barcellona, Evans viene trovato positivo alla cocaina. Non cerca scuse, non inventa contaminazioni bizzarre e non chiede sconti di pena o appelli. Alza la mano, china la testa e ammette l’errore senza filtri: “Okay, ho sbagliato, è colpa mia“. La squalifica è di un anno e per dieci mesi la LTA gli nega la possibilità di allenarsi in un qualsiasi circolo affiliato.

La rinascita

Quello che per molti avrebbe significato la fine della carriera, per Evans diventa la spinta per una clamorosa redenzione sportiva. Torna nel 2018 senza classifica e inizia una scalata inarrestabile. Nella sua bacheca vanta la storica Coppa Davis del 2015, conquistata da protagonista accanto ad Andy Murray interrompendo un digiuno nazionale che durava dal 1936. Nel circuito maggiore si toglie la soddisfazione di vincere l’ATP 250 Murray River Open a Melbourne nel 2021 e soprattutto il prestigioso ATP 500 di Washington nel 2023, traguardo che lo lancia al suo best ranking di numero 21 del mondo.

Il suo gioco d’altri tempi, caratterizzato da un meraviglioso rovescio a una mano e da un utilizzo preciso del back tagliato, manda in crisi gli avversari che si trovano spiazzati dal suo tennis imprevedibile. Al Masters 1000 di Monte-Carlo del 2021 firma l’impresa della vita sconfiggendo l’allora numero 1 del mondo Novak Djokovic, prima di spingersi fino alla semifinale, risultato poi bissato l’anno successivo al Canada Open. Impossibile, infine, non menzionare l’epico torneo di doppio alle Olimpiadi di Parigi 2024, dove Evans decide di rinunciare a difendere i punti di Washington pur di giocare al fianco dell’amico Andy Murray nel suo torneo d’addio, salvando match point a ripetizione spingendosi fino ai quarti di finale.

L’ultimo brindisi sul prato di casa

Nel 2026 ci sono state poche soddisfazioni segnate dalle premature eliminazioni nelle qualificazioni degli Australian Open, del Roland Garros contro il teenager Daniel Jade e nei tornei Challenger. Il corpo e la mente hanno detto basta.

Il sipario si sta per alzare per l’ultima volta sull’erba di Wimbledon, pronta a regalargli l’ultima meritata ovazione. Daniel Evans, un giocatore imperfetto, umano e fuori dagli schemi che sul braccio si è fatto tutare: “Ogni santo ha un passato, ogni peccatore un futuro“.

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