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    Il rilassamento progressivo

    Ciao sono Sara Bordo, Psicologa dello Sport e Mental Coach. Negli articoli precedenti abbiamo parlato dell’importanza delle tecniche di mental training come la respirazione (Clicca qui per leggere gli articoli 2 e 3) e il rilassamento (Clicca qui).

    Lo sai che molti tennisti utilizzano queste tecniche nella propria pratica quotidiana? Djokovic in un intervista ha dichiarato che pratica tutti i giorni 15 minuti di meditazione e questi esercizi lo hanno aiutato a lavorare sulla consapevolezza e sulla capacità di concentrazione, tanto da affermare che ha praticato cosi tante tecniche di meditazione che il suo cervello ha imparato a funzionare bene anche quando non sta meditando!!

    Hai mai provato a svolgere tecniche di meditazione o rilassamento?

    Tra le tecniche di distensione più note troviamo:

    •la tecnica di rilassamento progressivo di Jacobson

    •il training autogeno di Shultz.

    Oggi entreremo nel dettaglio della tecnica di rilassamento progressivo.

    Jacobson elaborò questa tecnica intorno agli anni 30, è un metodo che agisce sui muscoli per riportare il corpo e la mente in uno stato di calma e benessere. E’ una tecnica molto utilizzata in ambito sportivo perché aiuta a diminuire la tensione pre-agonistica, favorendo il rilassamento psichico e fisico, e la concentrazione (Brugnoli, 2005). Questo metodo permette di sperimentare la differenza tra tensione e rilassamento, dando la possibilità all’atleta di controllare e rilassare i propri muscoli nei momenti di pausa. Questo metodo prevede un allenamento progressivo con esercizi di lieve contrazione muscolare estesa piano piano in tutto il corpo. Si inizia contraendo una parte del corpo e successivamente la si rilassa. Contrarre e rilasciare il muscolo fa percepire tensioni di cui normalmente non si è coscienti, soprattutto sotto stress.Generalmente si incomincia dai muscoli dei piedi, per poi salire alle gambe, fino ad arrivare al collo e al viso.

    CONTRAZIONE RILASSAMENTO (RILASCIO)

    Generalmente si comincia dai muscoli dei piedi, per poi salire verso le gambe, fino ad arrivare al collo e al viso

    Secondo Jacobson, ogni tensione del corpo è collegata ad uno specifico stato d’animo:

    •la testa, al timore di non controllare e non saper prendere decisioni;

    •il petto, alla paura di esprimere le emozioni;

    •il bacino, al timore di mostrare la propria sessualità;

    •gli arti inferiori, alla paura della staticità, dell’attesa e del silenzio.

    Tutti gli psicologi e gli allenatori sono concordi nell’affermare che la tensione psichica e muscolare impedisce all’atleta di dare il meglio di sè. Segui il prossimo articolo per scoprire la tecnica del training autogeno! Non sai come svolgere queste tecniche di meditazione? Segui i nostri articoli e ti sveleremo degli strumenti innovativi per svolgere a casa o in campo questi esercizi direttamente dal vostro smarthphone. A presto!

    Sara Bordo Mental Coach, Psicologa dello Sport e del Benessere, Ideatrice di Perform-Up tennis l’applicazione di mental training!

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