Nel 2014, a vent’anni, la promessa star canadese raggiunse le semifinali all’Australian Open, al Roland Garros e la finale a Wimbledon, salendo fino al numero 5 WTA. Un anno dopo, proprio a Flushing Meadows, la caduta negli spogliatoi e la commozione cerebrale: ora Eugenie torna a New York in una veste completamente diversa
Ci sono luoghi nei quali si torna per nostalgia e altri nei quali tornare significa inevitabilmente fare i conti con qualcosa. Per Eugenie Bouchard, Flushing Meadows appartiene probabilmente alla seconda categoria. Undici anni dopo la caduta negli spogliatoi dello US Open che avrebbe portato a una causa contro la USTA, la canadese torna a New York. Questa volta con un microfono in mano.
ESPN ha annunciato l’ingresso di Bouchard nella propria squadra per l’ultimo Major stagionale. L’ex numero 5 del mondo lavorerà come analista durante il torneo, aggiungendo un’altra esperienza alla personale carriera televisiva intrapresa negli ultimi anni. Genie ha già lavorato per Tennis Channel e Sportsnet e, più recentemente, per TNT durante il Roland Garros. Contestualmente all’annuncio del nuovo incarico l’ex giocatrice nata a Montreal nel 1994 ha reagito a modo suo: “Tune in for the hot takes“.
Per capire perché New York sia per Bouchard un luogo diverso da tutti gli altri bisogna riavvolgere il nastro. Nel 2014 l’allora ventenne ragazza in rampa di lancio aveva vent’anni e davanti sembrava avere un’autostrada. Semifinale all’Australian Open, semifinale al Roland Garros, finale a Wimbledon: nei primi tre Slam dell’anno non uscì mai prima delle fasi caldissime del torneo. Quella stagione la portò fino al numero 5 del ranking WTA, e sembrava soltanto l’inizio.
Sarebbe rimasto, invece, il punto più alto della sua carriera. Nel 2015 i risultati cominciarono a calare rapidamente: Bouchard uscì al primo turno sia al Roland Garros sia a Wimbledon e arrivò allo US Open cercando di rimettere insieme i pezzi. A New York qualcosa sembrò funzionare di nuovo. Superò Alison Riske, Polona Hercog e Dominika Cibulkova e tornò nella seconda settimana di uno Slam. Ad aspettarla negli ottavi c’era Roberta Vinci. Quella partita non sarebbe mai cominciata.
Dopo aver giocato nel doppio misto, Bouchard scivolò nella zona degli spogliatoi, batté la testa e riportò una commozione cerebrale. Dovette ritirarsi dal torneo e rinunciare all’ottavo contro l’italiana. Provò a tornare in campo poche settimane più tardi a Pechino, ma fu costretta a fermarsi durante il match contro Andrea Petkovic dopo aver accusato vertigini.
Sarebbe sbagliato trasformare quella caduta nella spiegazione di tutto ciò che accadde dopo. Il difficile 2015 di Bouchard era cominciato molto prima di New York e una carriera non cambia necessariamente per un singolo episodio. Ma Flushing Meadows rimane uno spartiacque quasi perfetto nella sua storia: da quel momento la canadese non avrebbe più raggiunto i quarti di finale in alcun torneo dello Slam.
E lo US Open sarebbe rimasto nella sua vita anche fuori dal campo. Bouchard fece causa alla USTA sostenendo che una sostanza scivolosa presente sul pavimento avesse provocato l’incidente. Nel febbraio 2018 una giuria federale di Brooklyn stabilì che la USTA era responsabile per il 75%, attribuendo a Bouchard il restante 25% della colpa. Prima che venisse determinato l’ammontare dei danni, le parti raggiunsero un accordo extragiudiziale, i cui termini non furono resi pubblici.
Bouchard ha poi continuato a giocare, attraversando infortuni, tentativi di risalita e lunghe assenze, fino all’ultima partita disputata nel luglio 2025 a Montreal, davanti al pubblico di casa. La carriera che nel 2014 sembrava aver offerto appena un assaggio delle doti di una campionessa generazionale si è chiusa nello stesso Paese nel quale era iniziata, dopo aver mantenuto molto meno di quanto aveva promesso.
Ora l’ex top 5 che sembrava avere il futuro in mano torna a Flushing Meadows, undici anni dopo quella caduta e con un mestiere nuovo da provare. Si potrebbe dire che sia un modo per fare pace con un luogo ingombrante della propria storia, se non fosse che Genie non sembra avere mai litigato troppo con Eugenie. Ha semplicemente continuato a fare altro, dentro e fuori dal tennis.




