Uno Stefano Travaglia allegro e motivato quello apparso davanti alle nostre telecamere (e ai nostri taccuini) agli Internazionali di Bergamo. “Adesso qualche giorno di vacanza, poi si vola in Australia per fare bene”
Le interviste di Tennis Talker dagli Internazionali Bergamo – Stefano Travaglia
(dal nostro inviato) – Stefano “Steto”, o “Stetone”, per quelli più in confidenza o quelli più romantici, non ha bisogno di grandi presentazioni. Numero 60 del mondo nel febbraio del 2021, pochi giorni dopo la storica finale al Great Ocean Road Open di Melbourne ceduta a Jannik Sinner, 24 titoli in carriera tra cui 6 tornei Challenger, Travaglia vanta una carriera di ottimo livello che probabilmente, viste le strette contingenze del tennis di casa nostra, è data per scontata poiché superficialmente messa a confronto con quelle degli altri giocatori azzurri che nell’ultimo periodo affollano la top 100; un paragone che peraltro, anche volendo forzarlo, reggerebbe benone.
Ma Stefano è stato ed è un grande giocatore, che dopo un infortunio piuttosto lungo da smaltire e qualche avventuroso cambio alla guida tecnica, sembra in palla e pronto a risalire la classifica nonostante si stia avvicinando a grandi passi il suo trentaquattresimo compleanno. La sua positività contagiosa traspare dalle parole che leggerete in questa intervista.
Stefano, un torneo rinnovato, un palazzetto nuovo e grandi ambizioni per il futuro qui agli Internazionali di Bergamo
Sì, il torneo è organizzato in modo eccellente, il nuovo palazzetto è bellissimo ed è tutto molto comodo per i giocatori, dagli alloggi alla risoluzione delle piccole e grandi problematiche che si possono presentare quotidianamente. Tutto ancora più bello perché ho vinto delle buone partite: il primo turno contro Doig, un ventenne in rampa di lancio che avevo già affrontato a Lisbona sulla terra battuta, è stato molto duro, poi ho continuato a essere molto solido e a fare un buon lavoro specialmente in risposta.
Delle condizioni di gioco cosa ci dici? Gli spifferi che abbiamo sentito provenire dagli spogliatoi ci parlano di una superficie veloce
Te lo posso confermare, è veloce, e rende molto complicato affrontare i grandi battitori. È decisivo mettere una buona percentuale di risposte in campo e per questo sono molto contento del lavoro che sto facendo in ribattuta.
Nell’ultimo periodo hai deciso di mischiare un po’ le carte per quello che riguarda il cruciale ruolo della guida tecnica. Cosa ti ha lasciato, in particolare, la parentesi con Gipo Arbino?
Non posso che parlare in modo positivo del periodo trascorso insieme a Gipo. Abbiamo iniziato a lavorare insieme nell’agosto del 2024 prima del Challenger di Todi, poi c’è stato l’intoppo legato al mio infortunio, che mi ha costretto a fermarmi per cinque mesi tra l’autunno del 2024 e la primavera dell’anno dopo. Abbiamo deciso di comune accordo di interrompere la collaborazione per motivi soprattutto logistici legati alle necessità dei miei viaggi, ma abbiamo conservato un ottimo rapporto e ci sentiamo quasi ogni settimana.
Di te Gipo ha parlato benissimo in molte interviste. Ha più volte dichiarato che sei un giocatore molto organizzato con una grande etica lavorativa
Ci siamo subito trovati sulla stessa lunghezza d’onda. Lui si è messo subito in discussione dopo la lunghissima esperienza al fianco di Lorenzo Sonego, e non ho dovuto neppure insistere tanto per convincerlo a seguirmi, gliel’ho chiesto solo due volte! È un allenatore eccezionale, sempre al fianco del giocatore giorno dopo giorno.
La stagione è ormai ampiamente agli sgoccioli. Bergamo sarà la tua ultima fatica per il 2025?
Sì, alla fine di questo torneo staccherò per qualche giorno, poi comincerò la preparazione in vista della trasferta in Australia. Sicuramente giocherò un torneo di preparazione prima di andare a fare le qualificazioni degli Australian Open, ancora non so quale perché le liste usciranno a inizio dicembre e dipenderà da chi si iscriverà dove, ma di sicuro giocherò un torneo prima di Melbourne.
Alessandro Motti (attuale coach di Travaglia, NdR) sarà confermato sulla tua “panchina” anche per la nuova stagione?
Sicuramente sì, anzi colgo l’occasione per ringraziarlo perché vittorie e sconfitte a parte è sempre al mio fianco ogni singolo giorno. Stare lontani da casa non è facile ma lui mi dedica il 100% del suo tempo.





