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    TennisTalker MagazineNews​​Ci sarà un’unica Federazione di tennis e padel?
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    ​​Ci sarà un’unica Federazione di tennis e padel?

    Ne abbiamo parlato con Federico Ballarini, fondatore di TennisTalker

    Mancano ormai pochi giorni all’inizio dell’UniCredit Firenze Open, in programma al Palazzo Wanny dal 10 al 16 ottobre prossimi.

    Durante la conferenza stampa di presentazione il Presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi ha anticipato un’importante proposta:

    Siamo davvero lieti di riportare il tennis di vertice in una città come Firenze. La Federazione ha un forte legame storico con Firenze: è in questa città che, il 18 maggio del 1910, nacque infatti la Federazione Italiana Lawn Tennis, che nel 1946 assunse la denominazione attuale. Non è quindi un caso che abbiamo scelto proprio Firenze per sottoporre all’Assemblea nazionale dei nostri affiliati, che si riunirà domenica 16 ottobre, la proposta di modificare il nostro nome in Federazione Italiana Tennis e Padel.”

    Federico, tu che sei tennista, cosa pensi della padel-mania?

    Il padel ha avuto e sta continuando ad avere una crescita verticale che mai nessuno sport nel passato aveva avuto.

    In veramente pochi anni si sono creati migliaia di campi che hanno la fila di prenotazioni. Non è lo squash, ormai decisamente non sarà un fenomeno di breve durata, siamo già a milioni di persone che hanno calcato i campi almeno una volta e quasi 30 mila tesserati agonisti!

    Da tennista ho provato il padel e ho capito come, grazie alla facilità con cui ci si riesce a divertire fin da subito, stia conquistando molti appassionati…però io rimango tennista!

    Cosa ne pensi di questa dichiarazione del Presidente Binaghi?

    Quest’anno il Presidente ha già accennato la cosa in più conferenze stampa e l’assemblea sarà solo la formalizzazione di quelle che erano le sue intenzioni già da tempo.

    La FIT (fammela chiamare così per le ultime volte) al suo interno aveva già il beach tennis, che però in termini di numeri e (probabili) fatturati è più un costo che altro. Il padel sembra al contrario decisamente un’opportunità di potenziali ricavi enorme e, prima che si rischi che a qualcun altro venga in mente di creare una federazione a sé, Binaghi vuole legittimarne l’esistenza sotto l’egida FIT.

    Quale pensi che sarà l’esito?

    L’esito secondo me è scontato, il cambio nome si farà. Difficilmente il Presidente si sarebbe esposto in questo modo se non avesse avuto già l’ok dai suoi consiglieri.

    Pensi che possa essere un vantaggio per i tesserati?

    Visto che da qualche anno, quando si parla di tesserati, si parla anche di giocatori tesserati solo per giocare a Padel, direi che per loro sarà sicuramente una soddisfazione dire di poter far parte di una federazione che abbia nella denominazione il vero nome del loro sport. 

    Il cambio di nominativo non avrebbe nessuna conseguenza negativa sui tesserati tennisti e non dovrebbe portare per loro novità sostanziali, non credo neanche che questo possa far saltare la norma del numero massimo di mandati presidenziali. 

    Per quel che riguarda la totalità dei tesserati, direi che eventuali vantaggi potrebbero arrivare dai ricavi di potenziali eventi in più e dai contributi statali o del CONI.

    Questi ultimi in virtù del fatto che il Padel contribuirà a rinsaldare la posizione di seconda federazione sportiva italiana per numero di iscritti (posizione in cui FIT già oggi è da diversi anni).

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