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    Quanto è importante la componente mentale nel tennis?

    Oggi Sara Bordo la nostra mental coach ci spiega la relazione tra tennis e mente, tennis e cervello. Un aspetto molto importante ma spesso difficile da allenare.

    “Il tennis è mentale per il 50%, fisico per il 45% e tennistico per il 5%” [Juan Carlos Ferrero].

    Se la componente mentale rappresenta uno degli aspetti cardine di qualsiasi attività sportiva, questo è sicuramente ancor più vero per uno sport come il tennis.

    Un gioco dove piccoli dettagli possono fare la differenza e dove imparare a gestire in modo funzionale sé stessi può essere davvero determinante rispetto alla propria prestazione. Forse in nessun altro sport come nel tennis è vera la frase “sono il mio peggior nemico; spesso mi sconfiggo da solo”. Sport in cui molto spesso i tennisti si rivolgono a sé stessi in termini negativi e svalutanti che non fanno altro che incidere ancor più negativamente sul proprio umore e conseguente rendimento. Facendoli così sentire impotenti ed incapaci nel gestire le proprie emozioni.

    Basta osservare una partita di tennis a livello professionistico in televisione per rendersi conto di quanto sia presente tutto ciò e di quanto di conseguenza l’allenamento mentale possa impattare sulla performance dell’atleta.

    Il tennis è infatti uno sport prevalentemente individuale che costringe i giocatori a ragionare su sé stessi e sul proprio avversario. È un gioco molto aggressivo e competitivo anche se privo di contatto fisico. Uno sport in cui l’atleta è costretto a contare esclusivamente sulle proprie capacità e su sé stesso.

    “Si dice che il tennis l’abbia inventato il diavolo, forse perché è crudele. […] Non esiste pareggio, è proprio un maligno destino” [Umberto Longoni].

    È possibile allenare la componente mentale?

    Assolutamente sì. Anzi, proprio per questo rappresenta uno degli aspetti cardine di qualsiasi tennista di successo. Questo non vuol dire però che non richieda impegno e dedizione quanto l’allenamento fisico. Può aiutare notevolmente a sfruttare i propri punti di forza, cercare e trovare il colpo vincente e soprattutto capire i punti deboli dell’avversario.

    Per fare tutto questo è necessario tenere alta la concentrazione, restare sempre presenti a sé stessi non manifestando segni di sconforto rabbia o delusione che possano impattare sulla propria autostima e percezione di efficacia. Imparando piuttosto a cambiare il negativo in positivo, senza lasciarsi dominare da scuse e da alibi.

    Aspetti che possono portare il tennista a lottare punto su punto, game dopo game e a raggiungere i propri obiettivi. Tutto ciò imparando anche la sconfitta in una possibilità di apprendimento. Un elemento che permette allo sportivo di migliorare giorno dopo giorno. Riuscendo così ad affrontare in modo consapevole e costruttivo tutte le difficoltà che si presentano lungo il percorso sportivo: giudizi, insulti, insicurezza, demotivazione, crolli emotivi e sconfitte.

    Tutti aspetti che possono essere allenati ed ottimizzati al fianco di un professionista del settore. E secondo te, quanto è importante la componente mentale?

    Continua a leggere la nostra rubrica con Sara Bordo Mental Coach per scoprire tecniche e strategie per migliorare e allenare la tua mente. Seguila su instagram e rispondile alla domanda: sara_bordo_mental_coach!

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