In gara non rendo come in allenamento: 4 stili attentivi

Ecco il nuovo post dell'angolo dell'esperto, con consigli mirati pensati per voi!

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sara bordo

Stili attentivi: “Sara durante le partite sembra spegnersi, perde quell’intensità necessaria per giocare bene nei periodi lunghi della partita. Sembra non essere coinvolta dal gioco!”

Quante volte vi capita di perdere la concentrazione durante la partita? Di non essere pronto nei momenti decisivi del match? Lo sai che la nostra concentrazione fluttua continuamente tra ciò che è funzionale e ciò che non lo è? E’ come un riflettore. A volte è esattamente dove dovrebbe essere, il che è positivo. Altre volte, si sposta verso qualcosa di meno utile … o addirittura dannoso.

Ad esempio, se ci prepariamo a rispondere al servizio dell’avversario, è utile che il nostro riflettore sia focalizzato sulla palla e non sul pubblico o sul nostro livello di affaticamento. Un altro aspetto da considerare del nostro riflettore è l’ampiezza o meglio la grandezza.

In alcuni momenti è stretto ad esempio focalizzato sulla palla, a tal punto che tutto il resto scompare. In altre situazioni può essere ampio, il riflettore illumina sia elementi rilevanti che irrilevanti.

Oltre all’ampiezza c’è da considerare anche il focus: interno o esterno. Se prendiamo in considerazione la palla, l’avversario o il pubblico sono tutti elementi esterni. Il focus è interno quando ci concentriamo sul nostro livello di affaticamento, sui pensieri positivi o negativi, sul respiro.

Gli stili attentivi

Sara durante il match lascia che la sua concentrazione si sposti sulla cosa sbagliata, in alcuni momenti il riflettore diventa troppo ampio, perdendo l’intensità del gioco. Gli esempi presentati qui sopra spiegano la teoria dell’attenzione di Nieddefer, in particolare i 4 stili attentivi:

  • attenzione ampia esterna
  • attenzione ristretta esterna
  • attenzione ampia interna
  • attenzione ristretta esterna

Atleti di alto livello sono in grado di spostare l’attenzione (ampia/ ristretta e in-terna/esterna) quando necessario.

Sara non ha sviluppato sufficientemente questa abilità. Ha bisogno di elementi interni su cui concentrarsi, ha bisogno di capire dove e quando restringere la sua concentrazione e soprattutto di essere consapevole quando ne perde il controllo.

Ti rendi veramente conto di quando stai perdendo la concentrazione quando sei in campo?

Il più delle volte oramai è troppo tardi, la partita è già finita. La chiave è diventare consapevoli di questo, cioè essere in grado di riconoscere quando la nostra concentrazione si sta spostando su stimoli poco rilevanti e cambiare direzione.

Ecco alcuni consigli:

1: Impara a capire quando sei distratto. Fai un elenco degli stimoli utili che facilitano la tua concentrazione e degli sti-moli dannosi che distolgono la tua concentrazione dal match. Tutto ciò non è utile va ad occupare risorse attentive diminuendo la nostra ca-pacità di concentrazione.

2: In allenamento e in gara cerca di capire quando la tua attenzione è: ampia esterna, ampia interna, ristretta interna oppure ristretta esterna. I punti di messa a fuoco variano da uno sport all’altro, ma questi quattro elementi fanno parte di tutti gli sport. Prova ad individuare le quattro aree specifiche del tuo sport di riferimento in modo da sapere esattamente cosa è rilevante per una performance eccellente.

Meglio conosci questi punti di messa a fuoco e meglio potrai concentrarti su questi elementi spostando la tua attenzione in modo consapevole verso gli stimoli rilevanti in quella specifica situazione.

Sara BordoMental Coach, psicologa dello sport e del benessere, ideatrice di Perform-up tennis, l’applicazione di mental training

Segui i prossimi articoli per scoprire esercizi su come come allenare l’attenzione ampia esterna, ampia interna, ristretta interna oppure ristretta esterna, sempre qui su Tennistalker!

stili attentivi