Ospite di Tennis Talk su SuperTennis, l’ex coach di Matteo Berrettini e attuale guida di Lorenzo Sonego, offre il suo prezioso consiglio al tennista romano, in piena lizza per un posto a Torino: “Fa bene a esternare la tensione, ma per la qualificazione deve pensare solo a se stesso”
La corsa alle Nitto ATP Finals di Torino entra nella sua fase calda e la pressione sulle spalle dei candidati inizia a farsi sentire, specialmente per chi si trova a vivere questa favola per la prima volta. È il caso di Flavio Cobolli, attualmente in piena bagarre nella Race per accaparrarsi uno degli ultimi pass per l’appuntamento finale della stagione.
A parlare della complessa gestione emotiva di questi momenti è stato Vincenzo Santopadre, ex allenatore di Matteo Berrettini e oggi coach di Lorenzo Sonego, intervenuto nel corso del format Tennis Talk su SuperTennis. Santopadre conosce molto bene queste dinamiche, avendo vissuto da vicino nel 2019 l’incredibile annata di Berrettini che portò, per la pima volta, il tennista romano fino al Masters di fine anno. Matteo si è poi ripetuto nel 2021, anno della finale a Wimbledon.
“Una chance che sembra unica: sale l’ansia”
Raggiungere le Finals da debuttante è un’esperienza entusiasmante ma logorante. Santopadre sottolinea come la percezione del torneo sia del tutto particolare quando non lo si è mai disputato: “È complicato vivere questi tornei perché, soprattutto quando è la prima volta, è qualcosa che vuoi assolutamente raggiungere. Non sai se avrai altre chance in futuro, quindi pensi che possa essere un’occasione più unica che rara. È lì che sale l’ansia e diventa difficile gestire la situazione, sia che tu sia quinto, nono o indietro nella classifica. Tutti la vivono in maniera particolare, anche se è ovvio che essere nelle condizioni di Flavio è molto meglio rispetto a chi deve rincorrere.”
Secondo il tecnico romano, il fatto che Cobolli riesca ad esternare la tensione senza nascondersi è già un ottimo segnale per liberarsi dai pensieri negativi: “Fa benissimo a parlarne e a dirlo, perché è un modo per tirar fuori un po’ di quell’ansia e di quella pressione”.
Il tranello dello smartphone
Il pericolo maggiore per chi lotta punto su punto per la qualificazione è la tentazione costante di controllare cosa combinano gli avversari diretti negli altri campi o negli altri tornei. Un errore che rischia di prosciugare preziose energie nervose.
“Il mio consiglio può sembrare banale, ma è quello di scordarsi completamente di quello che fanno gli altri. Quello che accade normalmente è che uno inizia a guardare i risultati dei colleghi, ma questo non aiuta perché non puoi incidere sulle loro partite. I giocatori rischiano di consumare tantissime energie“.
A questo proposito, è stato ricordato un celebre aneddoto sul cammino di Matteo Berrettini nel 2019, quando il pass definitivo per le Finals arrivò durante il torneo di Parigi-Bercy mentre l’azzurro assisteva da spettatore alla partita tra Gael Monfils e Denis Shapovalov.
“Flavio deve staccare la spina e ricordare che al momento è più forte”
Il messaggio finale di Santopadre per il giovane tennista romano è un invito alla consapevolezza dei propri mezzi: “Quello che deve fare Flavio secondo me è provare a staccarsi dal guardare i risultati altrui. Deve accettare di avere quella tensione, ma anche sapere che in questo momento si trova davanti e quindi significa che è stato più forte lui. Deve pensare solo al suo cammino.”




