La venticinquenne cinese domina Zhang Shuai nella finale di Nagoya e conquista anche la qualificazione per le prossime Olimpiadi. La Cina festeggia il sesto oro consecutivo nel singolare femminile ai Giochi Asiatici
Alla fine il biglietto per Los Angeles lo ha staccato Wang Xiyu. Ventiquattr’ore dopo aver spento in semifinale il sogno di Alexandra Eala, la venticinquenne cinese ha completato il lavoro agli Asian Games di Aichi-Nagoya: vittoria nettissima nel derby contro Zhang Shuai, medaglia d’oro al collo e soprattutto pass in tasca per i Giochi Olimpici del 2028.
La finale ha avuto poca storia. Wang ha superato la trentasettenne connazionale per 6-2 6-1, prendendosi il titolo senza lasciare spazio alla veterana compatriota, giunta alla quarta partecipazione agli Asian Games. L’ultimo atto ha chiuso un percorso cominciato con un doppio 6-0 rifilato ad Anjali Junarto e diventato decisamente più accidentato con il passare dei turni: tre set contro la kazaka Sonja Zhiyenbayeva, altri tre nei quarti contro la giapponese Moyuka Uchijima e una nuova rimonta in semifinale contro Alexandra Eala, principale favorita del tabellone. Dopo tre battaglie consecutive, nell’incontro per l’oro Wang ha invece impiegato poco più di un’ora per mettere il punto esclamativo alla propria settimana.
Come detto, il bronzo è andato proprio ad Alexandra Eala, che come ormai tutti sanno aveva scelto gli Asian Games rinunciando al contemporaneo WTA 1000 di Pechino pur di rappresentare le Filippine. Una decisione tutt’altro che gratuita: il China Open è un torneo Mandatory e la numero 18 del mondo ha messo in conto anche il rischio di una multa, mentre la federazione filippina ha chiesto alla WTA un salvacondotto, tuttora in attesa di essere concesso o negato. Eala ha però ribadito di non avere rimpianti per la scelta compiuta: l’oro e il relativo pass per Los Angeles 2028 sono sfumati in semifinale, ma da Nagoya la filippina torna comunque con la sua seconda medaglia di bronzo consecutiva nel singolare ai Giochi asiatici.
VERSO L.A. – La qualificazione ottenuta attraverso gli Asian Games è indicata dal regolamento olimpico come provvisoria, soggetta dunque ai criteri di eleggibilità previsti per il torneo di tennis a cinque cerchi. In particolare, Wang dovrà trovarsi nelle prime 500 del ranking mondiale e la Cina non dovrà avere già raggiunto il limite di quattro giocatrici qualificate direttamente attraverso la classifica. Restano inoltre da rispettare i normali pre-requisiti ITF, compresi quelli relativi alla partecipazione alla Billie Jean King Cup durante il ciclo olimpico. Per Wang, già presente ai Giochi di Parigi 2024, Nagoya può comunque diventare con larghissimo anticipo la porta d’ingresso verso la seconda esperienza olimpica della carriera.
E c’è anche un’altra serie che continua. Quello di Wang è il sesto oro cinese consecutivo nel singolare femminile degli Asian Games, un dominio che attraversa ormai diverse generazioni.




