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Sara Bejlek non è più una favola: tre campionesse Slam battute e Cincinnati può regalarle ancora di più

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All’inizio del torneo sarebbe stato difficile immaginarla qui. Oggi, invece, Sara Bejlek è una delle quattro giocatrici ancora in corsa a Cincinnati e la sensazione è che la sua settimana possa avere ancora qualcosa da raccontare

A 20 anni la ceca ha costruito una semifinale da ricordare, soprattutto per il modo in cui ci è arrivata. Prima Barbora Krejcikova, poi Aryna Sabalenka, numero 1 del mondo, e infine Madison Keys, campionessa Slam. Tre giocatrici con un Major in bacheca, tre vittorie nella stessa settimana. L’ultima, soprattutto, ha raccontato molto di Bejlek: sotto 3-6, 1-3, con Keys a un passo dalla semifinale, ha trovato il modo di cambiare completamente la partita.

Tre partite, tre modi diversi di vincere

La cosa più interessante del percorso di Bejlek è che non ha vinto sempre nello stesso modo. Contro Barbora Krejcikova, che l’aveva battuta nettamente quando Sara aveva appena 16 anni, ha giocato una partita molto più matura rispetto a quella di Melbourne 2023, chiudendo 7-6, 6-4. 

Poi è arrivata Aryna Sabalenka. La numero 1 del ranking aveva dalla sua potenza, esperienza e abitudine a giocare partite di questo peso. Bejlek, invece, anche con una buona dose di sfacciataggine, ha scelto di non farsi schiacciare: ha resistito alla velocità della bielorussa, ha trovato risposte profonde e ha soprattutto tenuto i nervi nel tie-break del primo set, vinto 9-7. Nel secondo ha completato l’impresa con un 6-4, conquistando la prima vittoria della carriera contro una numero 1 del mondo e il primo successo contro una Top 10. 

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Contro Madison Keys, però, è successo qualcosa di ancora diverso. Bejlek ha perso il primo set 6-3 e si è trovata sotto 3-1 nel secondo. Era il momento in cui l’esperienza della campionessa dell’Australian Open 2025 avrebbe potuto pesare a fronte di una giocatrice che dopo Madrid 2024 (torneo in cui entrò da qualificata) non ha mai superato gli ottavi di un WTA 1000. Invece la ceca ha cambiato la partita, ha recuperato il set e ha trascinato Keys al tie-break decisivo. 107 punti vinti a testa, tre palle break trasformate per parte e, alla fine, Bejlek ha vinto cinque degli ultimi sei punti per prendersi il 3-6, 6-4, 7-6(5). 

Ed è qui che non possiamo più considerare la sua settimana semplicemente come una bella storia. Bejlek sta dimostrando di saper leggere le partite, cambiare piano quando serve e soprattutto non farsi condizionare dal nome che ha dall’altra parte della rete. A 20 anni e con molta meno esperienza di Krejcikova, Sabalenka e Keys, è già riuscita a trovare tre modi diversi per batterle. E questo, forse, dice molto più della classifica attuale: il numero 35 del mondo sembra essere soltanto l’inizio.

Contro Gauff serve ancora qualcosa in più

Adesso arriva Coco Gauff, un’altra campionessa Slam e un ostacolo completamente diverso. L’americana ha appena superato Marta Kostyuk 6-2, 6-2 e arriva alla semifinale con grande autorità. La tennista ceca dovrà continuare a fare quello che l’ha portata fin qui: togliere tempo, muovere la tennista statunitense e non avere fretta di chiudere il punto. La sua capacità di restare dentro gli scambi e cambiare direzione può diventare un’arma importante, ma dopo aver già eliminato tre campionesse Slam, forse è arrivato il momento di non considerarla più soltanto una favola. Bejlek ha già dimostrato di poter battere le grandi. Contro Gauff proverà a dimostrare di poter arrivare fino in fondo conquistando il biglietto per la sua prima finale in un ‘1000’.

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