La classifica personale dei giocatori e dei momenti più sorprendenti dell’anno secondo la redazione di TennisTalker. Oggi è il turno della top 10 di Davide
1) Le lacrime di Stefano Cobolli
Non so voi, ma per iniziare questa Top 10 non posso non ripensare al volto di papà Cobolli a Wimbledon. Dopo la vittoria del figlio Flavio negli ottavi di finale contro Cilic, Stefano Cobolli è scoppiato in un pianto liberatorio che conteneva mille emozioni. La fatica, i sacrifici, i sogni, le delusioni, la felicità di un padre e di un allenatore, in quelle lacrime c’era ogni emozione. Uno dei momenti che più mi hanno segnato quest’anno, fra colpi spettacolari e polemiche in campo, è ancora una volta il cuore a farla da padrone in questo sport. Flavio però ha deciso davvero di impegnarsi per far piangere il padre (di gioia), e a Bologna con le imprese Davis ha ancora una volta fatto crollare Stefano regalandogli un ricordo indelebile.
2) La vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon
In seconda posizione come non inserire la storica vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon. Il primo trionfo di un italiano sui prati dei Championships, il coronamento di un sogno per ogni piccolo tennista che prende la racchetta in mano per la prima volta. Siamo tutti, o quasi, cresciuti nel mito della vittoria a Wimbledon e Jannik l’ha fatto per tutti noi. Una vittoria dalla doppia importanza per i fan di tutto il mondo e per Sinner, che arrivava dalla drammatica finale del Roland Garros e in generale da un periodo complicato. La cavalcata a Wimbledon, con l’enorme brivido nel match contro Dimitrov, hanno reso la vittoria di Jannik ancor più epica.
3) Jasmine Paolini
Sulla stagione di Jasmine Paolini andrebbe scritta una trilogia. Fra i successi di Sinner e l’ascesa di Musetti e Cobolli, Jasmine ha lottato, sudato su ogni punto, e infine è riuscita a confermarsi. L’exploit della scorsa stagione aveva portato Paolini sotto i riflettori, e il timore era che non riuscisse a riconfermarsi a qui livelli. Le finali Slam non sono state replicate ma l’epica rincorsa alle Finals e, soprattutto, la storica doppietta agli Internazionali d’Italia hanno reso la stagione di Jasmine un quadro da incorniciare. Prima italiana a trionfare a Roma dopo 40 anni, e un’epica doppia vittoria grazie al titolo in doppio insieme alla fidata Sara Errani.
4) Lorenzo Musetti
Basterebbe qualche clip del suo magico rovescio a una mano per definire Lorenzo Musetti, che quest’anno si è però superato. Di Musetti mi ha colpito l’ossessione con cui ha ricercato il successo. Un talento che non si è arreso alle critiche, che non si è fermato al bel gioco ma ha voluto sempre di più. Come un fulmine a ciel sereno, Lorenzo ha fatto irruzione fra i grandi del tennis senza chiedere il permesso e si è seduto al tavolo dei Top 10. Invincibile sulla terra, in crescita sul veloce, Muso ha lottato con un fisico sotto stress ed è stato capace di coronare un sogno: raggiungere le ATP Finals. Musetti ha tenuto in vita il rovescio a una mano, ma soprattutto ha soffiato sulla fiamma della speranza che arde nei cuori di tutti i giovani tennisti. Il riassunto della stagione di Lorenzo sta tutto nell’epica vittoria contro De Minaur a Torino, un match che andrebbe visto e rivisto.
5) I dialoghi sulla salute mentale
Andreeva, Zverev, Rublev, Jabeur, Salisbury, sono stati tanti i tennisti e le tenniste che quest’anno hanno posto l’accento sul benessere mentale. Quando si pensa al tennis si fa spesso riferimento al gesto tecnico, o alla prestanza fisica degli atleti moderni, ma la testa? Ogni buon coach insegna che la parte mentale è tutto se vuoi arrivare in alto, che tu sia un agonista di categoria o un professionista nell’élite del tennis mondiale, avere una mente solida è l’unico modo per raggiungere il successo. Fra crolli emotivi ed esternazioni violente in campo, sono stati tanti gli atleti che hanno visto scivolare via dalle proprie mani una carriera promettente. Quest’anno si è parlato tanto di salute mentale, e finalmente i giocatori hanno capito che una pausa ogni tanto può essere più salutare di una vittoria o di una racchetta spaccata.
6) Matteo Berrettini
Il 2025 di Matteo è stato, ancora una volta, un anno travagliato. Ma come ogni lottatore il tennista romano si è rialzato dopo ogni caduta e ha chiuso l’anno da eroe. La rinascita illusoria di inizio anno, le ricadute che lasciavano presagire un possibile ritiro, e infine il ritorno. Berrettini a Bologna è stato il miglior numero 2 che si potesse desiderare. Una certezza in campo, un tennis in grado di spazzare via ogni avversario, la tranquillità del fuoriclasse. La terza vittoria consecutiva in Coppa Davis passa soprattutto per le vittorie di Matteo, e chi più di lui avrebbe meritato un finale di stagione così? Se l’ex finalista di Wimbledon riuscisse a ritrovare continuità e convinzioni anche nel 2026, sarebbe un serio candidato per la Top 10 e i titoli che contano.
7) Cobolli vs Bergs
Posizione numero sette, ma un ricordo che resterà per sempre nel mio cuore e in quello di tutti i tifosi italiani. La sfida vinta da Flavio Cobolli su Zizou Bergs a Bologna, 6-3 6-7(5) 7-6(15), è entrata di diritto nella storia della Coppa Davis e non solo. Concedetemi un racconto sincero su quel momento. Cena fuori con la mia fidanzata, lei completamente a secco di tennis, finita la cena ci sediamo in macchina e io le chiedo di seguire il tie-break dal telefono. Gioia, sofferenza e fra un “chi è l’italiano” e un “ma chi ha fatto punto”, arriva l’esultanza finale. Quella di Flavio è stata un’impresa capace di far incollare a uno schermo anche chi di tennis non ne aveva mai seguito, le emozioni dello sport vincono sempre.
8) Il saluto a Rafael Nadal
Un altro idolo generazionale ha salutato il mondo del tennis, con il quale resterà però per sempre un tutt’uno. Rafael Nadal, fra i rivali di sempre Federer, Djokovic e Murray, e i tifosi di tutto il mondo, ha salutato il tennis nella sua casa: il Roland Garros. Per le generazioni che hanno assistito all’era dei Big Three, Rafa sarà sempre quel ragazzino muscoloso con i capelli lunghi, la canottiera e i pinocchietti che ha cambiato per sempre le regole del gioco.
9) I team italiani in Coppa Davis e BJK Cup
Ci stiamo quasi abituando alle vittorie, e questo da un lato un bene. Il terzo trionfo consecutivo in Coppa Davis e la seconda vittoria consecutiva in BJK Cup, hanno imposto l’Italia come punto di riferimento nel tennis mondiale. Ricordate però gli anni della sofferenza, delle partite perse di un soffio, del “un giorno vedrò vincere l’Italia in Davis“. Oggi sembra tutto scontato, Sinner, Paolini, Musetti, gli Slam, ma da dove siamo partiti? Avevamo già vinto è vero, ma l’impresa più ardua è confermarsi e migliorare anche dopo aver raggiunto l’apice.
10) Il Tennis
Chiudo la Top 10 con il Tennis a tutto tondo. Il mio sport, lo sport dei lettori di TennisTalker, sta vivendo un’epoca d’oro senza precedenti. Tutti i successi sopracitati, ma anche quelli che verranno, permettono al tennis di imporsi ormai come sport di punta in molti Paesi del mondo. In Italia Sinner è in testa alle ricerche sul web, gli impianti sono sempre più all’avanguardia e accoglienti per i tanti spettatori e i numeri del tennis continuano a crescere. L’unico rischio? Che si vada verso un’eccessiva spettacolarizzazione del prodotto. Nel frattempo però, godiamoci i campioni di oggi e coccoliamo quelli che verranno. Buon tennis a tutti, anche per il 2026!
(Davide Parlato)



