Per la seconda volta in carriera il numero 1 del mondo viene riconosciuto per correttezza e comportamento esemplare
Carlos Alcaraz chiude un 2025 già memorabile con un riconoscimento che va oltre i punti, oltre i titoli, oltre i numeri: lo Stefan Edberg Sportsmanship Award, il premio che l’ATP assegna al giocatore capace di incarnare, meglio di chiunque altro, il senso profondo del fair play. È la seconda volta che il murciano può festeggiare il riconoscimento, avendolo ottenuto già nel 2023: un bis che certifica la stima che il circuito nutre per il modo di stare in campo di Carlitos non solo a livello prettamente agonistico.
Alcaraz ha chiuso il 2025 da numero 1 ATP con otto titoli conquistati – compresi due Slam – e il suo score finale è un manifesto: 71 vittorie e 9 sconfitte, il miglior bilancio dell’anno. Ma il premio dedicato a Edberg illumina un altro lato, talvolta più sfuggente, della sua personalità: la capacità di restare retti nei momenti infuocati e trasparenti anche nei casi in cui converrebbe tacere.
L’episodio simbolo si è manifestato al Roland Garros, nel confronto degli ottavi contro Ben Shelton. Sotto pressione, Alcaraz si è allungato a rete per chiudere un punto che l’arbitro gli ha poi assegnato senza esitazioni. Ma il murciano ha confessato un inghippo: nel gesto estremo, la racchetta gli è scivolata, e il colpo è arrivato quando non era più saldamente in mano. “Mi sarei sentito in colpa se non l’avessi detto”, ha riconosciuto nel post-match. Una lezione di lealtà da manuale, soprattutto in un Major, soprattutto in un anno da dominatore.
In lizza per il premio c’era anche Felix Auger-Aliassime insieme a due vincitori delle passate edizioni, Grigor Dimitrov e Casper Ruud. Le candidature sono state selezionate dall’International Tennis Writers’ Association, ma la scelta finale – per la prima volta – è spettata ai membri dell’ATP Number 1 Club, i 29 giocatori che nella storia hanno raggiunto la vetta del ranking. Un riconoscimento che, per il valore simbolico di chi vota, pesa quanto un trofeo vero.
Per Alcaraz, che spesso ha parlato di “responsabilità” nell’essere un punto di riferimento per il tennis di oggi, il premio non è un dettaglio decorativo. È la conferma che il suo impatto va oltre i colpi e oltre la classifica. È la firma di uno stile. E, forse, un mattone importante di una futura eredità.



