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    La diffusione del personal branding nel tennis

    Il trend lanciato da Lacoste, Perry e Tacchini, è stato portato avanti da molti altri tennisti che hanno investito sul proprio marchio personale. La coerenza tra la personalità, i valori e lo stile dell’atleta, rendono questi brand chiaramente identificabili e un valido strumento per aumentare la propria visibilità e garantirsi un successo che va oltre la carriera sportiva. Alcuni hanno inciso profondamente sul settore dell’abbigliamento tennistico e rimarranno negli annali della storia del tennis, avendo dato vita a linee di abbigliamento capaci di rispecchiare la loro personalità e convogliare un messaggio personale.

    EleVen di Venus Williams: l’incessante ricerca del proprio “io” migliore

    Venus Williams - EleVen
    Venus Williams – EleVen (www.elevenbyvenuswilliams.com)

    La fondatrice del marchio, Venus Williams, ex n. 1 e campionessa Slam per ben 7 volte, ha creato EleVen, un marchio di abbigliamento sportivo all’avanguardia che offre abbigliamento da tennis e per tutti i giorni con l’obiettivo di far sentire le donne a proprio agio. Entrambe le sorelle Williams hanno frequentato la scuola di design presso l’Art Institute di Fort Lauderdale, anche se Serena non si è laureata.

    L’abbigliamento EleVen è progettato per prestazioni ottimali e non scende mai a compromessi su qualità, vestibilità o comfort. Tagli lusinghieri, design eleganti, tessuti innovativi, comfort integrato e prestazioni al centro di ogni capo. Con un design alla moda, il suo abbigliamento è adatto sia dentro che fuori dal campo. Le sue collezioni sono state progettate consapevolmente con tessuti sicuri per l’ambiente e per il pianeta, come i tessuti Repreve™ riciclabili al 100% e realizzati con bottiglie d’acqua riciclate raccolte dall’oceano.

    Venus presenta il suo brand con queste parole: “EleVen non si definisce con l’essere il migliore. È la ricerca del tuo “io” migliore. Questa ricerca instancabile è ciò che mi sveglia ogni mattina e mi incalza a spingere più forte, vivere più audacemente e continuare ad imparare in ogni fase del percorso.

    Castore x Andy Murray: I migliori non si fermano mai

    Andy Murray - AMC
    Andy Murray – AMC (www.andymurray.com)

    Prima che Andy Murray si ritirasse, perdesse Under Armour come suo sponsor e guadagnasse un’anca metal, pochissimi britannici – o chiunque altro – avevano mai sentito parlare di J.Carter Sporting Club Limited (alias Castore), un’azienda di abbigliamento sportivo con sede a Manchester. Entro due anni dall’investimento di Murray nell’azienda e dal lancio della linea AMC, quelle doppie ali sono arrivate ovunque. Promosso con lo slogan “Better Never Stops” (lo stesso si potrebbe dire di Murray), grazie a Sir Andy il marchio è approdato in ben 50 paesi e 12 sport.

    Giomila, la linea della mamma-stilista di Camila Giorgi

    Camila Giorgi - Giomila
    Camila Giorgi – Giomila (giomila.com) (Photos: Getty Images)

    Testimonianze recenti di come gli atleti più giovani siano in grado di sfruttare al meglio la loro immagine e soprattutto la loro visibilità sui social, le troviamo anche in casa nostra. La giocatrice italiana dal 2011 è brand ambassador dell’azienda di famiglia fondata nella provincia di Firenze ispirata al suo nome e alla sua immagine.

    Camila deve la sua popolarità non tanto al suo stile di gioco aggressivo quanto al suo look sensuale e ai suoi abiti da tennis unici, spesso rivelatori, disegnati dalla madre (e stilista di moda) Claudia. È stata criticata più volte durante i tornei major a causa delle sue profonde scollature e della lunghezza dei suoi abitini. Tuttavia, a giudicare dal numero dei suoi fan fedeli, il suo stile sexy e gli abitini-lingerie, che sfoggia non solo sui campi da tennis, sono senza dubbio apprezzati in tutto il mondo.

    Giomila celebra la bellezza e l’unicità del corpo femminile attraverso una linea Made in Italy di puro lusso sostenibile.

    DKOne per Jelena Ostapenko

    Jelena Ostapenko - DK-ONE
    Jelena Ostapenko – DK ONE (www.dk1one.com)

    La Ostapenko, dopo aver abbandonato Adidas, ha optato per un look tutto fronzoli e colori neon, in un ritorno al passato dai toni vivaci che richiamano lo stile disco anni 80. Prima della pandemia e pensando al suo futuro post-tennis, Ostapenko in collaborazione con Daniela K., un’altra tennista lettone, ha ideato il marchio DKOne. La simpatica Jelena, con il suo volto espressivo e la sua esuberanza, si è fatta decisamente notare agli Australian Open del 2022 indossando una sua creazione dai colori sgargianti, destando tuttavia commenti non del tutto lusinghieri.

    Per qualche curiosità in più sull’argomento, leggi anche “A ognuno il proprio look! Diritti e rovesci in una sfida a colpi di outfit

    Non semplici vestiti: Rublo di Andrey Rublev

    Andrey Rublev - Rublo
    Andrey Rublev – Rublo (andrey-rublev.com)

    Nel primo ATP di quest’anno, sui campi di Adelaide, il russo ha vestito per la prima volta la sua nuova linea di abbigliamento Rublo. Dopo la separazione da Nike, di cui continua però a indossare le scarpe, il n.2 di Russia ha presentato il suo progetto con un post su Instagram, definendolo un simbolo di speranza e gentilezza. Il suo brand vuole dunque diffondere un messaggio che, al di là del semplice vestiario, possa “aiutare le persone e il pianeta per aggiungere un po’ di luce in questo mondo oscuro”.

    Rublev lo scorso anno si è espresso in più occasioni a favore della pace, dopo l’entrata in guerra del suo paese contro l’Ucraina, con messaggi scritti sulle telecamere e durante le interviste post-match.

    Si legge sul suo sito web, che Rublo, con il suo logo a rappresentare ali d’angelo, è stato ideato per “portare consapevolezza sui temi dell’eguaglianza e della gentilezza con la speranza di rendere il mondo un posto migliore”.

    Il suo slogan sui social media “Play for kids, play for light” (Gioca per i bambini, gioca per la luce) è presente anche sugli articoli della sua nuova linea di abbigliamento.

    Il personal branding si sta dunque slegando dalla realizzazione di semplice abbigliamento sportivo e dall’essere un investimento per il futuro post-carriera dei tennisti. In alcuni casi sembra essere sempre più permeato dell’identità dell’atleta e dalla sua volontà di trasmettere un messaggio importante insieme a una parte di sé e dei propri ideali.

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