Come Fuele a Cordenons, anche Jamie Mackenzie e Max Dahlin stanno vivendo il loro momento migliore al Challenger di Bonn
Come succede spesso, i momenti migliori della carriera di un giocatore capitano quando meno ce lo aspettiamo: un esempio recente è l’ungherese Matyas Fuele, che ha raggiunto la semifinale a Cordenons da numero 707 del mondo, partendo dalle qualificazioni. Qualcosa di simile sta succedendo a più di un tennista al Challenger di Bonn.
La macchinata svedese
Siamo in Germania, oggi si giocano i quarti di finale e in campo c’è Jan Choinski contro lo svedese Olle Wallin, qualificato al main draw da numero 386 ATP. Però parliamo del suo connazionale Max Dahlin, classe 2005 di cui sappiamo poco: solamente due titolo ITF in doppio, contornato dalla vittoria dello US Open junior 2023, però sempre in doppio.
Il suo best ranking è di 870 e attualmente è sceso di quasi 500 posizioni, ma sta per risalire molto velocemente. Il ventenne si trova ai quarti di finale contro Daniel Elahi Galan, forte di due vittorie importanti: prima Matteo Martineau in due set, poi Tom Gentzsch in tre. Il ragazzo ha dato del filo da torcere anche a Sebastian Baez all’ATP di Bastad, perdendo al terzo set.
La baby wild card
Chi sta facendo un salto di qualità inevitabile è il classe 2008 Jamie Mackenzie: il tedesco, entrato grazie ad una wild card, ha già superato il belga Buvayasar Gadamauri, che sa essere insidiso, se preso nella giornata giusta, poi il danese Elmer Moeller per 6-1, 1-6, 6-3. Il prossimo avversario sarà l’esperto Jurij Rodionov: l’austriaco ex top 100 sarà sicuramente un ottimo test per l’astro nascente di Auckland con passaporto tedesco.




