L’intervista di Mattia Bellucci dopo la sconfitta contro Gabriel Diallo all’esordio a Indian Wells
“Sul 3-0 mi sono tirato indietro su un dritto che andava colpito, ho giocato uno slice che c’entrava poco, quindi sicuramente quella scelta era da migliorare. Poi, quando sono andato a servire sul 4-1, ho fatto un cambio di direzione che c’entrava poco. Sono cose tecniche, ma che denotano un po’ di stress nei momenti importanti, che è ancora un lato che so di dover migliorare tanto”. Con la giusta autocritica, e con un po’ di rammarico, Mattia Bellucci analizza la sconfitta contro Gabriel Diallo all’esordio al Masters 1000 di Indian Wells.
“Mi sto concentrando in allenamento per limitare queste situazioni, affinché nel lungo termine possano essere addirittura un punto di forza. Però certamente nella partita di oggi ho sbagliato, specialmente in quei momenti, e quindi si torna al lavoro: sono stimolato nel migliorare queste cose. È chiaro che faccia male, perché poi tutti vogliono proseguire nella corsa a Indian Wells, perché è un torneo che piace tanto”, le parole del tennista lombardo.
Il rimbalzo della palla e i prossimi impegni
Bellucci, che con Indian Wells non ha un buon feeling e al momento ha racimolato tre sconfitte su tre, si è ritrovato in difficoltà in particolare sul rimbalzo della pallina. “La cosa più difficile è proprio il rimbalzo della palla: era molto alto, quindi avevo un po’ di difficoltà a trovare anche una via di mezzo in termini di risposta. Se stavo molto vicino tendeva a saltare particolarmente alta, specialmente la seconda, mentre stare troppo lontano non è una cosa che mi viene estremamente naturale. Però era l’unico modo per far cadere un po’ la palla e giocarla a un’altezza un po’ più normale per me, che non sono neanche altissimo”.
In futuro il giocatore di Busto Arsizio giocherà un Challenger prima del Masters 1000 di Miami. “Giocherò a Cap Cana, in Repubblica Dominicana. Probabilmente ci sposteremo domani, l’obiettivo di quest’anno è quello di mettere tante partite. Sento di averne necessità, di sviluppare tanti aspetti del mio gioco e anche di una parte un po’ più mentale, di gestione della partita con tanta frequenza”.
”Anche nei Challenger questa cosa può non essere possibile, perché il livello è altissimo, però sicuramente cercheremo di integrare dei tornei Challenger, specialmente nella stagione su terra. Quindi giocherò Monza, giocherò Napoli, a meno che Miami non vada incredibilmente bene, il che non mi dispiacerebbe, e poi in alcuni eventi ATP ci sarò: non so se giocherò Marrakech o Bucarest e poi ovviamente Roma, Madrid e Roland Garros.”



