La 23 volte campionessa Slam è stata reinserita nei programmi antidoping ITIA: dal 22 febbraio potrebbe tornare a competere. Ma lei frena: “Non sto rientrando”
Non succede. Ma, tecnicamente, potrebbe succedere.
Serena Williams è tornata ufficialmente eleggibile per un eventuale rientro nel circuito. Ve ne avevamo già parlato in questo articolo:
Breaking News: Serena Williams si prepara al ritorno? Il suo nome è nella lista ITIA
Serena aveva poi smentito tutti i rumors per poi lasciare un piccolo spiraglio durante un’intervista al The Today Show:
Il grande ritorno di Serena Williams? “Né si né no”
L’International Tennis Integrity Agency (ITIA) ha oggi inserito il nome di Williams nella lista aggiornata dei giocatori reintegrati, completando così un iter iniziato almeno lo scorso 6 ottobre, quando il suo nome era comparso nell’International Registered Testing Pool.
Cosa significa, in concreto
Per qualsiasi giocatore che voglia tornare a competere dopo uno stop prolungato, l’ingresso nel testing pool è un passaggio obbligato. Il regolamento prevede infatti almeno sei mesi di disponibilità ai controlli antidoping fuori competizione, con l’obbligo di comunicare quotidianamente la propria reperibilità per un’ora al giorno.
Un percorso formale, rigoroso, che ora permette a Serena Williams di poter tornare in campo a partire dal 22 febbraio, qualora decidesse di farlo.
Il punto, però, è proprio questo: lo vuole davvero?
Al momento, la risposta sembra essere no. E a dirlo è stata la diretta interessata. L’eleggibilità, infatti, non equivale a un annuncio, ma solo alla rimozione dell’ultimo ostacolo burocratico.
Per ora, la realtà dice questo: Serena può tornare, ma non ha alcuna intenzione dichiarata di farlo.
Non succede. Ma se succede, il tennis – ancora una volta – dovrà inchinarsi alla sua regina.



