Intervistato da Tuttosport, il nuovo coach Danilo Pizzorno racconta l’avvio della collaborazione con la numero uno d’Italia e svela le linee guida del nuovo progetto
La stagione di Jasmine Paolini è stata un esercizio costante di equilibrio con spruzzate qua e là di magia. Vittoria in singolare e in doppio agli Internazionali d’Italia, titolo in doppio al Roland Garros insieme a Sara Errani, qualificazione alle WTA Finals di Riyadh: risultati importanti, alternati però a passaggi meno lineari, soprattutto sul piano tecnico e organizzativo. Un’annata piena, ma non priva di assestamenti, dentro e fuori dal campo.
Tra questi, i cambiamenti nello staff. La separazione dallo storico allenatore Renzo Furlan, la parentesi con Marc Lopez, poi il lavoro con Federico Gaio. Fino alla scelta per il 2026: Danilo Pizzorno in panchina, con Sara Errani figura centrale del progetto. Un approdo che non nasce all’improvviso, come racconta lo stesso Danilo Pizzorno in un’intervista rilasciata a Tuttosport.
Pizzorno parte dal passato, spiegando come il rapporto con Paolini abbia radici già consolidate. “Io e Jasmine ci conosciamo da diversi anni. Nel duemilaventi, all’interno di un progetto federale seguito insieme a Renzo Furlan, ho avuto modo di lavorare e confrontarmi con le giocatrici della Billie Jean King Cup”, racconta il tecnico torinese. Una conoscenza costruita nel tempo, che ha reso naturale il passo successivo.
Prima della decisione definitiva, è stato impostato un provvido periodo di verifica reciproca. Un collaudo vero e proprio, coinciso con la trasferta asiatica di fine stagione. “È stata una fase molto utile per entrambi. C’era già una base di lavoro condivisa e questo ha reso tutto più fluido”, spiega Pizzorno, sottolineando come le sensazioni siano state immediatamente positive. Il sodalizio non è dunque figlio di un esperimento estemporaneo, ma di una valutazione ragionata.
Il focus del progetto, però, non è da ricercare nell’immediato. Pizzorno insiste su un concetto chiave: la prospettiva. “L’idea è lavorare su più aree, non solo pensando al prossimo torneo, ma a un arco temporale più ampio”, chiarisce. “L’obiettivo è consolidare ciò che Jasmine ha già costruito, rendendolo più stabile nel tempo”. In un tennis sempre più logorante, la gestione del corpo e delle energie diventa parte integrante della tecnica.
Non è solo una questione di fisico e tattica: Pizzorno si sofferma anche su un aspetto meno visibile del profilo di Paolini, ma che lo ha colpito fin da subito. “Ha una curiosità continua nel voler aggiungere qualcosa al suo tennis”, osserva. “È una qualità che appartiene ai giocatori davvero grandi”. Un riferimento che accosta la toscana a modelli di eccellenza come Jannik Sinner o Novak Djokovic, non tanto per lo stile di gioco quanto per l’attitudine quotidiana.
Accanto a questo, c’è poi la dimensione umana. “Colpisce anche il suo modo di stare in campo e fuori, con lo stesso spirito sia quando vince sia quando perde”, sottolinea Pizzorno. Un equilibrio emotivo che non fa rumore, ma che pesa moltissimo nella costruzione di una carriera lunga e sostenibile.
Il senso delle parole del nuovo coach è chiaro: nessuna rivoluzione, nessuna rincorsa affannosa a obiettivi impossibile. Piuttosto, un lavoro paziente, orientato alla continuità e alla crescita progressiva. Dopo una stagione fatta di picchi e aggiustamenti, Jasmine Paolini si prepara a voltare pagina senza strappi. Con l’idea che, nel tennis moderno, guardare lontano sia spesso il modo migliore per restare competitivi nel presente.




