L’italiano ricorda i primi incontri con lo spagnolo e promette battaglia: “Non ho nulla da perdere, la pressione è tutta su di lui”
A New York sta per andare in scena una sfida che affonda le radici nel passato. Carlos Alcaraz e Luciano Darderi si conoscono da quando erano adolescenti e, a distanza di sette anni, si ritrovano sul palcoscenico più prestigioso: il terzo turno dello US Open 2025.
Darderi, 23 anni, reduce da una stagione fantastica con tre titoli ATP conquistati (Marrakech, Bastad e Umag), ha raccontato ad atptour.com l’emozione di affrontare un avversario che lo aveva già impressionato da ragazzino: “Conosco Carlos da quando aveva 14 anni. L’ultima volta che ci siamo affrontati è stato in una semifinale in Francia, persi 7-5 al terzo set. Già allora era incredibile: aveva appena iniziato ad allenarsi con Ferrero e una settimana dopo batté Federico Gaio che all’epoca era numero 120 del mondo. A 16 anni il suo livello era già pazzesco“.
Il legame tra i due non si è interrotto con il passare degli anni. Quando Darderi vinse il suo primo titolo ATP a Cordoba, Alcaraz trovò il tempo per inviargli un messaggio di congratulazioni: “Ho apprezzato molto che mi abbia mandato un messaggio. Mi ha fatto davvero piacere che ci abbia pensato, perché non è una cosa scontata. Ci eravamo un po’ persi di vista perché lui era salito così in fretta e giocavamo tornei diversi“.
Sul piano tecnico, l’italiano non nasconde la pressione di giocare da testa di serie in uno Slam, ma rivendica i propri progressi e la fiducia ritrovata sul cemento:
“Merito di essere qui, ho lavorato tutta la vita per vivere momenti così. Carlos è un ragazzo incredibile ed è rimasto sempre la stessa persona. Ha più esperienza di me, ma penso che sia comunque una partita da giocare. Lui è numero 2, io numero 34, ma tutto può succedere. Darò il massimo, non ho nulla da perdere. La pressione è tutta dalla sua parte, io scenderò in campo per lottare punto su punto“.