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    Un pugno di racchette regionali nell’agone internazionale

    Rivediamo da vicino alcuni talenti friulani

    Sono un numero ristretto di volenterosi ed irriducibili competitor che cercano di finalizzare al meglio anni di allenamenti, di rinunce e di sacrifici economici e con l’obiettivo di progredire nel confrontarsi con i professionisti del tennis. Scelta che implica, in prevalenza, lo sganciamento dal più accessibile giardino agonistico nazionale, quello piazzato nei dintorni di casa.

    L’andare per gli ardui circuiti Itf, Wta e Atp non assolve unicamente la semplice comparazione del livello tecnico raggiunto, ma dischiude la possibilità di guadagnare punti nel ranking mondiale, accompagnati da premi in denaro.

    Realisticamente, va detto che il break even, punto di pareggio tra spese (viaggi, alloggi, allenamenti, materiali) ed entrate rimane, per la stragrande maggioranza dei neofiti giocatori una pura chimera.

    Cosa spinge allora migliaia di tennisti a tentare ed a ritentare la sorte negli eventi accessibili con il rischio di inabissarsi nelle paludose qualificazioni?

    La passione dello sport, il desiderio di tangibili miglioramenti ed il sapore della sfida, meglio se vissuta contro sconosciuti avversari. Esperienze che comunque rimangono indelebili e per molti segnano un bagaglio di consolidamento caratteriale per le varie attività del futuro.

    Tralasciando il fattore dei compensi, la spinta motivazionale della passione investe anche gli agonisti junior ed in parte anche i migliori under.

    Risultati di buon livello, propensione ai viaggi, ai ripetuti allenamenti ed ai raduni selettivi, coltivando nel contempo un sostenibile livello di studio, possono accendere i riflettori federali e le conseguenti facilitazioni per i primi confronti nel difficile mondo Itf. Senza dimenticare che competenza e bravura acclarata sono biglietti da visita per l’ingresso tra i 19 ed i 22 anni nei team tennistici dei college Usa con l’appoggio salvifico di modulate scholarship.

    Riccardo Bonadio

    Il 30enne di Azzano Decimo, oggi residente in quel di Pavia, é il testimone per eccellenza di una carriera vissuta step by step tra sacrifici e soddisfazioni, sempre con l’occhio attento ai bilanci personali ed ai miglioramenti. Partendo dai primi insegnamenti del padre Marco, passando agli incroci costruttivi con diversi coach dai quali ha succhiato il meglio degli insegnamenti riversati da ognuno di loro, fino ad arrivare, nello scorso mese di maggio, ad ottenere il suo best ranking Atp, conquistando il gradino n. 164 in singolare.

    Riccardo Bonadio

    Risultato che per lo storico “albo” dei migliori tennisti del Friuli Venezia Giulia si conferma a solo 19 posizioni dal record di tutti i tempi, primato risalente a 38 anni fa, “era” nella quale il quadro competitivo si palesava ben diverso in termini di concorrenza dall’attuale scenario. Riccardo è riuscito a calcare le superfici di tutti i campi dei quattro Slam, sfiorando a New York anche il salto nel main draw. Negli AO del corrente anno é riuscito a superare un turno nel tabellone minore, ma già nel suo ricco carnet di tornei si profilano studiati impegni per cercare di incrementare il suo best ranking, partendo dall’attuale posizione che lo vede come n. 219 del mondo.

    Giacomo Dambrosi

    Non si molla la presa sul simpatico perticone triestino da 17 mesi lontano dalle sfide tennistiche. Non si abbandonano le speranze su un giocatore che a 19 anni in un crescendo tumultuoso di positivi veleggiava intorno al ranking Atp 600. Purtroppo, da quel traguardo interlocutorio incominciavano seri problemi fisici, unicamente concentrati su entrambe le piante dei piedi.

    Visite a Barcellona dallo specialista di Rafa Nadal, a Belgrado da un ortopedico di fama mondiale, senza parlare dei ripetuti consulti con esperti luminari italiani. Così tra plantari, ferri chirurgici e diete sembra che, grazie all’occhio attento e generoso della FitP, e soprattutto grazie ad un indomabile tenacia, la via della ripresa sia a portata di racchetta. Giacomo non si è lasciato andare: il tono muscolare si è mantenuto inalterato, l’apparato cardiaco lavora alla grande. I primi graduali allenamenti dicono della ritrovata fluidità nel palleggio, dello swing ficcante integro e della corretta riproposizione dell’arco di servizio.

    Manca la consuetudine al campo: il match, l’agone, la corsa, la gratificazione.

    Ma con la rabbiosa motivazione che lo pervade il suo rinascimento tennistico non diventa utopico.

    Pietro Pampanin

    il 21enne giuliano, con classifica nazionale 2.3 e dall’ottimo passato giovanile, ha deciso di riformare la sua preparazione, ritornando con un risoluto balzo a ritroso alle proprie origini.

    Ecco stagliarsi il circolo della sua formazione, il Tennis Club Triestino, ed il coach che lo ha forgiato da junior, lo sloveno Jaka Bozic. Non si tratta di un istruttore qualsiasi, ma di un ex davisman con un glorioso passato giovanile e con allori conquistati nel Campionato assoluto sloveno, individuale e a squadre. Senza contare le esperienze da allenatore che spaziano dalle nazionali in Fed Cup alle proficue preparazioni con singoli atleti, tra i quali è da ricordare il titolo tricolore under 16 dello stesso Pampanin. Cambiamento che ha un po’ il sapore di una decisa prova d’appello, visto che le primavere incalzano e le esperienze dei primi confronti da professionista lo hanno portato ad esprimersi sui campi in terra di diverse nazioni europee e con puntate in Georgia ed in Argentina.

    Il consuntivo di una classifica che lampeggia a fine anno agonistico intorno al 1.000 Atp non può essere appagante per un tennista con i suoi mezzi naturali e soprattutto con gli stimoli a progredire ancora perfettamente oliati.

    Sara Ziodato

    Un cambio di college Usa, dal Texas alla Virginia, da parte della ventunenne triestina rendeva difficile seguirne puntualmente le tracce. La sua attuale appartenenza ai Virginia Cavaliers la vede molto attiva nel difendere il gonfalone del team statunitense e sempre sugli scudi nei sporadici tornei individuali tra universitari. Sara, nonostante le sue rarissime apparizioni sui campi italici durante le vacanze estive, mantiene la classifica FitP di 2.4 ed occupa sempre una casella di presenza nella compagine del Tct.

    Sara Ziodato

    Fedeltà ripagata alle strutture nazionali che le ha permesso, grazie al benevolo fiuto di Piero Tononi, direttore del torneo Itf di Tarvisio, dal monte premi di 60mila verdoni, di accedere direttamente al main draw della competizione. Fiducia ripagata in pieno visto che la longilinea ragazza, nonostante la superficie in terra fosse divenuta inusuale nei tre anni spesi sui campi degli atenei statunitensi, riusciva passare un turno, a spese della lituana Klaudia Bubelyte (670 Wta) stabilendo un primato assoluto fra tutte le giocatrici regionali. La Ziodato, ligia al “must” dei college che prevedono, per le atlete beneficiate da full scholarship, allenamenti, rendimento nelle gare e buon livello di studio, si appresta a frequentare il quarto anno di Statistica con gli interrogativi del fine maggio 2024: proseguire per un altro anno con un possibile master nello stesso ateneo, avvicinarsi subito al mondo lavorativo o rientrare nei ranghi di giocatrice con la speranza di intraprendere una significativa carriera da Pro?

    Margherita Marcon

    La neo diciottenne, attualmente in forza al Green Tennis di Mestre mostra la classifica 2.4, posizione misurata frutto delle scarse frequentazioni nei tornei Open, mentre sono ben 13 le gare Itf che l’hanno portata in Egitto, Tunisia e Turchia ed oltre 5 le apparizioni nei comprensori nazionali. Attività vissuta in modo composito tra gli appelli a supporto della squadra veneziana, le convocazioni ai raduni da parte della federazione che la segue con attenzione (è risultata la seconda under 18 italiana con i punti Wta) e gli allenamenti, senza tralasciare la frequenza scolastica che richiede presenze ben designate con l’apprensione degli esami finali nell’orizzonte estivo.

    Margherita Marcon

    Il ranking internazionale le riconosce, al 15 gennaio 2024, la posizione 1.212, graduatoria che le consente, in diversi tornei da 15.000 dollari, di accedere direttamente nel main draw saltando le insidie delle scivolose qualificazioni.

    Dalla prossima estate l’agenda della neo maggiorenne sarà meno convulsa in termini personali e particolarmente più distesa e meglio programmata negli appuntamenti tennistici. Dopo intensi allenamenti tecnico-fisici avrà il tempo materiale per limare i sovraccarichi e graduare i tempi giusti dell’agonismo..


    Sofia Ferraris

    La giovanissima under (spegnerà le candeline delle 14 primavere nel mese di novembre) continua a mantenere alto il livello del suo tennis tra mirati allenamenti e frequenza nelle gare sotto l’egida di Tennis Europe, rispondendo con profitto alle chiamate azzurre nelle rappresentative nazionali, mentre riesce sempre a lasciare il segno nelle competizioni a squadre regionali e di club.

    Non mancano mai presenze e relativi trasferimenti nei raduni tecnici organizzati dalla federazione centrale in quel di Formia. Il ranking italico della 13enne denuncia la posizione da 2.7, classifica contenuta dovuta principalmente alle ridotte partecipazioni ai tornei nazionali, perché l’obiettivo individuale preminente mira alle gare europee nella categoria under 14.

    Federica Colmari, Sofia Ferraris e la coach Paola Voli

    Scelta di pregio che l’ha proiettata sui campi di Gran Bretagna, Irlanda, Austria, Francia e naturalmente Italia. Esperienze utili e fruttuose con un carnet ricco di buoni piazzamenti ed una fresca semifinale guadagnata nella repubblica transalpina in un torneo di Grade 3. Peculiare la constatazione a consuntivo dei vari confronti che indica nelle giocatrici capaci di superarla le stesse in grado di raccogliere l’alloro massimo della competizione. Magra consolazione, ma abbastanza significativa per rapportarsi sui valori delle migliori coetanee.

    Da diversi anni il laboratorio formativo della Ferraris la vede in training giornaliero nel circolo del Tc Nova Palma, sodalizio presieduto da Michele Pagano che non risparmia spazi alla ragazzina ed agli agonisti della scuola tennis. Qui la giovinetta si allena in simbiosi con la maestra Paola Voli con allenamenti specifici, seguita anche dalla collega Federica Colmari e talvolta scambiando anche con l’under 16 Margherita Losco campionessa regionale in carica nella categoria inferiore. Non manca a Palmanova l’occhio attento e la valente racchetta di Alberto Tirelli, tecnico federale di macroarea.

    Riflettendo sui circoli che prediligono l’attività giovanile femminile in regione, vengono in mente diversi encomiabili laboratori formativi ubicati nelle quattro ex province, tutti centri molto attivi fino ai primi anni under. Poi, per alcune giocatrici, agli albori dei passaggi da junior, le sirene ben strutturate d’oltre regione cominciano a svolgere un ruolo attrattivo, quasi una calamita che convincono le famiglie delle ragazze e loro stesse a sormontare disagi e costi.

    Ecco, a puro titolo d’esempio, una lista delle teenager “transfughe” con la loro età e classifica, valide atlete che potrebbero formare una pregevole squadra di seconda categoria:

    Parente Sophie anni 15  cl. 2.5 – Green Garden (Ve)

    Iosio Emily anni 16  cl 2.5 – Park Tennis (TV)

    Segato Eva anni 17  cl. 2.5 – Ct Vicenza

    Iosio Nicole anni 18  cl. 2.5 – Park Tennis (TV)

    Corvi Aurora anni 18  cl. 2.4 -Tc Crema

    Marcon Margherita anni 18  cl. 24 – Green Garden (Ve)

    Fausto Serafini

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