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    Caroline Garcia (2ª parte): “Questa è la direzione che voglio seguire”

    Oggi pubblichiamo la seconda parte dell’intervista rilasciata da Caroline Garcia a Eurosport Francia per la rubrica “Players’ Voice”. Ci auguriamo che abbiate tutti passato un buon natale. Buona lettura.

    “Negli ultimi sei mesi, da quando sono rientrata dall’infortunio rimediato all’Open di Francia, il mio gioco è rimasto stabile. Sono riuscita a vincere partite senza giocare il mio miglior tennis: in quelle partite ho trovato lo stesso un modo di saltarci fuori. Soprattutto la mia identità sul campo è molto chiara. Che vada bene o meno, questa è la direzione che voglio seguire, il modo in cui voglio giocare. Penso di essere più in grado adesso di adottare questo stile di gioco a prescindere da se poi funzioni bene o non tanto. Scendo in campo con una certa attitudine, con la mia identità, e con la concentrazione necessaria a impormi sulle avversarie”.

    “Potrei anche arrivare a Parigi da n.2 del ranking. È una possibilità. Onestamente al momento non è qualcosa a cui penso, anche se aiuta a autoimporsi degli standard alti per raggiungere poi obiettivi del genere. La prima parte della stagione sarà interessante, con l’Australian Open che arriva presto. Vedremo cosa sarò in grado di fare. Sicuramente sarebbe bello arrivare al Roland Garros con un ranking ancora migliore”.

    “Ho imparato molto su me stessa quest’anno, grazie all’infortunio. Questa pausa dal tennis è stata un’opportunità per crescere come donna e come persona. Ho guadagnato in esperienza, con gli anni sono maturata. Riguardo al tennis ho imparato a approfittare delle giornate di pausa, che fanno parte degli allenamenti, e che può far bene lasciare che la tua mente si prenda un pausa e pensi a qualcosa d’altro che il tennis”.

    “Di tanto in tanto prima di una partita muoio dalla voglia di una pizza, e ho capito che può essere meglio mangiarsela che pensarci poi tutta notte. Col mio infortunio ho appreso che ovviamente vincere un titolo è un altro tipo di emozione, ma vincere al primo round dello US Open, o un quarto di finale, o anche solo un primo round in un 250 sono cose che lo stesso procurano emozione e gioia”.

    “Sono molto contenta di riuscire a godermi il tutto molto di più. Prima mi focalizzavo sui sacrifici che facevo, vedevo molto di più quelli e mi divertivo meno”.  

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