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    Cosa ci resterà di questo 2022

    Nel farvi gli auguri per un felice 2023, riviviamo insieme gli avvenimenti più importanti che hanno coinvolto il mondo del tennis, in campo e fuori dal campo

    Come banalmente si fa ad ogni fine stagione, vorremmo anche noi di TennisTalker soffermarci a fare una breve analisi di questo anno che sta terminando.

    In attesa di conoscere i risultati del nostro sondaggio – se non avete ancora votato potete farlo qui fino al 31 dicembre – e di sapere quali sono stati i vostri giocatori preferiti del 2022, vediamo cos’è successo in giro per il mondo.

    Sicuramente il primo grande nome che ci viene in mente è quello di Roger Federer.

    Roger Federer
    Roger Federer

    Il suo ritiro non ci ha stupiti, ma ci ha lasciati con la consapevolezza che difficilmente rivedremo una tale eleganza on court. L’annuncio affidato ai canali social il 15 settembre, è stato l’anticipazione di quanto sarebbe poi successo a Londra durante la Laver Cup. Fossimo stati i proprietari della Kleenex, forse un pensierino nello sponsorizzare la manifestazione si poteva fare. Quanti fazzoletti sono stati utilizzati durante il discorso di King Roger! E come dimenticare le lacrime di Nadal? Immagini che devono rimanere nella storia del tennis, quella bella.

    Ma sono tanti i campioni che si sono ritirati nel 2022: Del Potro, Tsonga, Simon, Kohlschreiber, Serena Williams, il nostro Seppi solo per citare i più noti. Ma cosa faranno adesso?

    Il tennista argentino, uno dei più amati e fisicamente sfortunati, ha recentemente rilasciato un’intervista ai microfoni di La Nacion: “Purtroppo non sono ancora pronto per passare oltre, non riesco ad andare oltre il tennis. Non so cosa facciano gli altri atleti in queste situazioni, ho provato più volte a tornare in campo ma ho capito a Buenos Aires che ero andato troppo oltre. Sono mesi che cerco di capire come sarà la mia vita senza il tennis, sto valutando altre cose“.

    Siamo certi che dopo tante vittorie e gli ottimi guadagni conquistati sul campo e fuori dal campo, tutti questi ex giocatori possono meritatamente prendersi un po’ di pausa e riflettere sul loro futuro senza troppe preoccupazioni.

    Escludendo i “soliti” Nadal e Djokovic, il 2023 si preannuncia quindi come l’anno dei poco più che adolescenti, ma ormai già campioni affermati nonostante la loro giovanissima età.

    Se pensiamo che la somma degli anni di Alcaraz, Rune, Musetti e Sinner non arriva al secolo, si capisce come i quasi 26 anni di Berrettini lo facciano già sembrare un veterano del circuito.

    E proprio lo spagnolo ha vissuto un 2022 da favola. Ha vinto gli US Open, due Master 1000 (Madrid e Miami) ed è diventato il più giovane  numero 1 del ranking ATP di tutti i tempi. Secondo voi riuscirà a mantenere questo livello anche nel prossimo anno?

    Torino 16 Novembre 2022 ATP Finals Carlos Alcaraz premiato come n. 1 ATP nel ranking di fine anno Foto Giampiero Sposito

    In una recente intervista al quotidiano saudita Arab News, il suo allenatore Juan Carlos Ferrero ha detto: “Dopo la vittoria degli US Open, è stato difficile per Carlos adattarsi allo status di numero 1, ma penso che sia una pressione positiva e che lo farà crescere” e ha poi aggiunto: “Non deve sentirsi arrivato, la strada è ancora lunga e ha solo 19 anni. Ci sono ancora dettagli migliorabili sul dritto, sul rovescio e vorrei che fosse più aggressivo in risposta”.

    E forse pensare che un giocatore ai nostri occhi perfetto come Alcaraz possa avere ancora dei margini di miglioramento, ci fa ben sperare per le nostre sicuramente più modeste ambizioni tennistiche per il 2023.

    Purtroppo però le ambizioni di pochi sono andate a scontrarsi, nel vero senso della parola, con la vita di molti. Stiamo parlando della guerra, scoppiata feroce ed inattesa, lo scorso 24 febbraio.

    Il conflitto fra Russia e Ucraina ha inevitabilmente coinvolto anche il mondo del tennis e i suoi giocatori.

    Svitolina, Rublev, Medved, Kasatkina, Azarenka – per citare solo alcuni – si sono trovati catapultati in un mondo estraneo al loro e il tennis si è improvvisamente trovato a fare i conti anche con la politica.

    Succede così che il più antico e prestigioso torneo di tennis al mondo, Wimbledon, decide di escludere dalla competizione tutti i giocatori russi e bielorussi. E le reazioni non si sono fatte attendere. Da Bertolucci a Panatta, da Djokovic a Nadal, tutti si sono schierati dalla parte dei giocatori.

    E c’è anche chi è passato dal combattere in campo armato di racchetta e palline a combattere nel campo armato di fucile. E’ il caso del tennista ucraino Dolgopolov che in un’intervista al Daily Mail ha dichiarato: “Il tennis mi ha preparato alla guerra. Grazie al tennis ho imparato a pensare velocemente, riesco a lavorare bene sotto pressione e non mi faccio prendere molto dal panico. Le decisioni sbagliate possono costare la vita”.

    Ma se Dolgopolov si trova costretto a combattere con le armi, Rublev combatte a modo suo con un pennarello e immancabilmente a fine partita scrive sulla telecamera “Pace, pace, pace”.

    La firma di Rublev sulla telecamera

    E chissà che da lassù Nick Bollettieri, uno dei più grandi ed innovatori coach degli ultimi 40 anni che ci ha recentemente lasciati, non possa mettere una parola buona con chi ne sa sicuramente più di noi e che ci faccia trovare sotto l’albero qualche spiraglio di dialogo.

    Buon Natale a tutti i TennisTalkers

    Vanna Rizzo

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