Luca Bottazzi: Quali sono le prime cose da sapere del tennis?

Ritorna Luca Bottazzi, con un nuovo articolo che, come ogni venerdì, ci regala consigli utilissimi per migliorarsi sempre di più!

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Luca Bottazzi
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Quando ci avviciniamo ad una qualsiasi materia di studio, ad un lavoro, così come ad una disciplina sportiva è necessario conoscere bene le caratteristiche principali capaci di regolare il suo funzionamento.

Il tennis è innanzitutto un gioco e la componente ludica in grado di creare un impatto emozionale
costituisce la sua attrattiva. Un marchio di fabbrica che contraddistingue qualsiasi gioco. Del resto, se riflettiamo per un momento con attenzione, è semplice scoprire come ogni società umana funzioni proprio come un gioco, da sempre.

Il motivo è semplice perché la società si fonda su regole, alle quali bisogna attenersi – Luca Bottazzi

Anche nello sport, così come nel tennis, le dinamiche si riferiscono a delle leggi compendiate in un apposito regolamento.

Il tennis è una attività motoria classificata tra le discipline sportive individuali, definita dai maggiori esperti come sport di situazione ad abilità aperte, dato che la palla non verrà mai colpita due volte nella vita nello stesso esatto punto del tempo e dello spazio. Una disciplina rapida, precisa, in condizioni variabili, ad elevata difficoltà psicologica, senso percettiva, coordinativa, quanto di media difficoltà sul piano fisico e tecnico.

Tradotto in altri termini, si tratta di una attività in cui il peso psicologico è correlabile a quello dell’esploratore, mentre la fatica fisica non è di certo equiparabile a quella di un maratoneta o di un pugile; così come la difficoltà nell’azione esecutiva (tecnica) a quella di un ginnasta o un tuffatore, per fare dei semplici esempi.

Nella storia troviamo addirittura alcuni trattati sui giochi di palla, tra questi quello scritto da Antonio Scaino da Salò, primo autore in grado di definire regole e azioni della Pallacorda, il gioco antesignano del tennis – Luca Bottazzi

Il filosofo dedicava l’opera ad Alfonso II duca D’Este nel 1555. Nel testo viene esaltata l’attività ginnica di racchetta quale eccellenza assoluta per il beneficio della mente e del corpo.

Secondo la metafora di Scaino, il campo rappresenta il mondo con le sue evoluzioni, dentro al quale i giocatori sono chiamati a misurarsi attraverso l’intelletto e la destrezza. Difatti, già nel Rinascimento, i grandi campioni con la racchetta in mano si distinguevano per la capacità di saper collegare il pensiero all’azione, senza mai spegnere il cervello.

La scienza moderna

La scienza moderna (Nature 2004), invece, illustra un’ulteriore differenza tra il grande tennista e quello comune. Questo tratto si distingue grazie alla capacità di previsione. In tal maniera, il giocatore di alto livello sembra conoscere in anticipo le mosse avversarie in relazione a quanto succede nell’ambiente, quasi possedesse doti divinatorie. Un vantaggio enorme in grado di portarlo, nel luogo (spazio) preciso e nel momento (tempo) esatto, a esprimere il proprio talento.

Una dotazione in grado di regalare un aiuto straordinario, in termini spazi temporali. Così, viene facilitata enormemente l’azione motoria, tra cui quella esecutiva volgarmente chiamata tecnica.
Del resto, proprio innumerevoli stili diversi dimostrano come sia possibile giocare e vincere a tennis in vari modi.

Un aspetto del tutto ovvio, visto che non esistono al mondo due cervelli e due corpi identici. Nel
tennis, ad ogni livello, ciò che realmente conta è trovare la maniera di tirare la palla nel campo avversario facendo in modo che il contendente non riesca a fare altrettanto. Questo è il succo del gioco, definito da un grande campione e amico quale Adriano Panatta: lo sport del Diavolo.

Un gioco nel quale neanche i primi giocatori del mondo restano immuni dagli errori.
Ma per il giocatore comune è comunque possibile, anche se parzialmente, sviluppare una mente tennistica in grado di assimilare la capacità di previsione?
Certamente si, ma naturalmente la cosa si rende possibile per tutti solo in relazione alla predisposizione e alle caratteristiche individuali di ognuno. In futuro, sempre che la cosa risulti di qualche interesse generale, vedremo se sarà il caso di affrontare il tema in modo pratico attraverso dei tutorial mirati.

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