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David Goffin in lacrime. La festa d’addio può attendere

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L’ex numero 7 del mondo incanta Bruxelles, rimonta lo svizzero Bertola alla sua 633ª partita in carriera e regala una notte magica al pubblico di casa: “Il momento più bello e difficile della mia vita”

L’ultimo capitolo della carriera di David Goffin non è ancora arrivato al capolinea. Nell’a notte di ‘ATP 250 di Bruxelles, il primo belga della storia capace di abbattere il muro della Top 10 ATP (con un career high da numero 7 del mondo) ha rinviato l’appuntamento con il ritiro grazie alla vittoria in tre set contro lo svizzero Remy Bertola (entrato in tabellone come lucky loser).

Un successo sofferto e per questo ancora più bello, chiuso sul punteggio di 4-6, 6-3, 6-4 dopo due ore di battaglia sul centrale del Bruxelles Expo.

La 633ª magia

L’accoglienza riservata dal pubblico di casa al trentacinquenne nativo di Liegi è stata quella delle grandi occasioni. Accolto da una vera e propria standing ovation al suo ingresso in campo per il match numero 633 nel circuito maggiore, Goffin è parso inizialmente tradito dall’emozione e dalla pressione del “ballo d’addio”. Un break a freddo ha spianato la strada al gioco da fondo di Bertola, che ha così conquistato il primo parziale per 6-4.

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Dal secondo set in poi, l’orgoglio del più grande tennista belga di sempre (357 vittorie nel circuito e 6 titoli ATP in bacheca) è salito in cattedra. Guidato da quel rovescio stellare che per anni ha incantato il circuito, Goffin ha messo a segno l’allungo decisivo nel quinto game per poi servire con freddezza fino al 6-3 che ha riaperto i giochi.

Nel terzo e decisivo parziale l’esperienza ha fatto il resto: nonostante un altro break subito in avvio causa un doppio fallo sul 0-1, Goffin ha reagito da campione, ricucendo subito lo strappo e piazzando il break decisivo sul 4-4, prima di lasciarsi andare a un pianto liberatorio e all’abbraccio del suo pubblico.

“Non so davvero cosa dire. È stato allo stesso tempo il momento più difficile e più bello della mia vita,” ha raccontato un commosso Goffin a caldo. “All’inizio la tensione mi bloccava le gambe, ma il sostegno della gente è stato qualcosa di incredibile. Un’atmosfera pazzesca fin dalla prima palla. Fantastico: facciamolo di nuovo domani!”

Un giovedì di super lavoro: secondo turno in singolare e i quarti in doppio

Il programma del BNP Paribas Fortis European Open regala un giovedì a tinte totalmente nero-giallo-rosse. Per David Goffin la giornata si preannuncia impegnativa: dopo l’apertura del Centrale affidata al connazionale Raphael Collignon (opposto alla testa di serie n. 2 Jiri Lehecka alle 13:30), Goffin tornerà sul campo principale per affrontare nel secondo turno del singolare l’americano Alex Michelsen, testa di serie numero 5.

Non è tutto: nel prosieguo di giornata, Goffin tornerà di nuovo in campo in coppia proprio con Raphael Collignon per i quarti di finale del tabellone di doppio contro la coppia formata dal tedesco Constantin Frantzen e dall’americano Robert Galloway. A completare il quadro belga ci sarà infine Zizou Bergs (testa di serie n. 6), opposto al bosniaco Damir Džumhur.

Gli altri risultati a Bruxelles: avanzano Cerundolo e Griekspoor

Nelle altre sfide della giornata, la testa di serie numero 3 Francisco Cerundolo ha fatto il suo esordio superando in due set tirati lo statunitense Martin Damm con il punteggio di 6-4, 7-6(4). Continua la corsa dell’olandese Tallon Griekspoor, vittorioso per 7-6(10), 6-2 sull’argentino Mariano Navone.

Quarti di finale conquistati anche per il qualificato francese Clement Chidekh (7-6, 6-2 al britannico Jacob Fearnley), mentre sogni infranti per l’altra wildcard di casa Gauthier Onclin, eliminato dal tedesco Jan-Lennard Struff per 6-4, 6-2.

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Vanna Rizzo
Vanna Rizzo
Vanna Rizzo, giornalista e Direttrice di TennisTalker Magazine. Laureata in Architettura nella splendida cornice di Venezia, per anni ho diviso la mia vita tra l'interior design, l'organizzazione di eventi e la terra rossa. Il tennis è da sempre un "vizio" di famiglia: gioco e respiro l'aria dei circoli fin da quando ero bambina, e appena posso preparo la valigia per scappare a vedere un torneo, unendo lavoro e diletto. Oggi ho messo da parte le planimetrie per impugnare solo la penna (e qualche volta anche la racchetta). In fondo, guidare un magazine sul tennis è un po' come progettare una casa: serve una base solida, tantissima passione e, soprattutto, la grinta giusta per scendere a rete e chiudere il punto!
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