Il derby agli Australian Open raccontato dai protagonisti: amicizia, rispetto e due verità diverse
Il tabellone degli Australian Open ha messo uno di fronte all’altro Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego. Un derby azzurro che va oltre il punteggio – 6-3, 6-3, 6-4 per Musetti – e che si riflette perfettamente nelle due conferenze stampa: una racconta la soddisfazione di chi ha vinto, l’altra la dignità consapevole di chi ha perso, senza mai perdere il rispetto per l’amico dall’altra parte della rete.
Musetti l’ha detto subito: “Non è stata una partita semplice da affrontare, prima ancora che da giocare”. Separare il campo dai legami personali è stato il primo ostacolo. Ma una volta iniziato il match è riuscito a farlo ed è motivo d’orgoglio. A differenza del primo turno – dove ammette di non aver giocato come avrebbe voluto – questa volta tutto ha funzionato. Il diritto, soprattutto, è stato determinante: pesante, continuo, aggressivo. Anche fisicamente, racconta, si è sentito più sciolto, più dentro il torneo.
Dal suo lato, Sonego non cerca scuse. La prima parola che usa è “tough”: è sempre difficile giocare contro un amico. Ma subito dopo arriva il riconoscimento del valore del suo avversario.
“Ha giocato in maniera incredibile, senza errori. Contro un Musetti così, fare punto è complicato; forzare l’aggressività senza sbagliare diventa quasi impossibile”.
Sonego rivendica però una cosa fondamentale: esserci rimasto fino alla fine. Nonostante il punteggio, non si è mai sentito fuori dal match. È una sconfitta che pesa, ma non demoralizza.
Anche nelle analisi tecniche, i due amici-avversari si completano.
Musetti sottolinea quanto sia stato difficile affrontare la versione offensiva di Sonego: discese continue a rete, volée perfette, soluzioni sempre efficaci anche sulle palle più basse. Proprio questo è stato, secondo lui, l’aspetto più complicato della partita.
Sonego, dall’altra parte, conferma che il brutto tempo non l’ha condizionato – anche se ammette di preferire il caldo perchè aiuta il suo servizio – e ribadisce che la differenza è stata tutta nella qualità del gioco espresso dall’avversario.
Guardando avanti, per il momento le strade dei due Lorenzo si dividono.
Musetti parla di fiducia crescente sul cemento, di un Australian Open che finalmente sembra adattarsi di più al suo gioco. Sonego, invece, guarda già al futuro immediato: Sudamerica, terra battuta, Buenos Aires, Rio, Santiago con un obiettivo sempre ben chiaro in mente: fare qualcosa di speciale.



