TennisTalker MagazineNewsPolemica fra Tsonga e Mouratoglou, l'ex tennista: "Non puoi darmi lezioni"
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    Polemica fra Tsonga e Mouratoglou, l’ex tennista: “Non puoi darmi lezioni”

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    In seguito a delle dichiarazioni di Patrick Moratoglou su Jo-Wilfried Tsonga, è scoppiata una lite social fra l’ex top 5 e il noto coach

    La prima settimana della stagione 2026 regala subito una polemica all’interno del circuito. Una lite a distanza è scoppiata fra Jo-Wilfried Tsonga, ex numero 5 al mondo nonché finalista dell’Australian Open 2008, e Patrick Mouratoglou, ex coach di Serena Williams, Marcos Baghdatis e Holger Rune, nonché oggi una delle figure più influenti nel tennis sui social.

    Il caso

    Tutto è nato da delle parole rilasciate da Jo-Wilfried Tsonga, riguardo ad un paragone fra i giocatori della vecchia generazione e quelli della nuova. Il francese aveva detto che gli “sarebbe piaciuto vedere Alcaraz vincere il Roland Garros battendo Del Potro, Murray, Djokovic, Federer in semifinale e Nadal in finale“. Detto così, sembrerebbe che Tsonga volesse sminuire i giocatori attuali del circuito, nonché il dominio di Sinner-Alcaraz. Almeno questo è quello che ha pensato Patrick Mouratoglou, il quale ha deciso di rispondere all’ex tennista difendendo la nuova generazione di talenti.

    La risposta di Mouratoglou

    Non sono d’accordo con quello che ha detto Jo, non credo che questi ragazzi di cui parliamo: Draper, Rune, De Minaur, Fritz, Shelton, Auger-Aliassime non sono molto bravi, non sono pericolosi” – ha detto “The Coach” su Instagram. “Sono giocatori fantastici. Mi dispiace Jo ma non credo che tu li avresti battuti regolarmente. Si sta riferendo a Wawrinka, Del Potro, i quali sono giocatori incredibili sicuramente. Ma vedi quanto incredibili sono lungo l’arco di tutta la loro carriera. A 29 anni Stan Wawrinka era un buon giocatore, nient’altro. A 31 era un tre volte campione Slam. Naturalmente i giocatori che hanno vinto durante tutta la loro carriera hanno vinto di più. E non dimenticare che Alcaraz e Sinner hanno battuto Djokovic con 23 Slam per iniziare a vincere degli Slam. Quando Novak ha vinto 3 dei 4 Slam, facendo la finale nel quarto, lui ha perso con Alcaraz in finale. Non credo che dire che questi ragazzi stano vincendo a causa del livello degli altri top 10, sta dando loro il credito che meritano al 100%. Il loro livello è incredibile”.

    Qui il coach francese ha dato una risposta corretta nell’analisi, infatti è giusto difendere il livello dei nuovi giocatori e per di più paragoni del genere sono sempre stati inutili, considerando anche che Tsonga avrebbe dovuto escludere Nadal, Djokovic e Federer se voleva fare un reale confronto. Mouratoglou è andato però poi un po’ fuori contesto, dalle parole estrapolate l’ex giocatore infatti non ha mai detto che Alcaraz e Sinner non siano giocatori incredibili, e soprattutto non si era citato nel discorso. Il francese intendeva probabilmente esprimere un semplice desiderio irrealizzabile di vedere Alcaraz e Sinner confrontarsi con la vecchia generazione, incluso i Big Three.

    Tsonga ha infatti risposto così: Quello che ho detto non vuole togliere alcun merito ad Alcaraz e Sinner per quanto stanno dominando, e ovviamente non è una cosa che ho mai affermato. Ho detto che mi sarebbe piaciuto vedere Sinner e Alcaraz negli stessi Slam di Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Wawrinka, Del Potro e di molti altri giocatori delle epoche precedenti, che erano eccezionali”

    Mouratoglou: “Il prime di Tsonga è stato solo una stagione”

    Ma la lite è scoppiata soprattutto per una risposta data da Mouratoglou ad un utente Instagram, il quale aveva detto: “Il prime Jo avrebbe battuto giocatori come Aliassime e Draper, ma OK”. L’allenatore ha scritto: “Probabilmente, ma il prime Jo è stato solo una stagione”. Un’opinione piuttosto forte che inevitabilmente ha fatto innervosire Tsonga.

    L’ex numero 5 ha risposto a tono a queste parole: “Tu rimarrai solo un coach, anzi the coach, scusa. Il telecronista, l’organizzatore di eventi, il mecenate. Mi congratulo con te per questo. Ma c’è una cosa: nel profondo della tua pelle non sentirai mai cosa significhi essere un giocatore di tennis ed entrare in uno stadio. Non sei nella posizione per darmi lezioni sul tennis di alto livello“.

    “Dovresti rispettare l’uomo e il giocatore che sono stato, invece di denigrarmi e dire che ho giocato bene solo una stagione – ha continuato Tsonga – “Questa è una mancanza di rispetto verso tutti quei giocatori che lottano ogni giorno e che non entreranno mai nella top 200. Ci conosciamo da quando avevo 16 anni: se vuoi parlarmi, prendi il telefono e chiamami. Non c’è bisogno di usare la mia immagine per la tua comunicazione, rispetta di più i giocatori”.

    Insomma da un’analisi sul circuito, la polemica si è spostata sul piano personale. Vedremo ora cosa dirà Mouratoglou in sua difesa (se vorrà continuare il dibattito).

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