Il focus oggi è sullo spagnolo Martin Landaluce Lacambra, classe 2006 ed ex numero 1 junior, che si allena alla Rafa Nadal Tennis Academy
Mancano 5 giorni, questo sabato incluso, all’inizio delle Next Gen ATP Finals di Jeddah e oggi parliamo dello spagnolo Martin Landaluce Lacambra. Nato l’8 gennaio del 2006 a Madrid, Landaluce ha iniziato sin dai primi passi ad appassionarsi a tennis per merito dei genitori, del fratello Lucas, giocatore del Coastal Georgia College, e della sorella, anche lei ex giocatrice alla University of the Incarnate World. Ha iniziato a giocare i primi tornei a 9 anni, iniziando a seguire le orme del suo idolo, Rafael Nadal.
Landaluce ha intrapreso il percorso tennistico alla Rafa Nadal Tennis Academy, seguito da Coach Oscar Burrieza e altri dello staff. Ha raggiunto il primo posto nel ranking junior, grazie alla vittoria dello US Open Junior, superando Gilles Arnaud Bailly al terzo set in finale, nel 2022, aggiungendo al palmares la sua prima comparsa nel circuito ATP al 250 di Gijon, sconfitto da Tommy Paul per 6-3, 6-0. Nel 2023, riceve altre due wild card, prima per le qualificazioni dell’ATP 500 di Barcellona, poi per il tabellone principale del Masters 1000 di Madrid. I suo avversari, entrambi francesi, sono stati Hugo Grenier e Richard Gasquet.
L’anno del primo salto
Il 2024 è stato l’anno del primo salto tra i professionisti, in cui ha ottenuto il suo primo titolo ITF all’M25 di Vila Real di Santo Antonio, contro l’uzbeko Khumoyun Sultanov, poi ad ototbre conquista il primo titolo Challenger, ad Olbia contro Mattia Bellucci in finale, per 6-4, 6-4. Nello stesso anno, il classe 2006 ottiene la sua prima vittoria nel circuito ATP contro il connazionale Jaume Munar, al Masters 1000 di Miami, dove poi viene sconfitto da Ben Shelton.
Il 2025 di Landaluce
Il 2025 si apre nel migliore dei modi, con una semifinale Challenger a Canberra, seguita dal superamento delle qualificazioni dell’Australian Open. Esordisce nel main draw di uno Slam, sconfitto dalla wild card di casa, James McCabe. Dopo, però, attraversa un periodo difficile, senza trovare vittoria fino al primo turno del Challenger di Monza, ma sconfitto al secondo turno da Jacopo Vasamì. Raggiunge una semifinale al Challenger di Praga, prima delle deludenti qualificazioni al Roland Garros.
Approda sull’erba, sua superficie preferita, e trova una semifinale a Nottingham, persa contro Marin Cilic, vincitore del torneo. A Wimbledon perde all’ultimo turno di qualificazioni, contro l’australiano Alex Bolt. Non brilla particolarmente sul veloce, fino a quando non conquista il secondo titolo Challenger ad Orleans, rimontando Raphael Collignon in finale. Raggiunge un’altra semifinale ad Olbia, non ripetendo la vittoria dell’anno precedente, e chiude la stagione con una sconfitta al primo turno di Bratislava.
Quest’anno si è qualificato in sesta posizione per le Next Gen ATP Finals, ma le rinunce di Joao Fonseca e Jakub Mensik, si trova alla quarta e proverà a raggiungere almeno le semifinali: sappiamo che si trova a suo agio sui campi in veloce, avrà di fronte validi avversari e mentalmente è ancora immaturo, ma il suo talento è immenso e la varietà di colpi potrà essere ampiamente d’aiuto.



