Ancora problemi all’omero sinistro per il britannico, che salta il secondo turno con Bergs e apre il tabellone a Sinner
Lo US Open è appena cominciato e già uno dei protagonisti più attesi se ne torna a casa. Jack Draper, numero 5 del mondo e quinta testa di serie, si è ritirato dal torneo per il riacutizzarsi del dolore all’omero sinistro. Il ventitreenne britannico aveva superato al primo turno l’argentino Federico Agustin Gomez in quattro set, ma non si presenterà alla sfida di secondo round contro il belga Zizou Bergs.
Il problema al braccio è lo stesso che gli ha rovinato l’estate: già costretto a saltare i Masters 1000 di Toronto e Cincinnati per un totale di un mese e mezzo di stop post-Wimbledon, Draper ha tentato di stringere i denti a New York, ma evidentemente il test fisico a cui ha provato a sottoporsi non è andato a buon fine.
Il ritiro non pesa solo su Jack e sugli aficionados britannici, che certo speravano in un cammino decisamente più lungo del loro rappresentante, ma ridisegna anche il tabellone. Draper era inserito nel quarto di tabellone di Jannik Sinner, e avrebbe potuto incrociare Lorenzo Musetti o Flavio Cobolli negli ottavi: la sua assenza spalanca scenari nuovi, soprattutto per il numero uno del mondo.
Le conseguenze del forfait saranno tangibili anche sul ranking: Draper non potrà infatti difendere gli 800 punti incamerati lo scorso anno, quando raggiunse la semifinale perdendola proprio contro Jannik Sinner, e rischia di perdere più di qualche posizione nella classifica che il computer restituirà lunedì otto agosto.
Il tennista da Sutton ha ovviamente affidato ai social la notizia della sofferta decisione: “Mi dispiace informarvi che sono costretto a ritirarmi dagli US Open: ho fatto di tutto per essere qui, ma il fastidio al braccio è aumentato e devo fare la cosa giusta, prendendomi cura di me. Grazie a tutti per il supporto, ci vediamo il prossimo anno New York,” ha scritto Draper sul proprio profilo X. Zizou Bergs, già al terzo turno, affronterà uno tra la trentunesima testa di serie Gabriel Diallo e Jaume Munar.