Multato, ma sicuramente non in bancarotta, il tennista serbo ha ricevuto due sanzioni per un totale di 10.000 euro
Il Comune di Marbella ha inflitto a Novak Djokovic, impegnato in questi giorni nel Miami Open due multe da 5.000 euro ciascuna per aver effettuato lavori di ristrutturazione senza licenza nella sua lussuosa villa situata nella prestigiosa urbanizzazione di Sierra Blanca.
Le autorità municipali hanno avviato un procedimento nel febbraio 2024 per ripristinare la legalità urbanistica, poiché alcune modifiche apportate alla residenza del tennista non rispettano le normative vigenti.
I lavori abusivi comprendono l’eliminazione di un parcheggio sotterraneo, la costruzione di un piccolo portico e l’aggiunta di un piano extra, violando così i limiti di altezza e le distanze minime dai confini.
Dopo un primo avviso, il 6 agosto 2024 è stata imposta una prima multa coercitiva di 5.000 euro. Il 16 ottobre, un’ulteriore verifica ha confermato che Djokovic non aveva ancora presentato la documentazione necessaria per la legalizzazione delle opere. Di conseguenza, il 13 febbraio 2025 è stata emessa una seconda sanzione dello stesso importo.
Se il tennista non dovesse adeguarsi alle richieste del Comune, potrebbero essere imposte fino a dodici multe coercitive. L’obiettivo delle autorità è far rispettare le normative edilizie e ripristinare la conformità della struttura.
Una residenza da sogno al centro delle polemiche
La villa di Djokovic, del valore di oltre 10 milioni di euro, si estende su una superficie di 3.500 metri quadrati e offre ogni tipo di lusso: nove camere da letto, otto bagni, un ampio giardino con piscina e una pista da tennis personale. Durante la pandemia, il tennista e la sua famiglia hanno trascorso un lungo periodo nella proprietà, condividendo immagini della residenza sui social media.
Nonostante il fascino della villa, i lavori non autorizzati hanno sollevato critiche da parte dei vicini, che hanno segnalato le irregolarità alle autorità. Il Comune di Marbella ha confermato che parte delle modifiche possono essere sanate attraverso la regolarizzazione della documentazione, mentre altre dovranno essere demolite per rientrare nei limiti di legge.
Djokovic ora dovrà scegliere se impugnare la decisione o mettersi in regola con le richieste delle autorità spagnole per sistemare la grana urbanistica della sua villa da sogno. In ogni caso, siamo certi che continuerà a dormire sonni sereni (anche nella villa “incriminata”) e che 10.000 euro siano più un fastidio burocratico che un colpo al suo patrimonio.