More
    TennisTalker MagazineEditoriali6 Kings Slam: il dibattito continua
    Pubblicato in:

    6 Kings Slam: il dibattito continua

    Sinner, Djokovic, Nadal, Alcaraz, Medvedev e Rune sono i protagonisti della lussuosa esibizione che si svolgerà ad ottobre a Riyadh, in Arabia Saudita

    Jannik Sinner parteciperà al torneo “6 Kings Slam” che si terrà a Riyadh, in Arabia Saudita, a ottobre 2024.

    Questo evento, che si sta promuovendo come il “sesto Grande Slam”, vedrà la partecipazione di alcuni dei più grandi nomi del tennis maschile, tra cui Novak Djokovic, Rafael Nadal, Carlos Alcaraz, Daniil Medvedev e Holger Rune.

    L’evento rappresenta un ulteriore manifestazione dell’interesse dell’Arabia Saudita per il tennis e si inserisce in un periodo attivo del calendario ATP, durante il quale si disputano tornei importanti come il Shanghai Masters e il Paris Masters.

    La partecipazione di Sinner a questo evento implicherà la sua assenza da alcuni dei tornei del circuito ATP che si svolgeranno nello stesso periodo?​​​​

    6 KINGS SLAM

    Il “6 Kings Slam” più che poterlo definire torneo, in realtà si presenta da quanto trapelato come un’esibizione, una esibizione sembrerebbe alquanto costosa.

    Le cifre ufficiali non sono ancora rese note, ma secondo quanto si vocifera il solo presentarsi in campo dovrebbe portare nelle tasche di ogni partecipante circa un milione e mezzo di dollari e secondo il Telegraph il vincitore porterebbe a casa sei milioni di dollari, il triplo di quanto “raccolto” da Sinner per aver vinto il recente Australian Open.

    Roma 31 Gennaio 2024 Jannik Sinner al Colosseo durante il photo shooting con il Trofeo degli Australian Open – Foto Giampiero Sposito

    Il torneo “6 Kings Slam” in Arabia Saudita ha sollevato dibattiti riguardo allo “sportwashing”, argomento in parte approfondito nel precedente articolo (clicca QUI per leggere l’articolo).

    SPORTWASHING

    Lo sportwashing ricordiamo che è definito come una pratica con cui un paese o un’organizzazione cercano di migliorare la propria immagine pubblica attraverso grandi eventi sportivi utilizzati per distogliere l’opinione pubblica da problemi interni del Paese ospite che ne potrebbero potenzialmente proiettarne un’immagine negativa.

    All’Arabia Saudita in particolare, che ha investito già in vari sport come il calcio, la Formula 1 e il golf, è stato da varie organizzazioni imputato di utilizzare questi eventi proprio per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto in relazione dalle questioni e ai conflitti in tema di diritti umani che attraversano il Paese.

    L’opinione pubblica sul “6 Kings Slam” in Arabia Saudita e la questione dello sportwashing è alquanto divisa.

    Mentre alcuni vedono l’evento come un’opportunità positiva per il tennis e per i giocatori coinvolti, altri esprimono preoccupazioni riguardo l’utilizzo di eventi sportivi da parte dell’Arabia Saudita per migliorare la propria immagine internazionale, nonostante le criticità che affliggono questo paese sul rispetto dei diritti umani.

    Critici e attivisti sottolineano come tali eventi possano servire a distogliere l’attenzione da problematiche più serie, esprimendo preoccupazione per l’effetto di questi grandi eventi sportivi sulla percezione globale del paese.

    Le istituzioni sportive, come l’ATP (Association of Tennis Professionals), non hanno fornito dichiarazioni specifiche in risposta al dibattito sull’evento “6 Kings Slam” in Arabia Saudita e la questione dello sportwashing.

    I GIOCATORI

    Anche i giocatori che partecipano al torneo “6 Kings Slam” non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche che affrontano direttamente le preoccupazioni legate allo sportwashing o le critiche sull’evento in Arabia Saudita.

    Le loro dichiarazioni si sono concentrate principalmente sull’aspetto sportivo dell’evento, esprimendo entusiasmo per la competizione e l’opportunità di giocare di fronte ai fan sauditi. Nessuna dichiarazione quindi che si relazioni a questioni etiche o politiche legate all’evento.

    Secondo Amnesty International, dopo la verifica pubblica dei dati sui diritti umani dell’Arabia Saudita, il rapporto del Gruppo di lavoro per l’Esame periodico universale (Universal periodic review, Upr) del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sull’Arabia Saudita dovrebbe costituire un modello per le misure minime che le autorità saudite devono adottare per rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale dei diritti umani”, si legge in un recente articolo pubblicato dall’organizzazione.

    Il rapporto include 354 raccomandazioni provenienti da 135 stati membri delle Nazioni Unite, che fondamentalmente esortano il paese ad adottare misure per garantire riforme finalizzate alla salvaguardia dei diritti umani.

    Il fatto che molti stati membri delle Nazioni Unite abbiano colto l’opportunità di confrontarsi con l’Arabia Saudita riguardo alla sua lunga lista di violazioni dei diritti umani e abbiano esortato le autorità a promuovere cambiamenti sostanziali dimostra che, senza una reale riforma dei diritti umani, nessuna quantità di denaro spesa per ripulire la propria immagine e nessuna campagna di sportwashing potranno nascondere la crescente repressione nel paese,” ha affermato Dana Ahmed, ricercatrice per il Medio Oriente di Amnesty International.

    Le autorità saudite devono prendere queste raccomandazioni come un segnale di allarme e porre fine alle più gravi violazioni dei diritti umani, compresa la continua repressione della libertà di espressione, la condanna a morte di minorenni al momento del reato e la tortura e maltrattamenti nei confronti delle persone migranti. La comunità internazionale non dovrebbe farsi ingannare da eventuali promesse di cambiamento da parte dell’Arabia Saudita, ma esercitare la propria influenza collettiva per garantire che siano attuate riforme cruciali”, ha aggiunto Ahmed.

    Lasciamo il giudizio ai lettori!

    Commenti

    Newsletter

    Ti potrebbe interessare...

     

    Segui i tornei in collaborazione con TENNISTALKER MEDIA PARTNER

    più popolari