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    Da “Fallo di piede” a “Lo sport del diavolo”: l’evoluzione di un libro

    Intervista all’autore, Paolo Porrati, prezioso collaboratore anche di TennisTalker

    Esattamente un anno fa, vi avevamo raccontato la storia del libro “Fallo di piede – il tennis uccide” scritto da Paolo Porrati (link all’articolo).

    E’ un avvincente giallo ambientato fra i circoli di tennis dove non mancano gli omicidi, i misteri, l’amore e le citazioni più belle riferite… allo sport del diavolo!

    Si trattava di una pubblicazione autofinanziata, nata dalla passione di Porrati per la scrittura e per i libri gialli in particolare, che aveva l’obiettivo di raccogliere fondi per finanziare due borse di studio per meriti tennistici, scolastici e attitudinali destinate ai ragazzi e ragazze di età compresa fra i 13 e i 18 anni.

    I due vincitori, Matilde Ercoli e Marco Lorenzon hanno avuto la possibilità di seguire un percorso di formazione attitudinale con dei manager per poi volare per 2 settimane in Florida presso la “Claudio Pistolesi Enterprise” per prepararsi al meglio per le selezioni universitarie nord-americane che offrono percorsi agevolati agli studenti-giocatori.

    Ma l’avvincente thriller ambientato nel mondo del tennis e una simile lodevole iniziativa non sono passati inosservati…

    Com’è possibile che un libro autofinanziato, nato senza scopo di lucro, scritto da un autore esordiente, sostenuto esclusivamente da una raccolta fondi privata riesca a sostenere a proprie spese un viaggio negli Stati Uniti per 2 ragazzi?

    Qualcosa di interessante doveva per forza esserci!

    E infatti il libro ha attirato l’attenzione della casa editrice Laurana che ha creduto nella validità del testo e ha deciso di portarlo all’attenzione del grande pubblico in una nuova veste editoriale e con un nuovo titolo: Lo sport del diavolo.

    La nuova edizione riprende il testo precedente arricchendolo con una serie di accorgimenti che ne rendono la lettura ancora più gradevole e accattivante, ed è impreziosita dalla nuova postfazione scritta niente meno che da Federico Ferrero, uno dei giornalisti sportivi più seguiti nel mondo del tennis.

    Buongiorno Paolo, innanzitutto in che cosa si differenziano i due libri? Chi ha letto Fallo di Piede perché dovrebbe leggere anche lo Sport del Diavolo?

    Si tratta in realtà dello stesso testo, ma reso ancora più piacevole per il lettore grazie al lavoro dell’Editor Elisa Bottani. Una delle novità, ad esempio, è l’inserimento nel testo dei riferimenti temporali, che aiutano il lettore a orientarsi ancora meglio nella difficile indagine in cui sono impegnati i protagonisti. E forse a capire prima chi è l’assassino. Per cui chi ha già letto Fallo di piede apprezzandolo, avrà la possibilità ripercorrere le gesta di Maurizio, Mara, Valerio e gli altri, ma in una versione ancora più raffinata. Saranno, per così dire, i collezionisti più fortunati, avendo tutte le edizioni dell’opera. Viceversa, chi non ha ancora letto il romanzo si troverà fra le mani un bel prodotto editoriale da godersi con calma durante le feste, oppure meglio ancora un’ottima strenna natalizia da regalare all’amico appassionato di tennis. E posso garantire che nessuno dei due rimarrà deluso!

    Fallo di Piede prima era venduto solo online e adesso si trova anche sugli scaffali delle librerie. Che effetto fa?

    Vi dirò la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità: è una grandissima soddisfazione, e una cosa che mi provoca un’emozione profonda. Quando Lillo Garlisi, l’editore che vi assicuro tutti vorrebbero avere, mi ha chiamato per dirmi che voleva pubblicare il libro, mi son dovuto sedere. E indovinate un po’, il posto in cui mi sono seduto era … una panchina da tennis, perché stavo giocando! E mi piace pensare che tutti i giocatori di tennis siano un po’ con me … sullo scaffale. Noi che amiamo il tennis alla follia, ma che non siamo dei professionisti del settore tennistico e neanche di quello letterario, siamo un po’ tutti rappresentati da questo romanzo nato dalla passione, e che ora si sta trasformando da sogno in realtà in pagine e copertina.

    Senza spoilerare troppo, ci fai un breve riassunto della storia?

    Immaginate di trovarvi a guardare, in una sera d’agosto, una partita che tutti noi potremmo giocare, in un torneo FIT come tanti cui abbiamo partecipato. A un certo punto uno dei due giocatori, un cinquantenne piuttosto in forma, cade a terra dopo uno scambio micidiale e non si rialza più. Niente crampi, è morto. Ma quello che sembra un evento accidentale in realtà ha un particolare che stona, e che viene notato da Maurizio Verri, un giudice attempato con qualche scheletro nell’armadio. Da lì in poi le cose prendono ad accelerare sempre di più, e presto facciamo la conoscenza di una serie di personaggi che si troveranno impegnati in un’indagine sul tennis che li porterà a scoprire cose inaspettate, in giro nei luoghi di tennis più importanti nel mondo. E alla fine … beh, scopriranno perché il nostro è proprio Lo Sport del Diavolo.

    Ogni capitolo comincia con una citazione, frasi dette da giocatori e non, come per esempio quella di Alessandro Baricco che dice: Ci sono molti modi per scoprire cos’è la solitudine, ma solo due prevedono che lo si faccia in compagnia di un’altra persona e costretti in pochi metri quadri: il matrimonio e il tennis. Entrambi godono, giustamente, di una vasta platea di appassionati. Qual è fra tutte quelle riportate nel libro, la tua preferita?

    Senza dubbio quella di Jean Borotra, che non a caso apre il primo capitolo: “L’unico possibile rimpianto che ho è la sensazione che morirò senza aver giocato abbastanza a tennis”. Ma ce ne sono moltissime altre, che ho raccolto preparando il libro e che rappresentano un gustosissimo gadget per i lettori. Anche perché alcune provengono da persone che neanche mai ci si immaginerebbe che avessero a che fare col tennis. Per esempio, non molti sanno che Charlie Chaplin era un grande appassionato del nostro sport, ed organizzava delle partite con relative scommesse nella sua villa in America, con le star del cinema e i big del Tennis dell’epoca. Il tennis, ho scoperto, è un filo conduttore che unisce molta più Storia di quanto si immagini…

    Immagino che in questo momento tu ti stia godendo il meritato successo, ma stai anche già pensando ad una nuova storia?

    Dipende da Valerio, il protagonista, e da quello che penseranno i lettori che arriveranno fino alla fine della sua avventura. Continuerà per la sua strada? Incontrerà di nuovo Mara? Alejandro Del Rio ascolterà quello che dice? Chi lo sa, magari son domande che hanno già una risposta…

    Hai in programma la presentazione del libro presso qualche libreria così possiamo già dare l’appuntamento ai nostri Talkers?

    Ce ne saranno diverse, ma non saranno presentazioni tradizionali. Insieme a Sara Buono di Laurana stiamo studiando una serie di iniziative che parleranno del libro, sì, ma in un contesto più ampio, raccontando di cose che riguardano il tennis e la sua cultura, non solo de Lo Sport del Diavolo. Per tenersi informati su tutte le nostre iniziative è sufficiente seguirci su Facebook e Instagram, oppure visitare il sito dedicato www.losportdeldiavolo.it

    Paolo Porrati con il libro “Lo Sport del Diavolo” – Laurana Editore

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