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    Tsitsipas corregge il tiro su Rublev: “Sì, me ne pento”

    Attualmente in Arabia Saudita in vista della sua partecipazione alla Diriyah Tennis Cup, Tsitsipas è stato intervistato dal quotidiano di Riad “Arab News”, e ha colto l’occasione per fare retromarcia in merito a quanto detto su Rublev dopo che il moscovita l’aveva battuto alle ATP Finals – per chi se lo fosse scordato, il greco aveva affermato di sentirsi il giocatore migliore tra i due, aggiungendo come a suo parere Rublev avesse un gioco più limitato rispetto al suo.

    Nel ritrattare Tsitsipas ha detto: “Andrey è un eccellente giocatore. A sua disposizione ha un gran varietà di armi che in campo sfrutta estremamente bene. Sa colpire molte forte, è una sorta di Marat Safin della nuova generazione”.

    “Non penso che abbia un gioco limitato. Ritengo che abbia dimostrato nel corso di molti anni nel Tour di essere in grado di competere con i migliori. È uno dei più disciplinati, molto professionale nei riguardi del suo lavoro. È molto divertente, davvero una bella persona, sto bene in sua compagnia. È molto amichevole e gli piace essere autoironico”.

    “Quindi se mi pento di aver detto quel che ho detto? Sì, me ne pento. Mi sentivo decisamente ferito per non essere riuscito a avanzare nelle ATP Finals, ci ero rimasto molto male. Avevo provato a liberarmi di parte del malumore ma quello non era il modo giusto di farlo.

    “La vedevo da un altro punto di vista. Volevo che arrivasse furioso alla partita successiva (contro Ruud) e provasse a giocare ancora meglio. Non starò qui a spiegare le mie ragioni perché credo fosse piuttosto chiara la mia situazione (se Rublev avesse vinto Tsitsipas avrebbe automaticamente chiuso l’anno nella top 3). Volevo davvero che Andrey vincesse la partita successiva e il mio approccio era stato di gettare un po’ di benzina sul fuoco affinché ci arrivasse più arrabbiato, più concentrato”.

    “Ma mi sono sbagliato perché ho avuto la sensazione che (Rublev) non riuscisse a dare il meglio. Ho assistito alla partita, non ha giocato bene come mi sarei aspettato. Una sua vittoria era l’unica speranza che avevo di chiudere l’anno nella top 3. Ho cercato come potevo di aumentare al massimo le mie possibilità, ma naturalmente la cosa migliore sarebbe stata vincere il mio incontro”.

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