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    Garcia sbanca alle WTA Finals

    La finale di stanotte ha incoronato Caroline Garcia vincitrice delle WTA Finals. Garcia ha avuto la meglio su Aryna Sabalenka al termine di un’ora e quarantadue minuti di gioco col punteggio di 7-6(4), 6-4, diventando così la seconda francese a trionfare alle Finals dopo Amelie Mauresmo nel 2005.

    Oltre al prestigioso trofeo, Garcia si è aggiudicata 1,57 milioni di dollari e 1375 punti, che fanno di lei la nuova n. 4 al mondo.

    È stata una partita tirata, intensa. Poche le opportunità di centrare l’allungo (tie-break e 1° gioco del secondo set), tutte sfruttate sapientemente dalla francese, che a fine incontro ha dichiarato: “Una finale pazzesca, con tanta intensità in ogni singolo punto. Sono solo che orgogliosa del lavoro fatto durante tutto l’anno. È stata una gran partita, davvero ce l’ho messa tutta. Sono molto contenta di vincere il mio titolo più importante”.

    “Sono molto contenta della mia mentalità, dell’essere rimasta sempre calma. Le emozioni negative non mi hanno influenzato, e proprio questo ha giocato un ruolo importante nel permettermi di centrare le poche opportunità che ho avuto nel tie-break e per il break realizzato al 1° gioco del secondo set”.

    “Oggi una delle cose più importanti è stata rimanere calma e approfittare di ogni opportunità”.

    Decisamente più conflittuale il discorso di Sabalenka, che a un lato vuole lasciarsi alle spalle l’irascibilità di un tempo e dall’altro sente il bisogno di tornare a quell’atteggiamento da lei stessa definito adolescenziale per trarne carburante, spinta.

    “In questa stagione ho imparato a perdere. Prima dopo una sconfitta cocente ero superaggressiva, adesso so accettare la sconfitta. Credo sia una cosa importante per me perché non riguarda solo il tennis. È questione di essere una brava persona. Sento di star diventando una persona migliore e questa è la cosa più importante”.

    “Posso perdere, imparare, andare avanti e continuare a lavorare. Prima (dopo le sconfitte) per una settimana ero come assente. Mi allenavo ma non c’ero con la testa perché pensavo molto all’ultima partita. Fondamentalmente sto diventando più professionale.

    Una considerazione più tecnica: “Almeno in questa stagione ho sistemato il mio servizio e pur senza un gran inizio di stagione ho raggiunto le Finals e chiuso l’anno nella top 5. Almeno inizierò la prossima stagione senza preoccuparmi del mio servizio. So di saper servire, di poter commettere dei doppi falli, di saper mettere a segno degli ace e non è un gran problema perché ho parecchie frecce al mio arco. Questa è una nota molto positiva di questa stagione”.

     Si ritorna al tema della gestione della sconfitta: “Sono ancora giovane ma prima da adolescente non sapevo perdere, mi arrabbiavo molto per le sconfitte e non accettavo che qualcuno potesse battermi. Ero abituata a pensare di essere la migliore e che nessuno potesse battermi”.

    E qui arriva un primo scricchiolio in proposito: “Probabilmente quella era la mentalità giusta perché non perdevo tutte queste finali. Probabilmente un po’ dovrei tornare a quella mentalità adolescenziale” – ha concluso smorzando in tono scherzoso.

    Poi ha corretto il tiro: “Non sai mai quel che capiterà nella prossima partita. Devo solo comportarmi bene nei confronti dell’altra giocatrice. Oggi ha vinto lei, mi ha battuta, ma la prossima volta probabilmente sarò io a batterla. Bisogna rispettare le persone. Credo sia la cosa giusta”. Sabalenka si interrompe e sorride maliziosamente. “Forse il risultato non è buono abbastanza. Forse ho bisogno di essere una stupida adolescente per vincere ancora qualche titolo. Vedremo”.

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