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    YOXOI, la cultura tecnologica applicata al tennis 

    Oggi siamo in compagnia di Giacomo Ruzza, socio fondatore insieme a Diego Mandarà, di Yoxoi, azienda specializzata nell’abbigliamento tennis esclusivamente Made in Italy.

    COME NASCE YOXOI? 

    Nasce dall’idea di portare nel mondo del tennis il concetto di performance apparel che è un concetto già in atto da molti anni in altri sport come per esempio lo sci o il ciclismo dove il vestiario aiuta l’atleta ad avere una migliore performance. Nel tennis abbiamo notato che le magliette che vengono utilizzate sono quasi tutte simili tra di loro perché la maggior parte è al 100% in poliestere. Può variare la foggia, talvolta c’è un po’ di elastane, qualcuno usa altri tipi di fibre, ma non c’è mai stato nulla sul mercato, fino a Yoxoi, appositamente progettato per chi fa uno sforzo prolungato sotto il sole come nel tennis.

    COSA SIGNIFICA DUEXTRE, IL NOME DEL TESSUTO DA VOI BREVETTATO? 

    La nostra maglietta ha 2 brevetti. Uno riguarda il materiale tessile che noi utilizziamo e l’altro la manifattura stessa della maglietta che è realizzata in modo da rendere estremamente efficiente la dispersione del calore. Utilizzando al meglio il sudore che si produce sotto sforzo, riusciamo a mantenere più fresca la pelle che al tempo stesso non “soffoca” per il troppo sudore. E questo è un grandissimo vantaggio, che esami di laboratorio indipendente eseguiti sulle nostre magliette hanno quantificato tra i 3° e i 7° gradi percepiti in meno. C’è una bella differenza fra giocare con 25° C rispetto a 30° C!

    Il secondo brevetto riguarda il tessuto che abbiamo chiamato Duextre (due per tre o due ics tre, come si preferisce). E’ un tessuto composto da 3 fibre diverse che lavorano tra di loro in modo sinergico. La parte a contatto con la pelle, quindi la parete interna della maglietta, è in polipropilene, mentre la parete esterna, quella non a contatto con la pelle, è fatta da un po’ di poliestere mescolato con il Tencel, una specie di “cotone” ricavato dalla cellulosa degli alberi, che funziona da carta assorbente. Il risultato è che il polipropilene espelle il sudore che viene catturato dal lato esterno della maglietta, e quindi gli impedisce di rientrare a contatto con i pori della pelle, che quindi “respirano” meglio. 

    Duextre significa quindi due pareti distinte nella stessa maglietta, che utilizzano 3 diverse fibre tessili. 

    OGGI SI PARLA GIUSTAMENTE MOLTO DI GREEN, DI SOSTENIBILITA’… VOI COME VI POSIZIONATE?

    Le nostre magliette sono assolutamente green. Hanno solo una percentuale del 25% di poliestere, riciclato. Inoltre il polipropilene ha bisogno di meno chimica e di pochi coloranti che sono la parte più inquinante delle magliette. E come ho anticipato, il Tencel è una fibra di derivazione vegetale. 

    PRODUCETE PERO’ ANCHE DELLE MAGLIETTE IN PURO COTONE

    Sì, sono quelle che noi chiamiamo “magliette da allenamento” e ti spiego perché. I professionisti quando si allenano usano solo le magliette in cotone (oppure giocano a petto nudo!). Le magliette tecniche le usano in gara. Infatti il poliestere sulla pelle non fa benissimo e può dare fastidio. Noi però usiamo il polipropilene che è antiallergico. Molte persone infatti comprano la nostra maglietta “da gara” in DUEXTRE perché non sopportano la “plastica” sulla pelle. 

    IL VOSTRO PRINCIPALE TESTIMONIAL E’ BUBLIK. COME LO AVETE CONOSCIUTO? 

    Conosciamo l’agente di Bublik, Corrado Tschabushnig, che ce l’ha proposto. Credo ci abbia fatto un grosso favore! L’abbiamo preso nel 2019 quando era numero 200 al mondo. Veniva da uno stop di un anno dovuto ad un infortunio ad una gamba, tanto che anche adesso deve giocare con una guaina. Recentemente ha raggiunto la posizione numero 30 e questo ci ha dato una grandissima visibilità. Inoltre è un personaggio molto mediatico, dice cose fuori dagli schemi, oltre ad essere un giocatore imprevedibile e spettacolare.

    OGGI I GIOCATORI SONO CONSIDERATI COME I DIVI DI HOLLYWOOD. COSA NE PENSI? 

    I tennisti si dividono in due categorie: quelli che entrano di diritto nel tabellone del Grande Slam, e quelli che non ci riescono. I primi guadagnano minimo 100.000 dollari all’anno solamente per il fatto di poter giocare un turno nei tornei più importanti. Ne hanno diritto, e con quei soldi sono già economicamente sistemati. Poi invece ci sono quelli che non ce la fanno ad entrare nel tabellone, ma che lottano e lavorano duramente tutti i giorni per quell’obiettivo. Sono persone che ammiro moltissimo perché ci provano in tutti i modi a realizzarsi, ma magari sono “solo” numero 150 in uno sport mondiale. Se invece fossero il numero 150 al mondo nel calcio, o anche nel basket, giocherebbe nell’NBA e guadagnerebbero milioni solo di ingaggio. Invece il tennista fino ad una certa posizione nel ranking fa fatica anche solo a mantenersi nel tour professionistico, e quindi tendono ad essere gentilissimi, fanno di tutto per piacere ed essere accondiscendenti con gli eventuali sponsor. Una volta però che riescono ad arrivare sopra la fatidica soglia della sopravvivenza economica, l’attitudine invece tende a cambiare, spesso completamente. Grazie al circuito i loro guadagni di soli montepremi diventano così importanti che lo sponsor di abbigliamento diventa a quel punto spesso marginale.

    HO VISTO CHE RECENTEMENTE AVETE MODIFICATO IL LOGO

    Sì esatto, il nuovo logo è una maschera da guerra giapponese bicolore, metà bianca e metà nera per ricordare le due pareti della maglietta che lavorano in modo diverso. Il tennista è come un lottatore, un guerriero che suda e combatte sul campo, ma al posto di avere la katana, la sciabola da samurai, ha la racchetta. 

    Nel tennis si presta molta attenzione alla “tecnologia” della racchetta e delle scarpe, ma non dell’abbigliamento che è importante solo per l’estetica. Noi invece contiamo sul fatto che i tennisti, di qualsiasi livello, giochino per vincere e sappiamo che anche la maglietta può essere d’aiuto per la performance e per portare alla vittoria.

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