Tennis: disposizioni regionali in Lombardia e Veneto

Tutte le novità che la fase 2 ha portato con sé in Lombardia e in Veneto: si torna ad allenarsi, ma con delle differenze

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tennis: disposizioni regionali

Quali sono le disposizioni regionali per quanto riguarda il tennis e più in generale gli sport? La fase 2 ha alimentato le più accese discussioni, in particolare perché ogni regione ha potuto auto gestirsi. Dopo la riapertura infatti, sta alla singola regione valutare il rischio e l’eventuale riapertura completa o graduata degli impianti sportivi.

Alla base di questa scelta vi é la consapevolezza che ogni regione ha un rischio di contagio differente. Si pensi alla Lombardia, di cui andremo a parlare tra poco, con un tasso di rischio relativamente maggiore rispetto a quello del Molise, per esempio.

Tennis: le disposizioni regionali della regione Lombardia

Il 17 maggio é uscita una nuova ordinanza della regione Lombardia, la n. 547 con nuove disposizioni regionali riguardo le attività sportive.

La regione Lombardia é stata tra quelle che più hanno accusato la pandemia di coronavirus, motivo per cui le scelte devono essere particolarmente caute, onde evitare di diffondere nuovamente il virus. É questo il motivo per cui in Lombardia ci sono meno libertà che nella regione veneto.

Ma vediamo insieme quali sono:

tennis: disposizioni regionali

 Le attività sportive svolte individualmente all’aria aperta, sia a livello dilettantistico che professionistico, di sport individuali e non individuali (a titolo esemplificativo e non esaustivo golf, pesca sportiva e amatoriale, tiro con l’arco, tiro a segno, tiro a volo, atletica, equitazione, vela, canoa, attività sportive acquatiche, canottaggio, tennis, paddle, corsa, escursionismo, arrampicata sportiva, ciclismo, mountain-bike, automobilismo, motociclismo, go-kart, ecc.), possono essere consentite anche nell’ambito di impianti sportivi, centri e siti sportivi, qualora siano ivi praticabili, compreso lo svolgimento di lezioni individuali o per piccoli gruppi fino a un massimo di quattro persone esclusi gli istruttori, subordinatamente all’osservanza delle misure di cui ai successivi commi del presente paragrafo. Tali previsioni potranno essere aggiornate con successivi protocolli che saranno stipulati con le Federazioni sportive

É opportuno che chi gestisce gli impianti sportivi eviti il più possibile che le persone entrino a contatto tra loro, facendo mantenere le distanze e sanificando la struttura ogni qual volta vi é la necessità.

I centri sportivi sono quindi operativi, i campi coperti sono usufruibili, purché siano aperti ai lati, ma le palestre,i luoghi di socializzazione, docce e spogliatoi restano ancora chiusi.

Cosa cambia nel Veneto?

La regione Veneto, forse reduce da un quantitativo di casi di covid inferiore rispetto alla Lombardia, ha lasciato più libertá. D’altronde il presidente del consiglio Giuseppe Conte é stato chiaro: lo Stato dá delle direttive che ogni regione deve modulare in base alle sue necessità.

Ed é cosí che la regione veneto ha detto sí alla riapertura di piscine, palestre e impianti sportivi, purché si rispettino le norme di sicurezza.

Tra queste, le più importanti sono quelle citate nell’ordinanza n.48 del 17 maggio e prevedono che: le attività vengano pianificate in anticipo, le persone indossino mascherine e guanti, venga provata la temperatura, la distanza tra le persone sia di 1 metro e aumenti a 2 se stanno svolgendo attività fisica.

É prevista anche la disinfezione di qualsiasi strumento, pena l’esclusione dello stesso dalla possibilità di essere utilizzato per svolgere attività fisica.

Queste sono alcune delle disposizioni della regione Veneto e della regione Lombardia per ritornare ad allenarsi senza rischio di contagio.

Voi in che regione vivete? Quali sono le vostre disposizioni regionali? Fatecelo sapere, sempre qui su Tennis Talker.it!