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    Tiziana Pikler: dal tennis al calcio femminile

    La primo volta che sono andata al torneo di Umago c’erano i militari che controllavano le borse e in lontananza si vedeva il fumo dei bombardamenti

    Questo è il ricordo strano e unico che Tiziana ha della prima volta che è andata, come giornalista, ad assistere al torneo croato.

    Tiziana Pikler ha mutuato la passione del tennis dal padre che durante una gara di Boris Becker le spiegava il regolamento e punteggio del nostro amato sport. Da allora non si è più fermata e ha girato tutto il mondo seguendo e raccontando il tennis.

    Recentemente ha deciso di dedicarsi anche ad altri sport riscuotendo sempre il successo che merita.

    Oggi è la direttrice di LFootball, il primo sito europeo interamente dedicato al calcio femminile, e Fiduciario del Coni Lombardia a Mantova

    Buongiorno Tiziana, ci racconti quando hai scoperto il tennis?

    Una domenica pomeriggio sull’allora canale Telemontecarlo in compagnia di mio papà. Era una partita di Boris Becker ed è stato… colpo di fulmine! Ricordo che durante tutto l’incontro continuavo a chiedere a mio papà di spiegarmi il punteggio: perché 15-30-40? Sarebbe dovuto essere 15-30-45…  

    Quando hai capito che questa tua passione sarebbe potuta diventare una professione?

    Quando ho iniziato a frequentare la redazione di un periodico romano. Eravamo un gran gruppo. Con tanti di loro siamo rimasti amici e alcuni sono ancora oggi nel mondo del tennis.  

    “Fenomeno Sinner”. Secondo te il nostro campione altoatesino potrebbe migliorare ancora? 

    Sicuramente. È talmente giovane ed intelligente! 

    Quale superficie preferisci e perché?

    Erba. Ho sempre subito il fascino di Wimbledon anche se preferisco il gioco sulla terra.  

    Hai girato il mondo al seguito del tennis. Hai qualche aneddoto da raccontarci?

    Sono davvero tanti. Ricordo il primo anno a Umago, un torneo e una location splendidi in Croazia. In quel periodo c’era la guerra e ricordo gli organizzatori che venivano a prenderci con la macchina alla stazione di Trieste. All’arrivo al circolo c’erano i militari che ispezionavano le borse e sulle colline si vedeva il fumo dei bombardamenti. Un’atmosfera surreale che non dimenticherò mai. A Umago ci sono poi tornata per tanti anni ancora e mi piacerebbe tornarci di nuovo. 

    In campo femminile, dopo Paolini e Giorgi chi vedi bene nel panorama azzurro?

    Elisabetta Cocciaretto. Spero possa migliorare ancora il suo best ranking (n.29). 

    Raccontaci la tua gavetta, da dove hai cominciato?

    Come dicevo, ho iniziato in un periodico romano. Ero in cronaca, seguivo consigli circoscrizionali e frequentavo le attività nei centri anziani. Poi l’editore si è convinto a dedicare una pagina allo sport. Così ho avuto il mio primo accredito per gli Internazionali d’Italia più di trent’anni fa. Con quel periodico sono stata accreditata anche al mio primo Australian Open. Due anni in quella redazione mi hanno permesso di prendere il tesserino da pubblicista: presentai una domanda con oltre 200 articoli firmati con il limite che era settanta. Abbiamo lavorato parecchio! Per diventare professionista, invece, mi sono trasferita a Milano, nella redazione di un mensile dedicato al franchising che abbiamo creato dal numero zero. 

    Oltre che di tennis ti occupi anche di calcio perché sei direttrice di un sito di calcio femminile. Raccontaci questa esperienza

    Se mi sono avvicinata al calcio femminile lo devo a Michele Uva. All’epoca era Direttore generale di una Figc commissariata con a capo Roberto Fabbricini. Sono riusciti a farmi appassionare al calcio femminile. Dopo diverse interviste e prodotti editoriali fatti anche grazie all’attuale Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi – che allora era Presidente del Credito Sportivo – mi è arrivato un messaggio privato su Twitter, oggi X, da parte di Giuseppe Berardi, ideatore e fondatore di LFootball, il primo e unico web magazine che abbiamo in Italia dedicato al calcio femminile. Mi ha proposto di diventare direttrice della testata, opportunità che ho preso al volo. Lo scorso febbraio abbiamo ottenuto il riconoscimento di “Best Women’s Football News Publication” agli European Enterprise Awards 2023.

    Stai facendo carriera anche nell’ambito Coni. Ci racconti qualcosa?

    È nata davvero per caso. Durante la pandemia un amico dei tempi del franchising mi ha contattata per partecipare a un’esperienza formativa online. Vivevamo su Zoom e quindi mi sono detta: perché no? Ricordo che per registrare in presenza il mio contributo mi recai in una Milano deserta con l’autocertificazione nella borsa. Dopo quella esperienza, sempre lui ha creato Next, una piattaforma davvero innovativa di formazione online per il CONI Lombardia. Abbiamo seguito un percorso di formazione, prima online e poi due giorni in presenza, sempre a Milano. In quella occasione ho fatto il mio speech e, seduto in prima fila, c’era il presidente del CONI Lombardia Marco Riva. Al termine del mio intervento mi ha lasciato il suo biglietto da visita e mi ha detto: “Chiamami”. L’ho fatto e non lo ringrazierò mai abbastanza. Ho conosciuto una persona straordinaria, appassionata, disponibile, leale. Ha un solo difetto, è juventino. Ma si sa nessuno è perfetto… Mi ha nominato Fiduciario del Coni Lombardia a Mantova, dove mi sono trasferita quasi cinque anni fa, e stiamo facendo davvero tante cose insieme e ne faremo ancora molte. 

    Data la tua esperienza e grazie a tutte le persone che hai incontrato, ci puoi svelare qual è tua sportiva preferita, di oggi o del passato?

    Ne ho tante. Nel tennis Steffi Graf, nel calcio Carolina Morace, nello sci Deborah Compagnoni, nella pallanuoto Tania Di Mario, nella scherma Elisa Di Francisca, nel karate Sara Cardin, nella pallavolo Maurizia Cacciatori, nell’atletica Sara Simeoni, nella canoa Josefa Idem, nel nuoto Alessia Filippi. Possono bastare?

    Ringrazio personalmente Tiziana Pikler per il tempo che mi ha dedicato e per essersi confidata con i lettori di TennisTalker.

    Alla prossima!

    Adamo Recchia

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