Il toscano racconta il lungo stop, guarda con fiducia allo US Open e commenta la scelta del numero uno del mondo di rinunciare al Masters 1000 di Montreal
Lorenzo Musetti si sta lasciando alle spalle il lungo stop causato dall’infortunio alla gamba sinistra rimediato agli Internazionali d’Italia. Impegnato all’ATP 500 di Washington, il tennista azzurro ha raccontato a Ben Rothenberg, nell’intervista pubblicata sulla newsletter Bounces, come questi mesi lontano dai campi gli abbiano permesso di vivere un’esperienza importante anche dal punto di vista personale.
Il carrarino ha infatti spiegato di aver trascorso molto tempo con la famiglia, scoprendo una nuova dimensione nel ruolo di padre. “Ho potuto passare del tempo a casa con i miei figli e svolgere qualche impegno da papà. Credo di essere diventato più responsabile grazie a questo periodo e l’ho avvertito anche in campo. Mettere a letto e svegliare i miei bimbi è la mia attività preferita, è una delle cose più incredibili per un papà”.
Nel corso della chiacchierata Musetti ha affrontato anche il tema del forfait di Jannik Sinner dal Masters 1000 di Montreal, difendendo la scelta presa dal numero uno del mondo insieme al suo team. “Credo che Sinner e il suo staff abbiano preso una decisione considerando molto bene tutte le implicazioni per il corpo e la salute. Sanno quel che fanno e quello che è meglio per Jannik. Immagino sia una decisione figlia dei ricordi recenti, al Roland Garros è stato semplicemente troppo tennis, anche per lui”.
Il toscano sarà invece regolarmente in campo in Canada, con l’obiettivo di ritrovare il ritmo partita in vista dello US Open. Il periodo di recupero, però, non è stato semplice da affrontare, soprattutto per aver dovuto rinunciare ai due Slam europei. Difatti, se “accettare di dover saltare il Roland Garros e Wimbledon è stato davvero duro”, c’è ancora lo US Open a cui ambire. Musetti difenderà i quarti di finale raggiunti nel 2025, un risultato che ha ricordato con piacere: “Non vedo l’ora di giocare lo US Open, lo scorso anno fu sorprendente anche per me, quindi ora credo di poter fare molto bene anche con le condizioni di New York”.




