Sconfitta al primo turno per la 45enne americana contro Tatjana Maria. Ora Melbourne e l’Australian Open, con la leggerezza di chi gioca per amore e per passione
L’avventura di Venus Williams all’Hobart International si chiude al primo turno. La sette volte campionessa Slam è stata battuta 6-4 6-3 dalla tedesca Tatjana Maria, numero 42 del mondo, al termine di un match comunque combattuto e durato quasi un’ora e mezza. È la seconda eliminazione consecutiva all’esordio per l’americana, dopo quella della scorsa settimana ad Auckland.
A 45 anni, Venus ha lottato fino all’ultimo punto, annullando sei delle nove palle break concesse e restando a lungo agganciata alla partita. Dopo un avvio equilibrato, è bastato un break nel secondo set per permettere a Maria – 38 anni e in ottima condizione – di chiudere l’incontro e guadagnarsi l’accesso agli ottavi di finale contro l’ungherese Anna Bondar.
Il risultato, però, racconta solo una parte della storia. Williams, oggi numero 576 del ranking mondiale, è tornata in campo grazie a una wild card, la stessa che le consentirà di essere protagonista anche all’Australian Open, a cinque anni dall’ultima apparizione a Melbourne. Domenica, allo start del primo Slam della stagione, diventerà la giocatrice più anziana di sempre a partecipare al torneo, superando il primato detenuto da Kimiko Date.
È naturale che intorno al suo nome continuino a nascere aspettative, ed è anche giusto che sia così: Venus Williams fa parte della storia del tennis. Ma è altrettanto legittimo immaginare che, oggi, il suo obiettivo principale non sia necessariamente la vittoria a ogni costo. A 45 anni, dopo una carriera leggendaria, la sua presenza in campo sembra parlare soprattutto di passione, amore per il gioco e desiderio di continuare a competere, finché il corpo e la motivazione lo permettono.
Forse Venus entra ancora in campo sognando di vincere, forse no. In ogni caso, ciò che resta è il rispetto per chi ha cambiato questo sport, per chi ha alzato sette trofei Slam e disputato finali memorabili, anche a Melbourne, dove nel 2003 e nel 2017 si è arresa solo a sua sorella Serena.
Il tennis non è fatto solo di classifiche e risultati immediati. A volte è anche memoria, ispirazione e continuità. E Venus Williams, indipendentemente dal punteggio, rappresenta tutto questo.



