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    “Città di Trieste” da record con l’Atp Challenger da €118.000

    Il tabellone dei partecipanti si specchia nel sontuoso prize money con validi concorrenti tra i quali spiccano giovani racchette azzurre ed un top 100 alla guida del seeding

    Palpabile la soddisfazione dei responsabili della Tennis Events Fvg, organizzatori che, seminando qualità e credibilità negli anni, ottengono l’appoggio concreto della Regione Fvg, del Comune di Trieste e del complesso Fincantieri, senza contare la costellazione di sponsor di altra levatura, tutti presenti nell’Atp Challenger 100 per la manifestazione tennistica più importante del territorio regionale.

    Il tabellone principale si presenta con una lunga scia di colori azzurri: sono ben 10 i giocatori nazionali ai blocchi di partenza, incluse tre wild card (Enrico Dalla Valle, Gabriele Piraino, Marcello Serafini) e con il solo Stefano Napolitano proveniente dalle qualificazioni, biellese capace di quattro vittorie complessive a testimonianza di un buon momento agonistico che gli ha consentito, in solo tre mesi, di risalire di ben 239 posizioni nel ranking.

    Da segnalare anche lo status assegnato di Special Exempt al francese Hugo Gaston, reduce dal vittorioso Challenger di Iasi in Romania.

    E sarà proprio il mancino di Tolosa uno dei protagonisti del main draw, come il rango di classifica (n.120 Atp) e lo stato di forma lasciavano facilmente intuire. Superato il tenace connazionale Kyrian Jacquet nei quarti, grazie ad una attenta rimonta in tre parziali, la semifinale gli propone uno dei giocatori più tecnicamente completi del main draw: il 26enne valenciano Pedro Martinez, attuale n.127 ma con un recente passato da n. 40 in singolare e da n. 51 in doppio, davisman con significative presenze in tutti gli slam.

    Pedro Martinez

    Gaston parte deciso e porta a casa il set per 6-3, ma è costretto a subire la reazione dello spagnolo che si porta sul 5-2. Con questo punteggio l’incontro viene sospeso per la pioggia battente che allaga il campo. Ma le ammirevoli acrobazie dei manutentori riescono a renderlo agibile, giusto in tempo per vedere il punteggio salire di un game a testa. L’occitano che in precedenza aveva chiesto l’intervento del fisioterapista sembra rinvigorito nella ripresa del gioco e con notevole risolutezza si aggiudica il set decisivo per 6-2.

    Fabian Morozsan

    Nella parte alta della lista l’ungherese Fabian Morozsan, primo del seeding in virtù del domicilio fissato al n. 93 del ranking mondiale, superato un pericoloso ostacolo nel combattimento serrato tra mancini con il generoso romano Matteo Gigante (7-6 3-6 7-5 il punteggio) e rintuzzato il tentativo di Dalla Valle, viaggia nella direzione di Francesco Passaro n. 148 Atp e sesta forza della lista. L’umbro vincitore del Challenger 100 dell’anno scorso non trova un sentiero molto agibile per raggiungere la semifinale, costretto a tre tempi sia contro il talentuoso 17enne spalatino Dino Prizmic, sia contro l’argentino Guido Andreozzi. Il 23enne magiaro che sta attraversando un momento di grazia (tra le sue vittime dell’anno anche Carlos Alcaraz), non dà tregua a Passaro, lo incalza deciso fin dai primi scambi, si appropria del primo tempo per 6-3 e passa a condurre nel secondo per 4-2. Tutto in poco più di un’ora di gioco.

    La sospensione per oscurità sembrerebbe rimandare la capitolazione al giorno successivo, ma la ripresa del gioco sconvolge l’andazzo precedente poiché presenta un Passaro trasformato, aggressivo e caricato a puntino da Mosè Navarra che lo segue per conto della Fitp. Morozsan, al contrario, evapora in grinta e motivazione e rende con gli interessi quel pizzico di fortuna che la sorte gli aveva concesso con i tanti break salvati in extremis, sembrando impotente nel vedere il rivale agguantare, a suon di potenti vincenti, l’insperata finale con lo score di 3-6 7-5 6-2.

    Francesco Passaro

    Splende il sole per l’atto conclusivo della manifestazione e c’è molta aria di festa sportiva tra il pubblico stipato nelle gradinate del Tennis Club Triestino, così partecipe e numeroso da innescare un altro conteggio da record.

    Presentazione dei finalisti

    Il 22enne Gaston fa subito valere l’atipicità mancina del suo dritto nelle diagonali strette e, grazie alla resa nei fluidi turni di servizio, stampa per 6-3 il primo parziale, complice il perugino un po’ troppo rigido nelle esecuzioni e negli spostamenti ed ancora ai margini della partita. L’azzurro pian piano si sblocca, riduce le fasi fallose, mette a segno delle buone prime di servizio e con l’aumentare degli scambi riesce a produrre degli imprendibili traccianti inside-out che fanno traballare le sicurezze del transalpino, fino a chiudere il secondo tempo per 7-5, tra le ovazioni degli spettatori. 

    Il dritto mancino di Hugo Gaston

    Nel momento della verità il francese riprende in mano il controllo del gioco, razionalizza gli schemi, diventa quasi insuperabile in fase difensiva, risponde ai servizi con traiettorie imprendibili e sfrutta a pieno il calo fisico dell’avversario, il cui mirino appannato lo fa sprofondare in una spirale di errori. E’ quanto basta per volare rapidamente sul punteggio di 5-0.Di puro orgoglio Passaro vanifica 3 match point, stilla le ultime energie per firmarsi due game, prima di cedere il passo all’avversario per 6-2.

    Alla fine non rimane che da congratularsi con il bravo Gaston ed ironizzare con lui su quanti Challenger debba vincere per poter pagare la mega sanzione Atp di €144.000 (ora dimezzata) per comportamento antisportivo durante il match con Borna Coric. Hugo di Tolosa è fiducioso e già in pista con il suo legale per risolvere al meglio l’intricata e costosissima vicenda.

    Le premiazioni, come al solito ben coordinate dal direttore del torneo Piero Tononi, hanno visto un gradito affollamento di influenti personalità politiche, sportive e del main sponsor Fincantieri. Tutti concordi nel ritenere fondamentale per lo sport e per il territorio un evento di tale portata che secondo Federico Pastor, presidente del circolo ospitante, può ancora crescere di rilievo nei prossimi anni.

    fausto serafini

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