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    Tsitsipas, “Mi piace giocare sull’erba, probabilmente più che sulla terra battuta”

    Intervistato nella consueta conferenza stampa della vigilia, Tsitsipas ha parlato dei risultati ottenuti fin qui nella stagione sull’erba, il tutto in un’ottica ampia di chi non ha dimenticato gli errori commessi lo scorso anno, ma anzi ne ha tratto insegnamento. Frutti come il trionfo nel 250 di Maiorca sono per il greco la conferma di quello in cui ha sempre creduto: la possibilità di trasformarsi in un ottimo giocatore su questa superficie.

    “In termini di partite penso che la mia preparazione sia buona, è quello che volevo fin dall’inizio, giocare molte partite sull’erba, ed quello che penso di essere riuscito a fare nelle ultime due settimane: giocare più partite possibile sull’erba. I primi tornei non sono andati come mi aspettavo, ma mi sono rifatto piuttosto alla svelta con le performance di quest’ultima settimana nel Sud Europa”.

    “Se ho sorpreso me stesso? La gente dubitava che potessi giocare sull’erba. Io non ho mai dubitato di me stesso, ho ribadito che posso giocare su questa superficie e che rimane una delle mie superfici preferite tra quelle che il tennis ha da offrire, e avevo una certa fiducia in questo; credo di aver provato a me stesso la scorsa settimana che non si tratta di una superficie che non mi piace. Mi piace giocare sull’erba, probabilmente più che sulla terra battuta. Lo scorso anno per me è stato difficile, prima di Wimbledon non avevo giocato una sola partita sull’erba, cercavo di giocare sull’erba come avevo giocato sulla terra battuta, cosa che è stata un gigantesco errore, da un punto di vista tecnico e tattico è andato tutto in pezzi”.

    “Guardando indietro allo scorso anno, mi sono visto qualche video e degli highlights – ovviamente si vuole analizzare il più possibile, individuare i propri punti deboli – e niente aveva senso.  Posso anche dire, dalle sessioni di allenamento che avevo avuto e dalle amichevoli che avevo disputato prima (di Wimbledon), che tutto sembrava essere fuori sesto. Con qualche aggiustamento puoi sempre tornare a dove volevi essere. Per me è un nuovo inizio a Wimbledon, mi vedo in un’ottica diversa, in particolare nel rapporto con questa superficie. Quello che spero per quest’anno è solo di passare il primo round e poi vedere dove questo mi porta”.

    Naturale, chiarirà poi lui stesso, che nelle sue corde senta di avere la possibilità di raggiungere traguardi ben più importanti che il solo passaggio del primo turno in quest’edizione dei Championships, ma resta il fatto che intende prenderla una partita alla volta, da qui la sua precedente dichiarazione tanto sottotono.

    Non si è parlato però solo di lui. In una domanda successiva, infatti, gli è stato chiesto di commentare la stagione avuta fin qui da Nadal, e Tsitsipas, oltre ai prevedibili e più che giustificati elogi, si espresso sulla necessità, a suo parere, di tenere la guardia ben alta in particolare quando il maiorchino si sente messo all’angolo dalle sue condizioni fisiche: “Quando dice che non può giocare e ha problemi al piede, è lì che è più pericoloso come performance, in un certo senso è psicologia inversa. Ho molto rispetto per quel che ha fatto all’Open di Francia […]. Ti fa quasi pensare che sia immortale con quel che riesce a fare e il livello di intensità che riesce a raggiungere in momenti in cui è tutt’altro che a posto e sarebbe scomodo per la maggior parte dei giocatori giocare in quel tipo di condizioni fisiche”.

    Tsitsipas debutterà a Wimbledon domani contro lo svizzero Alexander Ritschard (n.188).

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