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    Medvedev, i suoi ex numeri 1 preferiti e tanto altro

    Reduce da una cocente sconfitta nella finale del Libéma Open con il beniamino di casa, il classe ’97 Tim Van Rijthoven, Medvedev darà la caccia al suo primo titolo stagionale all’ATP500 di Halle, in Germania. Intervistato da TennisTv il russo ha affrontato diversi temi: dal suo rapporto con i campi in erba all’essere di nuovo il n.1, dai suoi numeri uno preferiti del passato al suo prossimo avversario, il belga David Goffin.  

    “Non è semplice dire come sto messo con i campi in erba al momento, perché prima era la mia superficie preferita, poi ho cominciato a giocare davvero bene sul cemento e ho ottenuto lì i miei migliori risultati, per cui adesso dubbi non ce ne sono, i campi in cemento sono il mio grande amore se si può dir così, ma mi è sempre piaciuto giocare sull’erba, penso che il mio gioco ci si adatti bene. Poi a volte ti toccano avversari che rendono il tutto tosto e insidioso e penso che l’erba sia la superficie in cui è più difficile ribaltare la partita, hai bisogno di essere molto concentrato fin da subito, e questo per me è stato difficile a volte, ma voglio decisamente migliorare, voglio provare a essere migliore, a vincere tornei importanti sull’erba, penso di avere il potenziale per farlo, per cui continuerò a imparare e a lavorare per essere un migliore giocatore sull’erba”.

    “Subito, appena metti piede sull’erba dopo la stagione sulla terra battuta la sensazione è così rilassante, perché sai, ti riporta ai ricordi dell’infanzia, a quando di solito giocavi a calcio con gli amici. Dopo il cemento e la terra rossa, su cui naturalmente giochiamo la maggior parte dell’anno, è davvero una sensazione diversa anche solo il mettere piede sull’erba, non so, è qualcosa che hai nel giardino dietro casa, ed è davvero una sensazione piacevole per molti giocatori credo, non per tutti ovviamente, è normale, ma a me piace molto e mi calma”.

    “Penso sia molto importante (parla del tenersi la posizione n.1 del ranking), ti dà molta fiducia e in certo senso (anche) della pressione extra, perché la gente inizia a volere ancora di più da te in quanto n.1 al mondo, ma mi piace e proverò a farlo, voglio provare a tenermi questa posizione e per riuscirci devi provare a guadagnare più punti possibili, ovviamente i Grandi Slam sono molto importanti, e i Masters 1000, ma anche ogni piccolo torneo in cui puoi guadagnare dei punti fa numero, e questo è quel proverò a fare qui a Halle, ho 500 punti da vincere, sono comunque parecchi punti e questo è ciò che devo provare a fare. Semplicemente sono molto felice di esserci riuscito (si riferisce all’essere il n.1) e voglio provare a fare di meglio e a tenermela (questa posizione) il più a lungo possibile”.

    Ecco invece i nomi fatti da Medvedev quando l’intervistatore gli ha chiesto dei suoi ex numeri 1 preferiti: “Ci sono parecchi giocatori che sono stati numeri uno e che mi piacciono, ma direi Safin (Marat Safin) e Kafel’nikov (Evgenij Kafel’nikov), perché sono russi. Sfortunatamente non ho visto giocare Kafel’nikov, ero un po’ troppo giovane per iniziare consapevolmente a guardare tennis, mettiamola così. Safin l’ho visto giocare, non ricordo il momento esatto in cui diventò n.1, probabilmente ero ancora un po’ troppo giovane per capire davvero cosa significasse e cose così, ma lui era certamente un grande”.

    In ultimo due parole sul suo prossimo avversario, David Goffin, contro cui debutterà domani ad Halle: “Sì, ho giocato contro di lui a Wimbledon nel 2019, è stata una gran partita, cinque set, ho avuto un break al quinto set, a partita conclusa per le successive due settimane non mi sono sentito bene, adesso a ripensarci è stata una gran partita, molto divertente a essere  onesto, so che lui può essere un giocatore insidioso su ogni superficie, ma sull’erba credo che gli piaccia giocarci, e so di aver bisogno di mostrare il mio miglior tennis già dall’inizio di questo torneo per passare il turno e magari arrivare fino in fondo”.

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