BEPPE MERLO E IL ROVESCIO A DUE MANI – Tennistalker

BEPPE MERLO E IL ROVESCIO A DUE MANI - Il rovescio a due mani il colpo che dà la svolta

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Fonte: Photo by Siamak on Unsplash

BEPPE MERLO E IL ROVESCIO A DUE MANI – Il rovescio a due mani il colpo che dà la svolta.

«Beppe non rubò mai un punto su un campo da tennis. Andava addirittura contro il giudizio degli arbitri. Giocando con Remy, campione di Francia, sul Centrale di Roland Garros, al quinto set corresse il giudice di sedia e regalò il quindici che mandò il francese a servire per il match. Fino a quel momento aveva avuto tutto il pubblico contro. Quando Beppe vinse venne giù lo stadio» Nicola Pietrangeli racconta.

Beppe Merlo, una leggenda, fu tra i primi al mondo ad effettuare il rovescio a due mani, colpo grazie al quale costruì un gioco di grande efficacia, integrandolo con doti naturali di precisione, resistenza e recupero ( fonte wikipedia)

Ho iniziato col ping-pong a Merano, dove sono nato. Ero campione regionale, e contemporaneamente mi avvicinai al tennis. La mia famosa impugnatura a metà manico la ereditai proprio da lì” le parole di Merlo che continua “nel ‘ 48 ero già prima categoria, l’anno dopo battei per la prima volta un numero 1 al mondo, Jaroslav Drobny. Ne ho battuti sei, campioni di Wimbledon: Drobny, Vic Seixas, Roy Emerson, che di Slam ne ha vinti 12, Neale Fraser, Budge Patty e Chuck McKinley”.

Figlio del custode del circolo cittadino di Merano, la sua carriera ha inizio quando, nel 1945, si trasferisce a Bologna per giocare nella Virtus. Il suo esordio in Coppa Davis nel 1951, contro la Polonia e a seguire la sua partenza per la California nel 1952, dove viene inviato dalla Federazione, insieme a Gardini, per migliorare il gioco, allenato da Mark Tennent. Non piace subito, il suo rovescio a due mani sembra non convincere, ma Merlo racconta che “col passare dei minuti, succede qualcosa: si accorge che noi non sbagliavamo mai, che eravamo regolarissimi” riferendosi a Tennent.

Nella sua carriera conquista due semifinali consecutive al Roland Garros (1955-56), raggiunge due finali agli Internazionali d’Italia (1955-57), e battere 6 vincitori di Wimbledon (Jroslav Drobny, Vic Seixas, Roy Emerson, che di Slam ne ha vinti 12, Neale Fraser, Budge Patty e Chuck McKinley) Il rovescio a due mani rimane un’eccezione, fino ali anni ’70, ma non si può negare a Merlo la rivoluzione che ha introdotto e che ha cambiato il tennis moderno.

La diffusione della presa western e della rotazione in topspin cambiano la storia del tennis, merito anche, di Bjorn Borg.“Ho cominciato a giocare dritto e rovescio a due mani perché la mia prima racchetta era troppo pesante per me” in un’intervista alla CNN. “Quelle vecchie racchette di legno erano la ragione per cui in tanti hanno iniziato a giocare il rovescio a due mani, come Connors e Evert. Io però lo giocavo in top spin ed era una sorta di rivoluzione. Mi ricordo che una volta qualcuno mi diede un libro sul tennis e mi disse: leggilo, è così che dovresti giocare. Ma io ero testardo, ho continuato a tirare il rovescio a due mani in top spin ed è così che tutta la storia è cominciata”.

Un pensiero rivolto a Merlo che dopo una lunga carriera nel tennis si è spento a 91 anni.

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