TennisTalker MagazineNewsATPRenzo Furlan: “Sinner si è ritrovato a gestire un infortunio più grave del previsto”
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Renzo Furlan: “Sinner si è ritrovato a gestire un infortunio più grave del previsto”

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Il tecnico accompagna Luca Nardi a Olbia e fa il punto sulle condizioni del pesarese, sulla stagione del tennis italiano e sulle attese per le ATP Finals di Torino. Poi guarda alla Davis: “La squadra resta estremamente competitiva, potremo giocarci le nostre chance”

Luca Nardi è arrivato a Olbia con l’obiettivo di ritrovare continuità dopo una stagione segnata dagli infortuni. Al suo fianco c’è Renzo Furlan, che sta seguendo da vicino il lavoro del pesarese in vista del Challenger sardo. L’ex numero 19 del mondo, oggi anche talent di Sky Sport, ha raccontato le difficoltà affrontate dal suo giocatore e le priorità per gli ultimi mesi dell’anno.

“Questo è un ottimo torneo per via delle strutture e del clima, già dai primi colpi Luca si è trovato bene. La sua situazione è molto particolare; dopo l’infortunio al polso che ha gestito a marzo, si è stirato tre volte gli adduttori. La chiave ora è semplicemente stare bene, migliorare la condizione atletica e giocare più partite possibile. L’aspetto positivo è che, nonostante ci troviamo a fine stagione, ha ancora tante energie da spendere sia per concludere al meglio il 2026 che per preparare il 2027”.

Dal percorso di Nardi lo sguardo si sposta poi sul tennis italiano nel suo complesso. Gli ultimi risultati, secondo Furlan, non devono ridimensionare quanto costruito negli ultimi anni: qualche problema fisico ha condizionato il rendimento di alcuni dei principali protagonisti azzurri, ma il bilancio resta positivo.

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“Nonostante gli ultimissimi risultati un po’ meno positivi secondo me il quadro azzurro è ancora eccezionale. Per alcuni aspetti siamo stati sfortunati. Jannik Sinner si è ritrovato a dover gestire un infortunio forse un po’ più grave del previsto, Lorenzo Musetti ha avuto iniziato la stagione con uno stop molto importante e quello condiziona parecchio. Per quanto riguarda Cobolli, è vero che sente la pressione per via della potenziale qualificazione alle Nitto ATP Finals, ma non dimentichiamoci l’anno che ha vissuto. Si merita di ritrovarsi in questa posizione e potrebbe garantirci ancora una volta di avere un italiano al ‘torneo dei maestri’”.

Le ATP Finals e la Coppa Davis

Proprio le ATP Finals di Torino saranno uno degli appuntamenti più attesi del finale di stagione. Furlan si aspetta un torneo aperto, con diversi campioni pronti a contendersi il titolo e qualche incognita legata alla condizione fisica.

“Cosa mi aspetto a Torino? È stato un 2026 particolare, c’è uno Zverev in forma e un Alcaraz che sta recuperando il miglior tennis torneo dopo torneo. E occhio a Djokovic, perché se riuscirà a qualificarsi sarà un valore aggiunto. È il più forte giocatore di tutti i tempi, una sua presenza sarebbe eccezionale”.

Infine, c’è la Coppa Davis, con l’Italia chiamata a inseguire un quarto trionfo consecutivo. La composizione della squadra sarà uno dei temi centrali delle prossime settimane e, per Furlan, il capitano Filippo Volandri avrà ancora una volta diverse valutazioni da fare. Le alternative, però, non mancano.

“So per certo che il compito di Filippo Volandri sarà ancora una volta molto complicato. Io penso che alla fine ‘Muso’ vorrà partecipare, così come sappiamo che ci sarà ‘Cobo’. Poi è a disposizione anche Luciano Darderi che ha giocato la miglior stagione della carriera più eventualmente altre soluzioni Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Lorenzo Sonego, oltre a due grandi doppisti come Simone Bolelli e Andrea Vavassori. La squadra resta estremamente competitiva, potremo senz’altro giocarci le nostre chance”.

Per Furlan, dunque, il tennis italiano conserva le risorse per essere protagonista sia alle Finals sia in Davis. Molto dipenderà dalle condizioni dei singoli e dalle scelte nelle prossime settimane, ma la profondità del gruppo azzurro resta un punto di forza in vista degli ultimi grandi appuntamenti del 2026.

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Edoardo Viglione
Edoardo Viglione
Vivo e racconto di tennis, appassionato di Challenger e del tennis sudamericano, con più di un debole per l’Argentina. Chiaramente la terra rossa è la superficie più romantica che possa esserci.
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